Peter Sloterdijk – Il mondo dentro il capitale

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Presentato dallo stesso autore come un compendio del progetto “Sfere”, questo libro riprende il motivo di una grande narrazione, filosoficamente ispirata, della globalizzazione. Il punto essenziale è dato dall’attenzione, inconsueta per la filosofia della Vecchia Europa, alla dimensione spaziale, di cui si ricostruisce, grazie a un’ambiziosa e originale periodizzazione della storia del mondo, la morfologia genetica. Ciò che oggi si festeggia o si condanna come globalizzazione, dlice Sloterdijk, non è altro che l’ultima fase di un processo iniziato con la razionalizzazione della struttura del mondo a opera dei cosmologi antichi che raccoglievano nella totalità compiuta di una sfera la moltitudine degli enti. Tale processo ha conosciuto uno sviluppo ulteriore grazie alle prime circumnavigazioni globali di marinai e avventurieri europei, con le quali inizia la globalizzazione terrestre di cui l’attuale assetto del sistema mondo rappresenta la tappa conclusiva. Si apre ora una terza fase, la globalizzazione elettronica, che inizia con l’installazione di un’atmosfera elettronica e di un ambiente satellitare nell’orbita della Terra. Il Crystal Palace dell’esposizione mondiale di Londra del 1851 viene eletto da Sloterdijk come metafora guida per descrivere lo spazio tipico della costruzione di questo processo a tre fasi. Rappresenta il carattere esclusivo della globalizzazione, in grado di affiancare al comfort della serra globale confini invisibili ma insormontabili dall’esterno. Lo spazio interno del capitale globale si presenta così oggi come uno spazio di esclusione senza precedenti.

30 thoughts on “Peter Sloterdijk – Il mondo dentro il capitale

  1. Applausi e ringraziamenti per Nat! Sarei tentato di non andare in ufficio, per poter iniziare subito la lettura di Alvi…
    Grazie davvero!

  2. non riesco a trovare: Andrew Pettegree – L’invenzione delle notizie. Come il mondo arrivò a conoscersi

  3. Ciao ragazzi cercavo i seguenti libri: “piccolo è bello” di Schumacher
    “L’economia dell truffa” e “la società dell’opulenza” di Galbraith
    “L’economia della piena occupazione” di Kalecki

    Ottima sfornata Nat…ripeto la mia e-mail non si sa mai trovi il tempo di aggiungerli
    Cippala2106@gmail.com grazie

  4. Non male, non male… ma si può fare di meglio… 😀
    Scherzo, ovviamente.
    Ancora una volta, caro Nat, hai fatto centro. Grazie!

  5. Posso proporre cose per il semplice gusto di avere delle idee?
    perchè ,non dico i capi fondatori ma chi ne usufruisce non aggiunge a sua volta degli altri permettondo di usufruirne , cosi la si smette di pesare in modo anomalo sul fatebenefratelli e si diventa ancora più virali ci si disperde si spalmano colpe . Gli onori vanno sempre agli stessi , facciamo solo una adeguata distribuzione degli oneri.
    forse le idee non bastano , bisognerebbe avere delle idee geniali, ma io credo con tutto me stesso nelle idee stupide.
    del resto ho solo quelle

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