Helmuth Plessner – I gradi dell’organico e l’uomo. Introduzione all’antropologia filosofica

coverL’antropologia filosofica di Plessner nega il pervicace soggettivismo secondo il quale “colui che pone le questioni filosofiche e il prossimo esistenziale di se stesso” è parte dal presupposto che l’uomo non sia “né il più prossimo né il più lontano da se stesso”. Una condizione eccentrica all’interno del vivente che sottrae l’essere umano all’univocità biologica del comportamento e determina la sua forma di vita come essenzialmente artificiale, aperta alla plurivocità della seconda natura. La domanda, di tono kantiano, sulle sue condizioni di possibilità implica un allargamento della prospettiva e conduce a esiti originali, a una sorta di cosmologia dell’organico in generale, ritenuta indispensabile a ogni teoria distintiva dell’esperienza umana.

Consiglio ispirato da Thaetheve.

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71 pensieri riguardo “Helmuth Plessner – I gradi dell’organico e l’uomo. Introduzione all’antropologia filosofica

  1. Ciao buonasera Nat,io clicco ma non mi da nessun consiglio, inoltre sono alcuni giorni che mega va un po’ male a volte apre a volte no,fammi sapere se puoi. Ciao un saluto a presto

  2. Salve a tutti! Ho notato un’abbondante condivisione di Giunti Dossier – non è che arriverà anche quello di Salvator Rosa (orgoglio napoletano ;)). Ciao, grazie!

  3. E’ un problema di M, capitato in questi giorni anche a un amico di Scribd. Aspetto un paio di giorni e, nel caso non si fosse ancora risolta la situazione, provvederò. Portate pazienza.

      1. gigio non demordere
        oggi 23 novembre il mio entusiasmo è alle stelle che felice serata che si inoltrerà a notte tarda
        grazie grande nat!!!

  4. Ieri non vedevo il contenuto dell’Infornata. Adesso vedo due cartelle identiche col nome “Infornata del 22 novembre”. Cambia soltanto la data. Per il resto è tutto a posto. Grazie e complimenti a non finire.

  5. Questa notte ho sognato che nel centone natalizio arrivava il nuovo bompianone dell’opera omnia di Montesquieu – e so che qui i sogni possono diventare realtà! Grazie di tutto

  6. anch’io da tanto ho lo stesso problema vedo il tuo faccione ma rimani leggero,
    fra un po’ è natale fai dei pensierini condivisibili!!
    ciao sempre grande nat

    1. Ho ancora qualche cosa di Losurdo da consigliare, per es. il libro su Stalin, quello su Kant… E sto aspettando Il nuovo spirito del capitalismo, che dovrebbe (finalmente) uscire il 3 dicembe, almeno spero.

      1. Caro Nat, mi dispiace disturbarti ma davvero vorrei entrare nella cerchia…è tanto che provo, ho seguito le istruzioni ma non è servito a nulla. Puoi aiutarmi? Ne ho davvero bisogno per i miei studi. Grazie…

  7. Ciao Natj! Hai per caso “Il buon Dio non esiste” di Gerhard Streminger? Fu pubblicato in italiano da Aracne, anni fa, ma pare sia fuori catalogo…
    Ciao e grazie!
    PS: sarebbe interessante anche un po’ di divultazione scientifica oltre che opere di filosofia. Sai se ci sono altri su mega che se ne occupano? Grazie ancora!

  8. No, per piacere, evitiamo di abbassare la qualità degli autori proposti con “divulgazione” scientifica da botteghino… Grazie per tutto quello che fate

  9. Giusto le parole di Nat, LDB è il trionfo delle scienze cosidette “umane”, nelle quali può rientrare qualche buon libro di divulgazione scientifica. Per le scienze “dis-umane” cercate altrove!
    L’ennesima succulenta sfornata, declinata verso l’antropologia. “La paura” di Chevallier è un pezzo forte, un autentico capolavoro della narrativa sulla Grande Guerra, che anche in Italia ha dato prove memorabili. Sempre e solo Grazie!

    1. Siamo ancora alla contrapposizione umanismo vs scienza (disumana), robe da pazzi. Ma che te ne fai di tanti libri se poi hai una visione così incolta del mondo?

