F.A.Q. LDB (per neofiti e non, aggiornata al 5-1-2018)

Cari amici di LDB,

questa FAQ va a sostituire il “Prima volta su LDB?”. Come da titolo, la lettura è caldamente consigliata sia ai nuovi che ai vecchi utenti di questo blog. Contemporaneamente, sono state aggiornate anche le istruzioni per accedere all’archivio. Mi rendo conto che il tutto è un po’ prolisso ma vi prego di sforzarvi lo stesso di leggere attentamente:

1. Che cosa è LDB?

Ladri di Biblioteche, abbreviato LDB, è questo blog: attivo, nelle sue varie incarnazioni, da oltre un lustro. L’obiettivo, del fondatore come di chiunque voglia contribuire alla causa, è mettere a disposizione del maggior numero di persone quelle opere del Sapere umano che per un motivo o per un altro vengono trascurate e ignorate dai canali “ufficiali”. E’ gran vanto di questo progetto quello di rivolgersi, in particolare, ai meno fortunati, a coloro che non possono permettersi l’accesso a una Cultura “alta” e “medio-alta” destinata ormai a essere, nel mondo in cui purtroppo viviamo, sempre più appannaggio di pochi.

2. Chi c’è dietro LDB?

Dei semplici appassionati, che con mezzi propri, e spesso tra difficoltà tecniche e il doversi barcamenare con la vita di tutti i giorni, cercano di colmare una lacuna del web italiano. A differenza di altri siti che spesso, erroneamente, vengono accostati a ldb, noi non abbiamo nessuno alle spalle, e i nostri scopi non sono di lucro. Anzi, uno dei desideri del fondatore era, ed è, per inciso, quello di combattere contro l’ideologia del profitto. A questo proposito, noterete subito che – a parte qualche adsense di wordpress non controllabile dal blogmaster – il blog è libero da pubblicità e pop up molesti. Anni di esperienza stanno qui a dimostrarlo.

3. Tutto gratis, quindi?

Riguardo a questo proposito bisognerebbe fare un po’ di chiarezza. Dietro a chi propaganda la cultura del gratis ci sono spesso potenti multinazionali che fatturano miliardi: chi offre prodotti gratuitamente poi ne trae profitto in maniera indiretta, e questo profitto spesso siete proprio voi consumatori (o meglio i vostri dati, abitudini ecc.) che di quei prodotti fate uso. Detto ciò, per portare avanti una attività come la nostra – che, ripeto, ha dietro solo dei semplici appassionati – e per potenziarne e rimpinguarne l’archivio, dobbiamo contare principalmente su voi che ci seguite, e sulla vostra generosità. Le vostre donazioni, quale che sia la loro entità, verranno sempre molto apprezzate.  Su di loro, su di voi, riposano il futuro e l’evoluzione di Ladri di Biblioteche.

Vi prego di non considerarci uno dei tanti siti di filesharing, e cioè un baule della cuccagna da cui prelevare solo quello che vi piace e poi chi s’è visto, s’è visto. Dietro a ogni consiglio presente su ldb ci sono fatica, impegno e perseveranza, nessuno ci ha mai regalato nulla.  Contribuire a mantenere un vita un progetto come il nostro deve essere perciò, oltrechè un investimento personale, un motivo di vanto.

3. bis Posso contribuire solo con donazioni in denaro?

Ovviamente no. Lo si può fare anche mettendo a disposizione materiale, possibilmente inedito (no doppioni e/o materiale reperibile facilmente da altre parti) e coerente con lo spirito del blog. Traduzione = non mandate roba di fabio volo. Ci siamo capiti.

4. Come faccio a condividere il mio materiale con LDB?

Lo si può fare linkando direttamente nei commenti sul blog. L’unica accortezza è di non usare siti di hosting con pop up e/o troppa pubblicità. Vanno benissimo mega o mediafire. Successivamente i file verranno spostati nella cartella amici di LDB (vedi punto 5 bis)

5. Veniamo al sodo: come si accede all’archivio?

Cliccando qui (istruzioni aggiornate al 5-01-2018) troverete nel dettaglio le istruzioni su come accedere agli archivi di Ladri di Biblioteche. Di tanto in tanto le istruzioni vengono aggiornate, con relativa segnalazione sul blog. N.B. L’accesso potrebbe richiedere un po’ di tempo, abbiate pazienza.

