Progetto centenario Rivoluzione russa

Gentili amici di Ladri di Biblioteche,

con la supervisione mia e di grattacielo, si è aperto ufficialmente il progetto per celebrare al meglio il centenario della rivoluzione russa.
Cercheremo di offrire una silloge di consigli il più completa possibile. Tale selezione spazierà dalla storia della Russia prerivoluzionaria fino al crollo dell’Urss, con particolare rivelanza, oltre che alle idee, alla vicende biografiche di quegli uomini che fecero la Storia con la S maiuscola. Checchè ne dicano media e intellettuali, le idee dell’Ottobre non fanno parte di un passato remoto da osservare con cinismo compiaciuto o con l’acribia dello storico professionista, ma sono materiale vivo e pulsante: chi ha letto i libri di Losurdo, in specie l’ultimo, lo sa perfettamente.  E lo sa anche chi osserva criticamente le recenti imprese belliche dell’Occidente capitalista, sui cui sarebbe meglio stendere un velo pietoso.

Adesso, nonostante l’impegno mio e di grattacielo i testi da ricercare sono ancora tanti e alcuni di questi anche di difficile reperibilità.
Quelli che tra voi leggono queste righe e hanno la fortuna di possedere libri sulla rivoluzione russa e dintorni non facciano i timidi e contribuiscano a questo progetto. Abbiamo organizzato una chat di gruppo su Mega, chi se la sente e ha il materiale lasci un commento in questo post (con la stessa mail che usa per Mega) e verrà aggiunto. Astenersi curiosi perditempo. Quelli che invece vogliono contribuire ma non hanno i testi, possono farlo nel solito modo, e cioè con una donazione in denaro (trovate il banner paypal in alto a destra).

Ed è tutto. ci vediamo tra qualche giorno per la nuova infornata.

Nota post infornata 12 aprile 2017

Cari amici di LDB,

eccoci qua con la nuova infornata, la prima delle tre incursioni previste nel populismo e nella politica contemporanea. Questo trittico ci accompagnerà fino alle elezioni francesi, e cioè al momento in cui la possibile vittoria della signora Le Pen potrebbe rappresentare una cesura storica per i destini dei populismi anti-Ue. Mi piacerebbe che nei commenti si aprisse una discussione su questi argomenti piuttosto pressanti.

I miei ringraziamenti vanno a Ivano, che ha messo gentilmente a disposizione il consiglio di Laclau, e poi all’altro amico, che su mega si firma checco Blazek, che ha condiviso il terzo volume della trilogia di Franco Venturi (insieme ad altri interessanti consigli). Non so se ne sia anche il creatore originario, ma anche nel caso non lo fosse, lo ringrazio lo stesso.

Potete sostenere questo blog, progetto unico nel panorama della condivisione italiana, in due modi:

1. Con un contributo in denaro, cliccando sul banner qui sotto (o in alto a destra nella pagina principale del blog):

(ricordo, per inciso, che non è necessario possedere un account paypal per donare, ma basta anche solo una postepay). La donazione è libera e non è vincolata all’accesso ai consigli.

2. Condividendo a vostra volta materiale con gli utenti del blog.

Chi dona aiuta a preservare una delle poche fonti originali del web italiano: in questi tempi, in cui si moltiplicano pescecani e piccole cricche sfruttatrici che addirittura fanno pagare il materiale di cui si appropriano, ciò non è poco.

Grazie

Carlo Formenti – La variante populista. Lotta di classe nel neoliberismo

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Perché trincerarsi a difesa della democrazia, se viviamo in un regime postdemocratico costruito da decenni di guerra civile contro il lavoro? Prendere atto della sconfitta del movimento operaio non basta: occorre ammettere che tutte le sinistre (moderate, radicali e antagoniste) ne sono corresponsabili. Contro le ideologie partorite dalla “svolta linguistica” delle scienze sociali, che hanno sostituito la lotta per i diritti delle classi subordinate con l’impegno per i diritti individuali delle classi medie, occorre tornare alla parola “egemonia” di Antonio Gramsci. Dunque: occorre battersi per la sovranità popolare e nazionale contro le oligarchie transnazionali. E sconfiggere il populismo di destra con un nuovo populismo di sinistra.

Franco Battistrada – Marxismo e populismo 1861-1921

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Una fitta produzione storiografica ha ormai tolto il populismo dalla dimenticanza nella quale lo avevano confinato la sconfitta politica e il trionfo di posizioni ideologiche ad esso avverse. In effetti dalla metà del secolo scorso agli anni della rivoluzione russa il dibattito sul populismo ha costituito un riferimento essenziale per la riflessione marxista, ne ha condizionato le formulazioni teoriche ed orientato gli sviluppi fino a determinare concrete scelte istituzionali, politiche ed economiche. Nei nostri anni di domande sulle vie percorse dal socialismo e dal comuniSmo e sulla possibilità di un loro futuro rinnovamento, i termini fondamentali del dibattito offrono a tutti una guida critica e costruttiva.