J.M. Coetzee – Slow man

Slow Man

Girando in bicicletta per le strade di Adelaide, Paul Rayment viene investito da una macchina lanciata a tutta velocità. Si salva per miracolo, ma i medici devono amputargli la gamba destra. Solitario, orgoglioso della propria solitudine, Paul rifiuta qualunque sostegno psicologico. «In una prospettiva piú ampia – pensa, – perdere una gamba significa solo fare le prove prima di perdere tutto». Ma il terribile trauma sembra aver fatto affiorare una stanchezza preesistente alla disgrazia. Paul capisce di essere «intrappolato dentro il se stesso di prima, solo piú grigio e piú cupo». La svolta arriva grazie a un’infermiera di origine croata che Paul è costretto ad accettare a causa della propria invalidità. Marijana non è soltanto una donna schietta e pragmatica. Rapidamente Paul si rende conto che potrebbe innamorarsi di lei, e di tutta la sua famiglia. A complicare le cose appare un giorno la scrittrice Elizabeth Costello, vecchia conoscenza dei lettori di Coetzee, che come un deus-ex-machina pretende di assumere il controllo del destino di Rayment e in particolare della sua vita sentimentale.

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