5. bis Che cos’è la cartella amici di LDB? e come faccio a accedervi?

E’ una cartella separata dall’archivio principale. Qui è raccolto il materiale condiviso dagli utenti: noterete che a ognuno dei releaser è assegnata una apposita cartella. Per accedere il link è https://tinyurl.com/AmicidiLDB

6. Alcuni file richiedono una password

Alcuni file, risalenti a una fase embrionale del blog, sono stati condivisi sotto forma di archivio criptato. La password è: ladridibiblioteche

7. Come faccio a mettermi in contatto con il curatore del blog?

Esistono diversi modi:

a. Il canale primario è e sarà sempre il blog Ladri di Biblioteche

b. La chat di Mega, accessibile a tutti i nuovi aggiunti, che però di recente è diventata inaffidabile dato l’elevato numero di contatti.

c. Il profilo twitter ufficiale LDB. N.B. E’ consigliabile conservare questo link tra i preferiti, nel malaugurato caso che succeda qualcosa al blog-

Se ne stanno e se ne sperimenteranno altri, ma al momento i canali ufficiali sono questi.

7. bis Il curatore non risponde o lo fa dopo molto tempo

L’elevato numero di commenti, il tempo speso per la creazione dei nostri amati consigli e quello per le incombenze della vita reale potrebbero far sì che il blogmaster, suo malgrado, possa non essere molto presente e/o non riuscire a rispondere a tutti.

In quel caso potete fare riferimento agli amici della vecchia guardia di LDB: Grattacielo, Aletinus, Pierre (se non fa casini) Nozomi. La lunga militanza e i contributi alla causa fanno di queste persone elementi di sicura affidabilità per quel che concerne il blog e la condivisione in generale.

7. ter I miei commenti non compaiono sul blog.

I commenti di nuovi utenti, o quelli contenenti link multipli, sono soggetti a moderazione. Se il vostro messaggio non appare è semplicemente perchè il blogmaster non ha avuto ancora il tempo (vedi punto precedente) di pubblicarlo.

Su LDB, a parte rarissime eccezioni, non si censura nulla e vige la libertà di espressione. Una cosa però non è consentita: l’uso di multinick e identità multiple. Abbiamo avuto problemi in passato e perciò su questo punto particolare verrà esercitata tolleranza zero.

8. Posso condividere a mia volta, in altri luoghi, il materiale condiviso qui?

Certamente, stando BENE attenti però:

a. A NON rimuovere, dove presenti, nè i loghi identificativi, nè le indicazioni autoriali. Come scritto sopra, questo è un lavoro che richiede impegno, impegno di cui ci teniamo a essere riconosciuti.

b. A indicare la fonte, ringraziando i rispettivi condivisori

c. A condividere il materiale integralmente, vale a dire l’intera cartella del consiglio specifico e non i singoli file ivi presenti. Su questo vedi l’ultima parte del punto successivo.

8. bis Posso modificare/correggere/migliorare il materiale preso da LDB?

Sì, attenendosi anche in questo caso alle linee guida del punto 8. Essendo le nostre produzioni volutamente amatoriali – non pretendiamo di rivaleggiare con i canali “ufficiali”, a differenza di altre persone  – miglioramenti e correzioni sono sempre ben accette. Ovviamente, ma non c’è bisogno di dirlo, agite sempre con criterio e secondo coscienza quando mettete le mani su un testo ed evitate mancanze e adulterazioni che potrebbero danneggiare il fruitore finale dell’opera. Ricordate che ci sono anche persone che del materiale condiviso fanno un uso accademico.

9. Zovvo e LDB sono la stessa cosa? posso chiedere a LDB di essere aggiunto all’archivio di Zovvo?

Sebbene Zovvo e LDB si conoscano da anni e a volte collaborino tra loro, NON sono la stessa cosa. Le due piattaforme hanno curatori diversi e non sono sovrapponibili: come comportarsi con voi utenti è decisione sovrana del singolo blogmaster. Non chiedete a me di essere aggiunti all’archivio di zovvo, e viceversa non chiedete a lui di essere aggiunti a LDB.

