Nota post infornata 30 luglio 2017

Cari amici di Ladri di Biblioteche,

oggi cercherò di rinfrescare un pochetto la vostra estate con una bella infornata narrativa. Non vi propongo certo letture “leggere”: mai l’ho fatto e mai lo farò, perché non è nello stile di questo blog.

Le attività di questo blog riprenderanno a settembre. Per i nuovi iscritti ci vorrà un po’ più di tempo per accedere alla biblioteca, ma non temete: come ripeto sempre, il gioco vale la candela.

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Auguro a tutti buone vacanze e buone letture.

Peter Weiss – Congedo dai genitori

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Questo volume raccoglie i due libri autobiografici in cui Peter Weiss dà conto della tormentata educazione artistica e sentimentale che lo ha visto affermarsi come scrittore, e come interprete sensibile dell’inquietudine contemporanea alle prese — dopo il trauma del nazismo e della guerra – con nuovi dilemmi, con realtà non meno drammatiche. Estraniato all’ambiente naturale, sia perché come ebreo aveva dovuto emigrare dopo il 1933, sia perché aveva rotto con la famiglia borghese, dopo un lungo travaglio Weiss ha trovato nella propria lingua le sue uniche radici, la sua unica patria.

Peter Weiss – Punto di fuga

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Questo volume raccoglie i due libri autobiografici in cui Peter Weiss dà conto della tormentata educazione artistica e sentimentale che lo ha visto affermarsi come scrittore, e come interprete sensibile dell’inquietudine contemporanea alle prese — dopo il trauma del nazismo e della guerra – con nuovi dilemmi, con realtà non meno drammatiche. Estraniato all’ambiente naturale, sia perché come ebreo aveva dovuto emigrare dopo il 1933, sia perché aveva rotto con la famiglia borghese, dopo un lungo travaglio Weiss ha trovato nella propria lingua le sue uniche radici, la sua unica patria.

Erich Kästner – Fabian. Storia di un moralista ovvero L’andata a puttana

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Noto come autore di libri per bambini (tra cui il famoso Emilio e i detectives) che riflettono un certo ottimismo pedagogico weimariano; rifugiatosi dopo l’avvento del nazismo nella letteratura amena; poeta (prima e dopo) di canzoni da cabaret in cui segue con preoccupazione la rinascita del nazionalismo tedesco e poi la “piccola libertà” del dopoguerra, Erich Kästner è anche l’autore di Fabian, uno dei romanzi più importanti sul disfacimento della repubblica di Weimar e insieme, a detta di molti, il capolavoro letterario della “nuova oggettività”, la tendenza artistica succeduta all’espressionismo che vuole rappresentare il tempo nella sua spettrale realtà senza speranze. Sbalestrato dalla provincia nella Berlino del 1930, Fabian si trova in una società in cui conta solo il denaro, sconvolta dalla crisi mondiale, dominata dalla legge del si salvi chi può. Perde il suo posto di lavoro, e Cornelia, la ragazza che ha appena conosciuto e amato, lo pianta perché trova un protettore che le assicura una rapida carriera nel cinema. Il suo migliore amico, Labude, si suicida. Fabian, nauseato di tutto, ritorna alla città di origine, e qui si butta nel fiume per salvare un bambino che riesce a salvarsi: “Fabian annegò. Purtroppo non sapeva nuotare”. Questa chiusa famosa, oltre a suggellare un’opera tutta scritta in questo stile secco fino al cinismo, assume valore simbolico: la sinistra “malinconica” (Walter Benjamin parlò a proposito di Kästner e dei suoi amici della “Weltbühne” di “malinconia di sinistra”) si accinge a salvare la Germania senza saper nuotare. Di qui l’accusa di passività e di qualunquismo già allora mossa al romanzo e che impedì a lungo che fosse rettamente valutato. Certo Fabian non è “impegnato”; è, come dice il sottotitolo, un moralista, un’ultima incarnazione della contrapposizione tedesca tra natura e società, tra l’eroe integro e il mondo falso. Tuttavia nessuno come Kästner ha descritto così icasticamente l’impotenza di fronte a una catastrofe imminente. Allora, ma potrebbe essere anche oggi. Pubblicato da Bompiani già nel 1933 e non più ristampato, il romanzo riappare ora in una nuova traduzione.

Emmanuel Bove – Un uomo che sapeva

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Ha cinquantasette anni. Vive in un piccolo paese di rue de Rivoli con Emily, sua sorella. In passato è stato medico, ora è al verde. Ma chi è davvero Maurice Lesca? Un galantuomo, un imbroglione o semplicemente un infelice? Un fallito o un uomo perfettamente consapevole di sé? Siamo in una Parigi dolce e brumosa, pullulante di vite e di incontri, animata da negozi e caffé e Maurice si aggira per le strade, osserva, ricorda, si interroga sulla sua estraneità, pensa alle occasioni perdute e sogna le occasioni che verranno, qualche volta parla con un’amica libraia, ascolta le sue delusioni, immagina di poterla aiutare.

Emmanuel Bove – Un padre e una figlia

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Appartenente a quella letteratura della desolazione urbana di cui Bove fu esponente estremo, Un padre e una figlia (1928) è uno dei racconti più toccanti e caratteristici del grande scrittore francese. Al suo centro la storia crudele e grandiosa di un insignificante parrucchiere, vittima predestinata senza gloria né riscatto di una partita giocata sul terreno impalpabile delle ossessioni interiori. Partito alla conquista del mondo, al culmine del suo miserabile successo, Antoine About, tragicamente indifeso nei sentimenti e pervaso da un oscuro bisogno di espiazione, ridiscende la china degli esseri, anelando a quel grado zero della vita coincidente per lui con l’unica verità.

Steven Lukes – Le disavventure del professor Caritat alla ricerca del migliore dei mondi possibili

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Il libro è un viaggio attraverso una serie di scenari politici a tinte vivaci, durante il quale idee e progetti settecenteschi si misurano con le realtà del XX secolo. Il professor Nicholas Caritat, un Candide di mezza età studioso dell’Illuminismo, attraversa una sequela di paesi ispirati a ideologie estreme ed estremiste armato semplicemente di una borsa da viaggio e delle sue conoscenze delle opere di pensatori quali Voltaire, Rousseau, Kant e Hume, e si scontra personalmente con diverse questioni che aveva considerato risolte da tempo. Costretto a uscire dalla sua torre d’avorio, il professore si trova (nel corso dei suoi vagabondaggi) a rilevare con crescente preoccupazione la situazione della riflessione teorica nel mondo di oggi.