Una pausa inattesa

panico

Cari amici,

Innanzittutto vorrei chiedere scusa per i silenzi di questo periodo, il fatto è che non sono molto lucido in questo periodo.

Sono stato infatti colpito da un disturbo da attacchi di panico piuttosto pesante, che non mi consente di concentrarmi al computer e che a stento mi lascia la ragione sufficiente ad assolvere le incombenze quotidiane.

Sono in questo stato da ormai due settimane e sentivo l’esigenza di un chiarimento con voi che mi seguite da sempre. Se ci fosse qualcuno che ci è già passato può contattarmi qui o in privato alla email: natjak89@gmail.com qualsiasi aiuto sarebbe ben accetto.

Tra un po’ sarà disponibile una versione incompleta dell’infornata prevista per questi ultimi giorni di gennaio, ci troverete libri di Cesare Cases, Altenberg, Peter Gay, le Considerazoni di un impolitico di Thomas Mann ecc. qui sotto la lista completa:

Mann, Thomas – Considerazioni di un impolitico [LDB]
Mann, Heinrich – Il professor Unrat (L’Angelo Azzurro) [LDB]
Mann, Klaus – Il vulcano [LDB]
Mann, Klaus – Sinfonia patetica [LDB]
Mann, Klaus – L’ultimo viaggio di un poeta [LDB]
Broch, Hermann – La morte di Virgilio [LDB]
Cases, Cesare – Il testimone secondario. Saggi e interventi sulla cultura del Novecento [LDB]
Cases, Cesare – Il boom di Roscellino. Satire e polemiche [LDB]
Cases, Cesare – Patrie lettere
Cases, Cesare – Confessioni di un ottuagenario. Nuova edizione accresciuta [LDB]
Gay, Peter – La cultura di Weimar. L’outsider come insider [LDB]
Anders, Günther – La catacomba molussica [LDB]
Verrecchia, Anacleto – Rapsodia viennese [LDB] c fccc morie P
Verrecchia, Anacleto – Schopenhauer e la vispa Teresa. L’Italia, le donne, le avventure [LDB]
Brecht, Bertolt – Poesie politiche [LDB]
Parise, Goffredo – Lontano [LDB]
Michéa, Jean-Claude – Il vicolo cieco dell’economia [LDB]
Germinario, Francesco – Tradizione Mito Storia. La cultura politica della destra radicale e i suoi teorici [LDB]
Lichtheim, George – Guida a Lukács [LDB]
Magris, Claudio – Il mito asburgico [LDB]
Jean-Francoise Revel – Su Proust mitzi
Santomassimo, Gianpasquale – La terza via fascista. Il mito del corporativismo
Han, Byung-Chul – La società della stanchezza [LDB]
Azzone, Giovanni Felice – La libertà umana
Hofstadter, Douglas R. – Anelli dell’io
Arendt, Hannah – La vita della mente
Singer, I.J. – Yoshe Kalb[LDB]
Leonhard Frank – L’uomo è buono
Federico De Roberto – L’imperio
Brown, Wendy – Stati murati, sovranità in declino
Vignali, Antonio (Arsiccio Intronato) – La cazzaria [LDB]
Di Giacomo, Giuseppe – Estetica e letteratura
Michaux, Henry – Un certo Piuma
Hasek, Jaroslav – Il tuono viola

Sempre vostro, Natjus.

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86 thoughts on “Una pausa inattesa

  1. Caro Nat, libero (dis)pensatore di culturali opulenze, prenditi cura di te stesso in questo periodo e metti in secondo, terzo piano tutto il resto. Oltre a consigliarti, come già fatto da chi mi ha preceduto, la visita presso uno o più specialisti, mi permetto anche di informarti (qualora già non lo sapessi, ma ne dubito) che ci sono ASL che attivano di tanto in tanto dei corsi di prevenzione non farmacologica degli attacchi di panico (è, infatti, questo un fenomeno sempre più diffuso e, di conseguenza, anche l’offerta terapeutica è aumentata).
    Ti auguro il meglio, ringranziandoti per l’enorme lavoro che hai fatto e che farai. Ciao