 

 

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(il fu) Intermezzo cultural-letterario. Centenario Rivoluzione russa 1917-2017 – Sezione narrativa

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Cari amici di LDB,

Auguro a tutti un felice Natale. Dopo alcune peripezie, superate, almeno per il momento, ci ritroviamo qui con questa infornata letteraria, perché, come da tradizione, non è Natale senza una bella e vasta selezione di quello che qui amiamo di più, e cioè i nostri cari consigli letterari. Come da titolo, ci immergeremo nel versante narrativo di questa sezione pomposamente rinominata “cultural-letteraria”, mentre il lato C verrà affrontato a Capodanno.  Anche io, come credo gran parte di voi, mi muovo in terre in gran parte straniere, e perciò credo che per il quadro storico della letteratura russa del 900 sia meglio lasciare voce a un esperto, e cioè al professor Carpi:

Cercando tra i correlati troverete tutti gli altri video che fanno il punto sull’argomento.

La selezione è ricca, ma ci sono purtroppo alcune lacune, dovute sia alla mancanza di tempo, sia al fallito reperimento di alcuni testi. Mi dispiace soprattutto per l’assenza di opere della Achmatova. Magari potrebbe scapparci qualche addenda con l’anno nuovo.

Come sempre devo ringraziare tutti i vecchi amici di LDB, il solito e sempre concentrato sull’obiettivo Grattacielo, nozomi, aletinus (che ha contribuito con una splendida sezione musicale che troverete in amici di LDB), pierre-mazinga e il Vate Zovvo. Sempre in Amici di LDB vi aspetta un’altra selezione, versante poesia, condivisa dall’amico Joe Piturro.

E visto che a Natale siamo tutti più buoni, lascio qui il bannerino donazione, ricordando che LDB cerca sempre e di crescere e di continuare a proporvi materiale inedito e interessante. Come voi, siamo semplici appassionati che si muovono con mezzi spesso di fortuna e perciò ogni aiuto dell’utenza è sempre benemerito, la cultura del gratuito lasciamola alle multinazionali:

paypal-donazione

Avrei voluto chiarire anche la questione Discord ma questo post è già diventato molto lungo, per questo vi chiedo di avere ancora un po’ di pazienza. Il link pubblico per partecipare c’è, nella barra a fianco, e chi vuole partecipare può farlo, ma ricordate che siamo ancora in fase di prova.

Di nuovo, auguro a tutti buon Natale e soprattutto buone letture.

Natjus

Varlam Salamov – I racconti di Kolyma. Volume I

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La Kolyma è una desolata regione di paludi e ghiacci all’estremo limite nordorientale della Siberia. L’estate dura poco più di un mese; il resto è inverno, caligine, gelo fino a sessanta sotto zero. Laggiù, dalla fine degli anni Venti, alcuni milioni di persone vennero deportate per volontà di Stalin e sfruttate, in condizioni ambientali disumane, a fini produttivi: scavi nei giacimenti d’oro, costruzione di strade, disboscamenti e raccolta di legname… Šalamov arrivò in quel «crematorio bianco» nel 1937, e vi rimase fino al 1953. Nel 1954, subito dopo il ritorno a Mosca, cominciò a scrivere questi racconti, ovvero a «vivere non per raccontare ma per ricordare». L’arrivo sull’«isola Kolyma», la casistica dei vari tipi di carcerieri, i luoghi e le condizioni del lavoro forzato, la natura ostile e così carica di significati simbolici sono le linee portanti di una creazione poetica che è anche analisi di uno spietato fenomeno antropologico: «con quale facilità l’uomo si dimentica di essere un uomo» e, se posto in condizioni estreme, rinuncia alla sottile pellicola della civiltà.

Varlam Salamov – I racconti di Kolyma. Volume II

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Dalla fine degli anni Venti al dopoguerra milioni di persone vennero deportate e morirono nei lager staliniani, e alla Kolyma, regione desolata di tundra e ghiacci dove «uno sputo gela in aria prima di toccare terra», Šalamov rimase confinato dal 1937 al 1953. L’anno successivo, subito dopo il ritorno a Mosca, tassello dopo tassello Šalamov cominciò a comporre il suo monumentale mosaico contro l’oblio, il suo poema dantesco sulla vita e sulla morte, sulla forza del male e del tempo.

