Matteo Renzi – Fuori!

Fuori!

Quanti politici rifiuterebbero una poltrona sicura? Chi mai rinuncerebbe a una carica pubblica servita su un piatto d’argento? Chiunque risponderebbe alla stessa maniera: “Nessuno!”. E questo non solo perché gli italiani hanno perso fiducia nella politica, ma – cosa ben più grave – si sono arresi all’idea di non aspettarsi niente di meglio da chi li governa. Eppure c’è chi di fronte ai soliti giochetti dei piccoli e grandi poteri di casa nostra ha saputo dare la risposta più sfacciata: “No, grazie”. Matteo Renzi è uno di questi. Alla fine del suo primo mandato come presidente della Provincia di Firenze, gli era stata assicurata la rielezione. Renzi però non ha voluto fare il pollo di batteria e ha deciso di partecipare alle primarie per candidarsi a sindaco di Firenze, senza l’appoggio dei vertici del suo partito, il PD. Le ha vinte, è stato eletto, e oggi è il sindaco più amato d’Italia. Ora vuole darsi da fare per tirare fuori il Paese dal pantano in cui l’ha cacciato una politica vecchia e asfittica. In questo libro racconta come i campi scout gli abbiano insegnato che nella vita ognuno deve prendersi le sue responsabilità, e come su quelli da calcio (dove ha fatto l’arbitro) s’impari che non sempre si ha il tempo di pensare: occorre decidere e fischiare. Ha dimezzato gli assessori in Giunta e raddoppiato l’investimento per l’ambiente. Guarda con orgoglio al passato delle sua città, e pensa in grande al futuro, riflesso negli occhi dei bambini delle scuole che incontra ogni martedì.

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68 thoughts on “Matteo Renzi – Fuori!

  1. Per dirla tutta, c’è da dire questo: la creazione dei formati fluidi per gli ebook reader non era assolutamente necessaria. Era sufficiente mettere in commercio dispositivi con schermi da 10 o, ancora meglio, 13″, che sono perfettamente in grado di visulizzare i PDF. Purtroppo si è preferito lanciare sul mercato prodotti poco più che tascabili, e questo ha creato gli intoppi successivi.

  2. Da quanto ne so, e non parlando per esperienza diretta, credo che la creazione dei formati fluidi semplifica molto la fruibilità sugli ebook reader. Purtroppo per chi ha necessità che non siano solo di diletto il pdf nudo è crudo è forse la cosa migliore, anche per la migliore possibilità di sottolineare, prendere appunti, ecc. e quindi l’utilità del’ebook reader mio sembra scarsa. Io sto pensando di buttarmi su un tablet, più che su un ereader, sui 10”, appunto…

  3. Ops: troppo invisibili 😀
    Senza ricorrere all’inestetico [pag.xx] visibile, basta lasciare all’interno dell’html indicazioni invisibili durante la normale lettura dell’epub es.

    <a id="page_277" />

    . Qualcuno lo fa (es. BUR). Vengono create automaticamente al momento della conversione in epub.

  4. @Gato Negro
    Con i tablet c’è il problema dello schermo retroilluminato, che non facilita la lettura, almeno per lunghi periodi di tempo. La soluzione dovrebbe essere trovata all’interno dei lettori di libri elettronici, ma ne siamo ancora lontani. Uno schermo da 10″ è il minimo per i PDF (io ne ho uno): in alcuni casi bisogna usare lo zoom e questo comporta un doppio cambia pagina per pagina singola. Per visualizzare comodamente un PDF ci vorrebbe uno schermo da 13″. Modelli del genere dovrebbero essere disponibili anche in Italia a partire da ottobre 2015, ma ovviamente saranno molto costosi.

    @brontolo
    Non sapevo della possibilità di mettere le indicazioni di pagina nel codice, senz’altro migliore di quella da me proposta. Credo però che la maggior parte degli ebook non ce l’abbiano; e poi rimane l’altra questione: quali ebook reader permettono di visualizzare questa indicazione univoca di pagina, una volta presente?

  5. Può interessare l’epub, curato dal sottoscritto, di Carlo Rovelli “La realtà non è come ci appare”?

  6. @ En ny Hermann
    Attualmente ho visto raramente implementata questa soluzione tecnica, ma se, grazie ad una maggior diffusione, divenisse uno standard per gli epub (e formati analoghi), non credo rappresenterebbe un problema insormontabile per gli e-reader tenerne conto per la numerazione delle pagine che cmq presentano: basterebbe un normale aggiornamento del software del dispositivo (solitamente però volto ad esplorare meglio i loro store… 😦 ).

  7. @ brontolo

    Ho controllato il codice di alcuni epub (fra cui un volume BUR) con Sigil: nessuno aveva la stringa indicata da te. Il guaio è che gli ebook reader sono stati pensati per un pubblico che non legge.

  8. @ En ny Hermann

    Quella codifica dei numeri di pagina l’ho riscontrata ad esempio nei 22 voll. di Montanelli (et al.) – Storia d’Italia (BUR 2013).
    Gli e-reader consentono un’ottima lettura di un libro (non illustrato) se completa e sequenziale (cioè leggendolo dalla prima all’ultima pagina): in tale ambito sono insuperabili da parte delle alternative attualmente esistenti. Chi ne fa un tale uso tende a leggere molto, grazie anche alla disponibilità gratuita di moltissimi ebook sul web. Le altre modalità di fruizione degli ebook con gli attuali e-reader sono invece parecchio scomode o addirittura impossibili.

  9. @ brontolo

    Direi:

    1) L’ebook reader è un ottimo dispositivo, utilizzato da moltissime persone abituate da sempre a leggere moltissimo.
    2) I produttori di questi dispositivi, quando li hanno immessi sul mercato, non si sono rivolti a questa fascia di utenti come loro principali clienti, ma hanno privilegiato una fascia di persone che legge occasionalmente e in modo meno attento. Da qui deriva l’impiego di schermi piccoli, inadatti a permettere la lettura di PDF e di software con alcune carenze, come la mancata visualizzazione dei numeri di pagina.
    3) Quanto sopra è confermato dal fatto che le grandi case editrici universitarie inglesi e americane usano quasi esclusivamente il formato PDF per le edizioni digitali delle loro pubblicazioni.
    4) Molta gente è infastidita dalla mancanza dei numeri di pagina negli ebook in formato fluido, come si vede inserendo in un motore di ricerca parole chiave tipo “ebook” “citazione numeri di pagina”.

  10. Ma se il formato è fluido il concetto di “pagina” perde di senso. Magari dico una fesseria, ma come si fa a dividere in “pagine” un documento che muta l’impaginazione a seconda della dimensione dello schermo, del tipo e grandezza di font, ecc. A parte il fatto che alcuni ereaders dividono il documento in “parti”, concetto che si applica alla dimensione intrinseca del documento e non alla sua impaginazione, e consentono una buona gestione di note e segnalibri.

    Detto questo, resta il fatto che quella degli ereaders è una tecnologia ancora piuttosto primitiva, che ha avuto pochi sostanziali progressi, e che tutt’ora è destinata a soddisfare esigenze di nicchia.

    Ovviamente IMHO.

    Hasta la victoria siempre!

    E comunque viva la figa.

  11. Mi rendo conto di chiedere proprio tanto, ma c’è qualche possibilità di vedere qualche consiglio sugli “Studi” di Koyré pubblicati da einaudi (purtroppo tantissimo tempo fa)?

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