  2. Anch’io consiglierei di lavorare sulle cause scatenanti, e anche sulle reazioni più tipiche a quelle, nel periodo in cui non soffrivi di ansia. E’ certamente il consiglio di un non esperto, ma penso che sia utile rintracciare quelli che alla fine sono fatti reali e problemi pratici ai quali non abbiamo saputo dare soluzione (affetti, denaro, lavoro, non corrispondenza alle aspettative altrui). Per fortuna dormi, io a volte non sempre, e ci sono dei periodi in cui non vorrei affatto andare a letto per la sensazione di aver sprecato la giornata, e dei periodi in cui vorrei che la giornata finisse il prima possibile.
    Mi fa piacere che ti sia esposto a parlarne e che abbia avuto così tanti consigli e solidarietà. Facciamo tutti il tifo per te, qualunque soluzione adotterai.

  3. Carissimo Nat grazie infinite per l’ennesima splendida infornata di consigli. Ci mancava appena che ti scusassi…Questo genere di attacchi ha colpito 6 mesi fa il mio socio di un piccolo studio di consulenza e da allora sta cercando di venirne fuori con buoni risultati anche se fa ancora fatica a riprendere l’attività. Non esiste da quello che ho capito un percorso standard da seguire tra riposo, psicanalisi, psicofarmaci, ecc. L’importante è non affrontare il problema da soli ma affidarsi a qualcuno in gamba che ti faccia da guida a partire dall’identificazione chiara delle cause scatenanti. E se ne viene fuori. Mi unisco al tifo per te, forza Nat ! un caro saluto

  4. Natjus,
    riflessione: se potesse servirti fare dei viaggi e distrarti, credo che ciascuno di noi – e siamo tanti! – sarebbe onorato e felice di ospitarti presso di sè. Tu ci hai dato tantissimo; potremmo finalmente riuscire a ringraziarti fattivamente!
    Prenditi tutto il tempo.
    Un abbraccio da Mitzicat

  5. Posso solo augurarti una pronta guarigione, credo che i consigli migliori siano già stati dati.
    Buona fortuna amico.

  6. caro Natjus, non mi permetto di consigliarti nulla non essendo un medico né avendo una esperienza diretta degli attacchi di panico. Vorrei solo segnalarti che ultimamente c’è un proliferare di letteratura medica sulle capacità eccezionali della mindfulness/meditazione per superare, tra tante altre cose, anche gli attacchi di panico. Prova a cercare informazioni anche in questa direzione se non lo hai già fatto… non ti allego link, nel caso ti basterà googolare un po’.

    Approfitto del messaggio per lasciarti di nuovo la mia mail e chiederti di aggiungermi… Grazie ancora, take care!

  7. Condivido ogni parola di Ruggero.
    Io qualche piccolo aiuto potrei provare a darlo (sono un informatico).
    Magari tutti un pezzettino potremmo aiutarti tecnicamente.

  8. Mi spiace davvero, so come ci si sente perché è capitato anche a me. Nel mio caso il malessere era dovuto ai rapporti con le persone con cui ho più spesso a che fare, i familiari in primis. Mi sono tenuto dentro tutta una serie di problemi per lungo tempo, senza mai parlarne con nessuno, poi non sono stato più in grado di gestire la cosa e ho iniziato ad avere attacchi di panico e forme di evitamento. Un giorno ho avuto un vero e proprio crollo e per fortuna mi sono trovato accanto un estraneo che ha capito la situazione e con poche parole mi ha quasi rimesso in carreggiata. Mi ci voleva un piccolo tocco di suggestione, evidentemente.
    Sono passati mesi, non posso dire di essere guarito ma almeno adesso mi controllo meglio. Non ho fatto psicoterapia né preso farmaci (però, possono aiutare entrambi), più che altro ho fatto una sorta di autoanalisi ma questa è un metodo che può essere pericoloso perché si rischia di sbagliare qualcosa e alimentare nuovamente il circolo vizioso.