Alexander Fadeev – La disfatta

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Nel bilancio della letteratura nata dalla Rivoluzione d’ottobre, La disfatta., il romanzo che nel 1927 rivelò il giovane Fadeev, si è conquistato un posto sicuro. Un libro dal serrato piglio documentario, vissuto intensamente dal suo autore prima ancora di essere steso sulla pagina. A diciottenni, Fadeev si era arruolato tra i partigiani impegnati contro le armate giapponesi e i cosacchi del dittatore controrivoluzionario Kolčak. Queste pagine ci parlano appunto della drammatica esperienza: il piccolo distaccamento dei guerriglieri è circondato dai « bianchi » e dai giapponesi, per spezzare l’accerchiamento e mettersi in salvo deve affrontare una serie di combattimenti disperati. In un susseguirsi di cavalcate, salvataggi, battaglie, la movimentata vicenda prende il sapore di un poema cavalleresco. Ma non si tratta soltanto di un libro d’azione che affida le sue risorse al ritmo del racconto: a differenza di molti altri romanzieri della guerra civile, interessano a Fadeev i problemi umani dei suoi personaggi, dettagliati con finezza psicologica (qui lo scrittore guarda a Tolstoj, suo maestro di metodo letterario ) : il rozzo Morozka, sorretto nelle prove più difficili da una sua elementare moralità; il giovane studente di città Mečik, che non riesce a «legare » coi compagni; Levinson, il comandante che presta il suo volto alla parte migliore della nuova generazione rivoluzionaria. Una scarna epopea, che senz’ombra di retorica evoca la faticosa formazione di una libertà, di una morale, di una umanità nuova nel crogiuolo della lotta.

Boris Pilniak – L’anno nudo

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Pilniak è una delle figure più importanti e produttive della letteratura russa contemporanea. Nella sua opera, in cui una lettura attuale trova precorrimenti interessantissimi delle nuove tecniche narrative, la tematica è data dalla Russia dei primissimi anni della rivoluzione e della Nep; egli ne dà una radiografia di tale messa a fuoco da consentire scoperte e rivelazioni essenziali. È la realtà provinciale, immota da secoli, dove la vita conserva ancora i costumi e il ritmo del XVII secolo, che egli porta in questo libro, nel momento in cui viene sconvolta dagli eventi della rivoluzione. Troviamo nobili decaduti ed ora spodestati ed espropriati, folli e mistici pellegrini, mercanti di vecchio stampo e la muraglia indifferente e ottusa della borghesia minuta; anziché descritto, quest’ambiente umano storicamente reale è reso nello scompiglio in cui lo gettano quei drappelli di bolscevichi inviati dalla rivoluzione a trascinarlo nella storia moderna. Pilniak utilizza una pluralità di piani del tessuto narrativo, piegando i mezzi espressivi a uno sperimentalismo, ricorrendo a procedimenti intesi a registrare gli stati d’animo nei loro più inavvertibili spostamenti. L’anno nudo, del 1922, è la sua opera più caratteristica in questo senso, ed è un’indagine della Russia immersa nel gran crogiuolo, quale nessun altro scrittore ci ha dato così al vivo. La critica sovietica vide in lui un populista, un nazionalista slavofilo, un formalista; e in seguito la sua attività fu paralizzata. Egli resta però, come pur lo considerava Voronskij — il maggior critico marxista dell’epoca — lo scrittore più vero e provocante degli anni rivoluzionari, quello in cui si affaccia il discorso più intenso e articolato su di essi, il discorso artistico-intellettuale più significativo.

Konstantin Fedin – Le città e gli anni

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Goroda i gody (Le Città e gli Anni) è giustamente considerato il primo effettivo romanzo sovietico: fu Konstantin Fedin (1892-1977) nel 1924 a compiere il tentativo di narrare, sia pure attraverso una vicenda esasperatamente privata, il corale politico della rivoluzione. Un tentativo che, ovviamente, non poteva evitare proprio per la sua ambizione, la sua novità, la sua portata, critiche e accuse, ma che, sempre per la sua ambizione, la sua novità, la sua portata, merita ancora oggi il massimo riconoscimento attribuibile a un romanzo: la gratitudine per averci dato insieme con il senso della vita almeno un’intuizione Storica. Ancora oggi il capolavoro di Konstantin Fedin offre al lettore il privilegio di vivere come possibili dati e date che non si rassegnano all’archiviazione. all’oblio, alla distrazione del nozionismo.