      1. Lupus in fabula … Il solito genio che mis-interpreta o, meglio, sovra-interpreta (troppo Derrida evidentemente nuoce …). Il bersaglio non era una svalutazione della scienza a favore delle scienze umane, quanto – più banalmente – la pretesa di sindacare sulle scelte di chi mette a disposizione della comunità caterve di libri attinenti perlopiù “al campo delle scienze umane e della filosofia” (parole di Nat, poco sopra). La dittologia “scienze disumane” è un evidente ironia, forse incomprensibile per chi ha una visione colta del mondo eppure ignora le elementari strategie retoriche del discorso e oltretutto si lascia sfuggire la citazione.
        Caro Nat, fra molti che illumini qualcuno lo obnubili! Che sia il caso di consigliare “Disumane lettere” di Carla Benedetti?

      2. Egregio Aletino, dove l’ha vista la pretesa di sindacare sulle scelte etc.? E non è che l’artificio suo retorico, comunque lo indirizzi la tassonomia, stia lì a far sola ironia.
        Vedo che non ha argomenti da proporre, il resto è sgambettare tra il citazionismo e il maestrinismo da precettore di provincia. Molto patetico.
        Ma transeat.
        Saluti

      3. Caro il mio Solone, dovete leggere qui sopra, l’affermazione di Irlanda e infine spero capirete. Dovete essere personaggio invero bizzarro, eleggendovi interlocutore in luogo d’altri e perdipiù rivolgendo parole offensive nei miei confronti in nome dei vostri princìpi. Voi siete pedante, cavilloso, tedioso come troppi intellettuali che si illudono di poter dirigere le coscienze altrui. Ritiratevi, Signore, in arpocratica posa nel vostro studiolo.
        E lasciateci divertire …
        Ossequi

  10. Caro Nat, ho caricato nel mio account mega (Pasquale Severino) che tu dovresti “vedere” l’interessantissima relazione di Matteo D’Acunto dal titolo “Efesto e le sue creazioni nel XVIII libro dell’Iliade” discussa nell’ambito della giornata di studi “Lo scudo di Achille nell’Iliade” tenutasi a Napoli il 12 maggio 2008.
    La metto a disposizione per la condivisione.
    In tema, sarei grato a chiunque potesse condividere gli altri interventi contenuti negli atti di quella giornata di studi, così come sarebbe bello se tu volessi e potessi consigliare “Achilleide” di Stazio edito dalla BUR e “L’arrivo di Achille a Sciro. Saggio di commento a Stazio” edito dalla Scuola Normale Superiore.

    1. Grande Daidalos! Hai capito perfettamente lo spirito e sfoderi una figura etimologica degna di Dossi o Savinio, altro che pazzia e in-cultura …

      1. Ti ringrazio Aletinus! Aggiungo che oggi non c’è scienza più umana di quella naturalistica tutta basata sull'”errare” nel senso più pieno del termine: su prove ed errori, proprio come l’umanissima ermeneutica!

  11. Scusate se disturbo, ma nessuno è in contatto diretto con Natjus? Lascio continuamente messaggi per sapere se è ancora attiva una sua mail e non mi risponde mai. Mi sento frustrato e reietto,,,,,

  12. @ Aletinus: ROTFL! Sembra che ciò di cui rimproveri quel povero “Solone” di snow sia in realtà proprio ciò che hai fatto tu, dando il via ad una magnifica catena ermeneutica – perché basta guardare il post sopra e si capisce che mi riferivo all’eventualità suggerita da gnommero… Per cui hai ripetuto esattamente – certo, con più “diritto” – quel che ho detto. Let’s chill! Saluti

    1. Irlanda, hai ben ragione e il tutto è attribuibile a una maledetta pagina cache … In ogni caso da parte mia non vi era alcuna intenzione animosa. Certo che la catena ermeneutica scaturita è davvero magnifica. Un Paul De Man redivivo e Harold Bloom ci scriverebbero sopra un saggio, a conferma delle loro teorie secondo le quali il senso spesso scaturirebbe dalla cecità e dall’equivoco.
      Insomma, si è cantato al modo delle rane!
      Ricambio i Saluti

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