    Natjus, non so quanto possa esserti utile la mia esperienza, in ogni caso sono a tua disposizione. Mi auguro che tu risolva la tua situazione al meglio.

    Un abbraccio

  9. prova con la meditazione… Io ci sono riuscito come ti scrissi poco tempo fa, ci sono riuscito… 🙂
    😉

  10. Carissimo Natjus,
    già altri hanno detto parole e consigli che vale la pena di seguire o provare. Credo che la cosa migliore sia scegliere una persona di grande esperienza e professionalità, uno specialista insomma. E poco importa che sia uno psicologo, uno psicanalista, un consulente filosofico, un terapeuta di qualunque indirizzo o scuola. Perché l’approccio che risulta valido per uno può anche essere inefficace per un altro. Come trovarla la persona giusta? Cercando informazioni via internet attraverso forum (ce ne sono tanti) dedicati alla salute del corpo e della mente, con il passaparola, con le segnalazioni di amici e conoscenti che vivono nella tua zona. Alla fine avrai una lista di nomi e su quelli concentrerai la tua attenzione per trovare la persona che risponde alle tue esigenze. Ma l’aiuto deve venire necessariamente da una persona in carne ed ossa, non solo dai libri o dalla cultura, che, per per quanto vasta possa essere (come ben tu sai), può anche trasformarsi in un labirinto senza via d’uscita.
    Mi permetto di dirti, anche, che il lavoro continuativo al computer, sicuramente un grande lavoro al servizio della Comunità, rischia alla lunga di essere alienante e particolarmente stressante sul piano psico-fisico, con incidenze che possono risultare molto negative sull’umore, sulla reattività, sulla capacità di orientamento. Ci si può trovare di fronte a forme di spersonalizzazione e di insignificanza da cui bisogna tirarsi fuori il più velocemente possibile.
    Un abbraccio e l’augurio che tutto si possa risolvere per il meglio al più presto. 🙂
    Maurizio

  11. prova 🙂

    La pratica della meditazione yoga non è solo una questione religiosa… imparare a controllare il respiro, le tecniche di visualizzazione… fare sport, anche poco quotidianamente, possono aiutarti. Con me hanno funzionato.
    L’angoscia non si può eliminare, ma si può metterle di fronte così tanta vita da potere contenere le sue spinte… 😉

    Io ci sono riuscito. E puoi farcela anche tu. Devi farcela anche tu. 😉

    Con amicizia.

  12. Ciao Natjus,
    leggo solo ora di questa condizione in cui sei caduto. Mi dispiace davvero tanto, ma allo stesso tempo proprio non saprei cosa consigliarti per uscirne alla meglio. Ognuno ha i suoi modi e i suoi tempi. Penso però che, differentemente da ciò che ti propongono alcuni – il riposo, la meditazione -, la tua sia una situazione che vada affrontata ritrovando un punto di connessione con la vita, e non, per così dire, filtrata da fermo mediante un ripensamento solo intettuale. Questi stati di sofferenza psicologica, ai quali noi bibliofili meditativi siamo soliti andare incontro, tendono proprio all’intorbidimento e al progressivo irretimento della persona: più si resta inerti ad osservarli più si tende a pensare che non c’è via di scampo e ci si lascia divorare; per cui penso che il modo più opportuno per contrastarli, e non cedere a essi, sia l’attività, riapproriarsi della vita, delle esperienza intense, delle emozioni positive e delle relazioni umane che possono alimentarle – e che purtroppo spesso sono proprio la cosa che manca.

