Jorge Luis Borges – Prologhi. Con un prologo ai prologhi

cover0001Per tutta la vita Borges ha accompagnato la sua attività di scrittore con quella di critico, o meglio: di appassionato promotore degli scrittori che amava, non di rado ignoti ai suoi compatrioti. E ha esercitato questa attività attraverso i suoi interventi sui periodici, le traduzioni (da Virginia Woolf, Gide, Kafka, Faulkner), le antologie, e soprattutto i prologhi, che questo volume raccoglie.

Jorge Luis Borges – La misura della mia speranza

coverL’opera apparve a Buenos Aires nel 1926, secondo libro di saggi dopo “Inquisizioni” (1925), e insieme a quest’ultimo e all'”Idioma degli argentini” (1928) fu ripudiato, tornando ufficialmente in circolazione solo dopo la morte del suo autore. Basta leggere l’ardente proclama con cui prende avvio per rendersi conto delle ragioni di quell’abiura: “Ormai Buenos Aires, più che una città, è un Paese e occorre trovare la poesia e la musica e la pittura e la religione e la metafisica adatte alla sua grandezza”. Libro delle furie, dunque, tracotante di audacia e di speranza, l’opera regola i conti con la coeva cultura argentina (“La nostra realtà vitale è grandiosa e la nostra realtà pensata miserabile”), attacca spavaldamente la pigra immobilità della lingua letteraria e l’ingannevole prestigio delle parole che compongono i versi, celebra la pampa e il sobborgo (“li sento aprirsi come ferite e mi dolgono allo stesso modo”).

Consiglio ispirato da Flextime.

Jorge Luis Borges – La rosa profonda. Testo spagnolo a fronte

coverNell’ottobre del 1973, per esprimere il suo dissenso nei confronti di Perón, appena tornato al potere, Borges abbandona l’incarico di direttore della Biblioteca Nazionale di Buenos Aires; contemporaneamente le condizioni di salute di sua madre, Leonor, cominciano a declinare in maniera inesorabile: morirà nel 1975, dopo una lunga agonia. Precisamente a questo arco temporale appartengono i testi poetici radunati in “La rosa profonda”, sui quali, non a caso, il senso della fatalità e di un destino “di brevi gioie e lunghe sofferenze” – strumento di un Altro imperscrutabile – sembra gettare un’ombra lunga.

Grazie a Filosofia in ita per aver ispirato questa release.

Jorge Luis Borges – Storia universale dell’infamia

coverSimile a un enciclopedista cinese, Borges volle accostare una sequenza di destini tenebrosi come altrettanti «esercizi di prosa narrativa». Il tono è quello, impassibile, di chi intende «raccontare con lo stesso scrupolo le esistenze degli uomini, siano stati divini, mediocri o criminali», e ritrovarle tutte in una pura «superficie di immagini». Ma chi cercasse in questi ritratti dati certi e attendibili si ingannerebbe. Ispiratore occulto è qui Marcel Schwob, che nelle sue “Vite immaginarie” inventava le biografie di uomini «che erano realmente esistiti ma di cui non si sapeva pressoché nulla». Procedimento che in Borges si inverte: «leggevo la vita di un personaggio conosciuto e la deformavo e falsificavo deliberatamente secondo la mia fantasia». Comune a Schwob e a Borges rimane una certa scansione della frase, che «dà un’impressione di ironia per il naturale contrasto che si crea tra un fatto che ci sembra meraviglioso o abominevole e la brevità sdegnosa di un racconto». Con la sua usuale sprezzatura, Borges definì una volta queste storie «l’irresponsabile gioco di un timido». Di fatto erano il primo gioiello di una nuova specie di letteratura.

Jorge Luis Borges – Borges al cinema [Epub – Mobi – Pdf]

coverInatteso e labirintico come la sua opera narrativa, il rapporto tra Borges e il cinema viene inventariato da questo libro in tutti i suoi aspetti. Ne costituiscono il nucleo le recensioni che Borges scrisse per la rivista “Sur” dal 1931 al 1944; Sternberg, Chaplin, Dreyer, Eisenstein, Welles, Wyler, sconosciuti film argentini e famosi film hollywoodiani notomizzati con inconsueta intelligenza, stritolati con divertita ironia da un finto spettatore della domenica. Attorno a esse Edgardo Cozarinsky, autore del saggio introduttivo e della lunga appendice, traccia tutte le linee che legano al cinema l’opera borgesiana, rintracciando insospettate ispirazioni cinematografiche nella narrativa del maestro argentino, e analizzando per converso quanto molti cineasti contemporanei debbano a Borges: citato da Godard e da Straub, adattato da Bertolucci e da Torre Nilsson, realizzato come sceneggiatore da Hugo Santiago, Borges è entrato sornionamente nella mitologia cinematografica, per occupare un posto non meno insolito di quello che occupa nella letteratura universale

Release a cura di Flextime, io ho solo provveduto alla conversione epub.

