Tommaso Landolfi – Il tradimento

coverCome il diario in versi Viola di morte (1972), anche Il tradimento, che ne è «grave e terribile seguito», sembra alimentato dal furore e dalla rabbia, quasi che scrivere colmasse in Landolfi – sono parole di Citati – «una tremenda voragine esistenziale, che torna a riaprirsi alla fine di ogni poesia, più angosciosa di prima. Ora i suoi versi ci rivelano l’immedia­to scatto dei nervi: ora tendono alla scansione nuda dell’epi­gram­­ma e dell’afori­sma. Non volano mai, non cantano mai, non corteggiano mai le grazie dell’imma­gine e della musica». E la ragione è chiara, lacerante: u­gual­mente allettato dal versante ‘selvoso’ della prosa e da quello ‘brullo’, ‘spoglio’ della poe­sia, Landol­fi si sente ormai, da entrambi, ugual­men­te respinto.

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