  13. Non è facile capire quello che stai passando se non lo si è passato di persona e non è nemmeno facile dare consigli. So, da amici e amiche che ci sono passati, che è imprescindibile rivolgersi a uno specialista e che spesso i farmaci possono aiutare molto, ma leggo che molti hanno risolto anche diversamente. Che dirti? Posso solo augurarti di essere forte e stare meglio il più presto possibile

  14. Qualche notte fa ho avuto spiacevoli pensieri che hanno minato per ore la mia autostima, quella che tu chiami ansia anticipatoria. Mi sono sentita la più spregevole persona in questo mondo e la mattina seguente ho fatto la più terribile delle gaffe. Giornate di merda seguiranno lo so bene. Ma se la tua coerenza (dignità, chiamala come ti pare) intellettuale sembra venir meno vuol dire che puoi farcela perché nessuno è mai sopravvissuto ad una lineare attività mentale. Forza!!!

  15. Ciao, Natjus! Mi spiace per i problemi di salute che ti affliggono: non avendo consigli competenti da darti, mi limito ad augurarti una pronta guarigione!
    Volevo chiederti: sul profilo mega vedo regolarmente tutti i consigli fino al cen(t)one natalizio compreso, ma non quest’ultima infornata annunciata in questo post. Sono forse cambiate le modalità?

  16. mi dispiace molto, che consigli dare? Io in passato ho sofferto di panico da attacchi di agorafobia acuta. A volte il panico è una difesa, non piacevole, ma è una strategia di sopravvivenza che va interpretata: un segnale forte che va letto nel suo contesto (e sempre alla lettura si va a finire). Stai meglio se puoi…

  17. ciao nat,apprendo solo ora del tuo disagio,ne sono profondamente addolorato,io ho sofferto di fobie e di profondi stati d’ansia quindi ti posso comprendere,e’ proprio l’ansia anticipatoria che fa scaturire il panico,cio’ che pensi alla fine si avvera,impara a distrarre la mente a concentrarti su altro,penso al panico mi concentro sul respiro,penso al panico porto la mia attenzione ad un oggetto.lo so non e’ facile,la mia personale meditazione e’ la lettura,leggo penso ai libri e tutto passa.non ti consiglio psicofarmaci.non ne’usciresti piu’.inoltre dovrai imparare a convivere con le tue paure.in questo periodo sto leggendo stanislavskij e la sua psicotecnica,ci sono ottimi espedienti per dimenticare le paure,come vedi la ricerca per chi ha un’elevata sensibilita’ non finisce mai.un abbraccio,ti sono davvero vicino.

  18. Ciao Natjus
    Lasciare tutto e viaggiare credo essere la migliore soluzione. Se vieni a Lisbona, vi invitano a cena e a parlare.

  19. Caro Natjus, anch’io mi trovo in una situazione analoga alla tua.
    A dir la verità non ho la soluzione, però un miglioramento potresti trovarlo seguendo strade alternative alle quali magari non hai prestato la giusta attenzione, ovvero la meditazione e la preghiera.
    Spero che avremo modo di risentirci.
    In bocca al lupo e resisti!

  20. Un amico del blog mi ha indirizzato verso la mindfulness (che insegna appunto a controllare il respiro) e devo dire che qualche piccolo risultato lo sto già vedendo.

  21. Giusto Bliss, l’attacco di panico è una strategia caro Nat, devi riflettere un po’, se stai vivendo qualcosa di nuovo che chiede uno sforzo cognitivo diverso da quelli che sei abituato a vivere, cioè l’uso di un nuovo schema e lavoro mentale in un nuovo contesto.sforzati di capire e affrontare…hai la mia mail. Un abbraccio caro Nat

  22. infatti questi ‘attacchi’ nel mio caso comparivano in presenza di nuovi eventi stressanti da affrontare e quel panico da spazi aperti era una spia di qualcosa di ben preciso. Anche osservare l’insorgenza dell’attacco (frequenza, momento della giornata, durata) per un periodo di tempo e annotare tutto, può servire su tempi medi ad aiutare a capire la natura di quel un filo rosso tra gli eventi che se non cura nell’immediato, consente però uno scatto di conoscenza importante per il futuro

  23. non a controllare, piuttosto a ritornare (a sentire) sempre di nuovo. Vivamente consiglio “Ritrovare la serenità”, R.Cortina,2010 con cd di Kabat-Zinn e altri 3 illustri medici

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