Il pesce d’Aprile di Mega

Cari amici di LDB,

Mentre ero alacremente all’opera per prepararvi un pesce d’Aprile coi fiocchi, ecco che M mi anticipa: da oggi infatti non riesco più a caricare nulla sui miei account. E dico proprio nulla, nemmeno un byte. Zero. E così anche il vate Zovvo.
L’offensiva verso gli account free ha raggiunto il suo culmine. Una cosa del genere era preventivabile, e, se vi ricordate, ne avevamo già parlato in passato, quando notammo che M aveva iniziato in maniera del tutto arbitraria a considerare le condivisioni da terze parti al pari del materiale caricato dal proprietario del profilo. Come già Scribd, la volontà di monetizzare a scapito dei propri utenti era, ed è, netta ed evidente.

Quindi cosa si fa? Con un grosso bacino di utenza non posso permettermi di espungere dalla cerchia persone a casaccio, e inoltre non sarebbe nemmeno giusto. Nei prossimi giorni cercherò di guadagnare spazio rimuovendo delle condivisioni, per la maggior parte doppioni del mio archivio e di quello di zovvo, dai miei profili. Mi hanno segnalato che è possibile farlo SENZA rimuovere l’accesso al mio archivio. Qualora vi arrivasse un’avviso di rimozione da parte di M sappiate che è stata rimossa solo la cartella che voi avete condiviso con me.

Per le prossime infornata esploreremo le possibilità del link diretto tinyurl – vedasi il punto 5 delle Istruzioni – come già sta avvenendo per amici di LDB (anche per questo consigliavo di prendere la mano con codesto metodo)

A buon rendere

P.s. non è uno scherzo

Natjus

Nota post-Infornata 17 marzo 2017 (con avviso importante)

Cari amici di Ladri di Biblioteche,

dopo un po’ di tempo rieccoci con le nostre amate infornate. Una silloge narrativa, il secondo tassello di un trittico cominciato a fine gennaio e che terminerà in un prossimo futuro. Ringrazio l’amico che ha ispirato alcuni di questi consigli (Come è, Leviatan, Passing), e cioè elle lomi.

Come forse avrete notato dagli header del blog, anche Ladri di Biblioteche si sta preparando a celebrare adeguatamente il centenario della Rivoluzione d’Ottobre. E per farlo avrà bisogno anche del vostro aiuto. Ma di questo parleremo tra qualche giorno in un post dedicato solo all’argomento.

Chiudo questa comunicazione con una novità importante: da questo post in poi il contenuto dei link diretti nei commenti verrà spostato nella cartella amici di LDB, dopo di che gli stessi link verranno eliminati. Ovviamente verranno cassati solo i link, non i commenti.

P.S. ho aggiornato le istruzioni (Come accedere ai consigli di LDB) si prega di leggere TUTTI, novizi e non. Grazie

Potete sostenere questo blog, progetto unico nel panorama della condivisione italiana, in due modi:

1. Con un contributo in denaro, cliccando sul banner qui sotto:

(ricordo, per inciso, che non è necessario possedere un account paypal per donare, ma basta anche solo una postepay). La donazione è libera e non è vincolata all’accesso ai consigli.

2. Condividendo a vostra volta materiale con gli utenti del blog.

Chi dona aiuta a preservare una delle poche fonti originali del web italiano: in questi tempi, in cui si moltiplicano pescecani e piccole cricche sfruttatrici che addirittura fanno pagare il materiale di cui si appropriano, ciò non è poco.

Grazie

Julien Green – Leviatan

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“Era sempre avvertita del mistero che, d’altra parte, non sarebbe mai riuscita a penetrare da sola. Ciò assomigliava a una beffa del destino, poiché una completa oscurità le avrebbe concesso, se non la felicità, almeno la tranquillità dell’ignoranza. Così invece non era permesso alla sua passione di assopirsi.” Questa frase, detta a proposito della signora Londe, si può adattare a tutti i personaggi del Leviatan, nessuno dei quali sfugge alla propria personale passione: Guéret è preda di un amore che non gli da requie per Angele, giovane lavandaia e stiratrice; la signora Londe è posseduta da un irrefrenabile e divorante curiosità; la signora Grosgeorge, ricca ma ormai avviata alla vecchiaia, da un demoniaca frenesia di rivalsa. Tutti sono dei prigionieri, dei sepolti vivi.

Samuel Beckett – Come è

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Dopo le prime venti pagine, incontriamo un personaggio che è evocato come in filigrana in quasi tutti i libri di Beckett, e in forma piu diretta in certe novelle giovanili: Belacqua. Nel Purgatorio «sedeva e abbracciava le ginocchia, | tenendo ’l viso giu tra esse basso» (IV, 107-8); qui è diventato un essere che striscia in una distesa di fango e di tenebre, aggrappato a un sacco pieno di scatole di pesce in conserva, afflitto da misteriose amputazioni, persuaso che l’agonia non avrà mai fine, occupato a parlare a se stesso (o ad ascoltare e trasmettere una voce che non sa neppure se sia la propria), a evocare da un presunto passato vaghi frammenti di immagini, intento quasi esclusivamente a durare, a acclimatarsi nel terrore. L’incontro con un altro essere, ugualmente mutilato e solitario, vale a scandire la dimensione temporale; «prima di Pim, con Pim, dopo Pim». Sono i modi in cui si dispone l’ansia di comunicare: di tormentare e di soccorrere.