Jorge Luis Borges – Sette notti [Epub – Mobi – Pdf]

coverLe sette notti cui allude il titolo di questo libro sono quelle durante le quali Borges tenne altrettante conferenze al teatro Coliseo di Buenos Aires nel 1977. Conferenze che hanno suscitato vivace interesse, ben oltre i confini dell’America latina, anche perché dedicate a luoghi classici ai quali variamente e ripetutamente rinviano le opere e la poetica dello scrittore argentino: la Divina Commedia, l’Incubo, le Mille e una Notte, il Buddhismo, la Kabbalà, la Poesia come atto di percezione e scoperta del reale, e infine la Cecità (in quest’ultimo caso prendendo l’avvio dalla “modesta cecità personale dell’autore” per poi investire la questione del rapporto tra cecità e letteratura, da Milton a Joyce).
Nel 1979 Borges accettò di raccogliere in questo volume le conferenze, a condizione che gli permettessero di rivedere integralmente i testi. Da anni è noto, quasi proverbiale, lo scrupolo col quale Borges è solito correggere i propri scritti: a tale puntigliosa verifica sono stati sottoposti anche questi, dilatati oltre la stesura originaria. Ora Sette notti da una parte ripercorre le tematiche e i simbolismi da sempre presenti nell’opera dell’autore (lo specchio, il sogno, la Kabbalà, il labirinto…) e dall’altra presenta una serie di letture penetranti e personalissime dei capolavori letterari che egli non ha cessato di interrogare (da Dante a Shakespeare, dalla Bibbia a Cervantes).
Ricco di acute osservazioni critiche e stimolanti digressioni, questo libro, destinato a un ampio pubblico, contiene in nuce i presupposti teorici dell’intera opera di Borges, che infatti ha commentato: “Non è male: mi pare che sui temi che mi hanno tanto ossessionato, questo sia il mio testamento”

Release a cura di Flextime (anche in questo caso mi sono limitato a fare la conversione in epub).

Jorge Luis Borges – Testi prigionieri [Epub – Mobi]

coverTrovare un critico capace di dire l’essenziale di un libro in venti righe facendosi capire da tutti è un antico sogno di molti caporedattori. Ebbene, almeno una volta quel sogno si è avverato: negli anni Trenta, in Argentina, sulle colonne di una rivista femminile dall’ominoso nome di «El Hogar» («Il focolare»). Il giovane critico che vi si addestrò in recensioni, saggi, «biografie sintetiche» e fulminee notizie culturali aveva scritto due libri dal titolo singolare, Storia universale dell’infamia e Storia dell’eternità, e si chiamava Jorge Luis Borges. Forse nessuna delle dame bonaerensi affezionate a «El Hogar» si rese conto che stava leggendo la prosa di colui che sarebbe divenuto un giorno il simbolo della letteratura stessa – o anche della più vertiginosa erudizione. E che ciò che le passava sotto gli occhi ogni settimana era una cronaca della letteratura di quegli anni stenografata momento per momento (ed erano anni in cui le novità sui banchi dei librai potevano portare i nomi di Kipling, Chesterton, T.S. Eliot, Kafka, Huxley, Döblin, Maugham, Hemingway, Simenon, Valéry, Faulkner, Steinbeck, Wells, Greene, oltre che dei numerosi emuli di Ellery Queen fra i quali il giovane Borges equamente si divideva). Ma non v’è dubbio che alcune di quelle dame dovettero apprezzare l’esemplare chiarezza e concisione dell’oscuro critico, e constatare – se per caso aprirono un paio dei libri recensiti – la portentosa precisione dei suoi giudizi. E non mancò forse chi seppe cogliere uno sprazzo della deliziosa ironia che circola in queste pagine di irreprensibile serietà.