Pierre Klossowski – Le leggi dell’ospitalità. II. Roberta stasera

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Nei tre romanzi della grande trilogia di Roberta (“La revoca dell’editto di Nantes”, “Roberta stasera” e “Il suggeritore”), riuniti dall’autore sotto il titolo “Le leggi dell’ospitalità”, “Klossowski, dal fondo dell’esperienza cristiana – scrive Michel Foucault – ha ritrovato il prestigio e la profondità del simulacro, e con esso tutti i giochi del senso e del non-senso, del significante e del significato, del simbolo e del segno. Simulacro, similitudine, simultaneità, simulazione e dissimulazione: questa costellazione è meravigliosamente ricca”. I tre romanzi gravitano infatti attorno a due enigmatici personaggi: Ottavio, prete fallito, teologo vizioso, specialista in perversioni, e Roberta, sua moglie, di origine protestante, atea, attivista radical-socialista. I due si fronteggiano, rispettando ognuno l’ideologia dell’antagonista, finché Ottavio non decide di revocare il loro editto privato di Nantes. Ne nasce una tacita sfida: Ottavio moltiplica per Roberta le occasioni di “peccato” per farle provare rimorso e costringerla così a riconoscere la legge divina, Roberta le accetta senza opporre resistenza, più volte sfiora il rimorso, ma nella sua freschezza di spirito, nella sua rettitudine intellettuale dimostra di non venir mai fiaccata dalla colpa. Il gioco si esaspera, al punto che la donna si sdoppia: da un lato Roberta, dall’altro la sua controfigura che obbedisce agli ordini di Ottavio, che progressivamente rimane vittima del suo stesso gioco.

Pierre Klossowski – Le leggi dell’ospitalità. I. La revoca dell’editto di Nantes

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Nei tre romanzi della grande trilogia di Roberta (“La revoca dell’editto di Nantes”, “Roberta stasera” e “Il suggeritore”), riuniti dall’autore sotto il titolo “Le leggi dell’ospitalità”, “Klossowski, dal fondo dell’esperienza cristiana – scrive Michel Foucault – ha ritrovato il prestigio e la profondità del simulacro, e con esso tutti i giochi del senso e del non-senso, del significante e del significato, del simbolo e del segno. Simulacro, similitudine, simultaneità, simulazione e dissimulazione: questa costellazione è meravigliosamente ricca”. I tre romanzi gravitano infatti attorno a due enigmatici personaggi: Ottavio, prete fallito, teologo vizioso, specialista in perversioni, e Roberta, sua moglie, di origine protestante, atea, attivista radical-socialista. I due si fronteggiano, rispettando ognuno l’ideologia dell’antagonista, finché Ottavio non decide di revocare il loro editto privato di Nantes. Ne nasce una tacita sfida: Ottavio moltiplica per Roberta le occasioni di “peccato” per farle provare rimorso e costringerla così a riconoscere la legge divina, Roberta le accetta senza opporre resistenza, più volte sfiora il rimorso, ma nella sua freschezza di spirito, nella sua rettitudine intellettuale dimostra di non venir mai fiaccata dalla colpa. Il gioco si esaspera, al punto che la donna si sdoppia: da un lato Roberta, dall’altro la sua controfigura che obbedisce agli ordini di Ottavio, che progressivamente rimane vittima del suo stesso gioco.

Pierre Klossowski – Nietzsche e il circolo vizioso [Epub – Mobi]

coverQuesto libro ha un posto del tutto a parte nella immensa serie degli scritti su Nietzsche. Con quell’audace fedeltà all’idiosincrasia che contrassegna tutta la sua opera, con la sua fulminea percettività per i fantasmi ossessivi, con la sua agilità di movimento nella zona, oscura fra tutte, di osmosi tra fisiologia, psicologia e metafisica, Klossowski è riuscito a costruire un libro-labirinto all’interno di un altro, tuttora ingannevolissimo, labirinto: gli scritti di Nietz­sche degli ultimi anni, tra la folgorazione dell’Eterno Ritorno, il progetto di un’o­pera che avrebbe dovuto chiamarsi La volontà di potenza e gli estremi messaggi del­l’«euforia di Torino». Proprio su questo punto si dividono, da sempre, le interpretazioni di Nietzsche: sono anni di progrediente lucidità? o di progrediente follia? Klossowski recide subito questo banalissimo nodo, affermando che tutto il pensiero di Nietzsche «ruota attorno al delirio come attorno al proprio asse». E già questo permette di stabilire una incolmabile distanza fra tale pensiero e la sequenza della filosofia: c’è uno iato che separa sin dall’inizio l’impresa speculativa di Nietz­sche dal discorso occidentale – lo iato del Caos. Per non perdere mai il contatto con questa singolarità irriducibile di Nietzsche, Klossowski ha scelto la via più ardua, ha deciso di lasciarsi trascinare «dal mormorio, dal respiro, dalle esplosioni di collera e di risa di questa prosa, la più insinuante che si sia mai formata nella lingua tedesca». Così, più che l’articolarsi dei concetti, segue le «fluttuazioni d’inten­sità» in quella «tonalità dell’anima» che era Nietz­sche stesso – e il libro si intesse alle sue pagine come un perpetuo commento, un’e­co dove le parole dell’autore stingono su quelle dell’esegeta e viceversa.

Grazie a U.s.A. per la scansione di partenza e per la revisione dell’epub.