Post infornata 26 giugno 2017

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nonostante l’afa si faccia sentire, l’attività di questo blog non si ferma, come del resto non si fermano, anche grazie al vostro aiuto, i lavori per il progetto sul centenario della rivoluzione.

Questo mese vi porto una miscellanea piuttosto ricco: spiccano l’ultimo Canfora e il monumentale Gli italiani in Africa orientale di Del Boca, opera imprescindibile e oggi vieppiù necessaria che fa giustizia del solito ritornello, che periodicamente torna in auge, dell’Italia-che-non-ha-un-passato-coloniale-a-differenza-delle-altre-potenze.

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Stuart Sutherland – Irrazionalità. Perché la nostra mente ci inganna e come possiamo evitarlo

In questo libro Stuart Sutherland ci rivela gli errori, di cui siamo quasi sempre inconsapevoli, che ci impediscono di pensare correttamente. Essi sono in genere determinati da un uso distorto della ragione e dal prevalere di pulsioni ed emozioni. Pregiudizi, paure, spirito gregario, mancanza di senso critico ci inducono a ignorare i dati oggettivi, o a interpretarli in modo sbagliato, e di conseguenza a prendere decisioni illogiche e controproducenti. Per dimostrare quanto l’irrazionalità domini le azioni umane, l’autore racconta con humour tipicamente anglosassone aneddoti tratti dalla vita quotidiana e professionale, analizza con rigore scientifico i risultati di test psicologici, si riferisce ad alcuni cruciali avvenimenti storici come, ad esempio, la seconda guerra mondiale o quella del Vietnam. Ma ci indica anche la strada per imparare (o reimparare) a usare bene il nostro cervello, non fidandoci dell’intuizione – una qualità troppo spesso sopravvalutata – e invece ricorrendo alla matematica, alla statistica e al calcolo delle probabilità. Erede del razionalismo e dell’empirismo inglese, Sutherland, pur con molti dubbi, coltiva ancora la fiducia aristotelica nell’agire razionale dell’uomo.

Alessandro Dal Lago – Eroi e mostri: Il fantasy come macchina mitologica

Universalmente letti, i romanzi di J.R.R. Tolkien (Lo Hobbit e Il signore degli anelli) e quelli del suo amico C.S. Lewis (Le cronache di Narnia), anche grazie a riduzioni cinematografiche di grande successo, sono considerati pietre miliari del fantasy contemporaneo. Ma a cosa devono la loro fama sconfinata? Il cattolico Tolkien e l’anglicano Lewis, docenti a Oxford, hanno dato vita a un progetto letterario anti-moderno centrato sul ruolo degli scrittori come “sub-creatori”, ovvero collaboratori dell’opera di Dio nell’invenzione di mondi paralleli. Un progetto qui indagato con acume, risalendo alle fonti di ispirazione che per entrambi sono i cicli dell’epica medievale, con i loro eroi sterminatori di mostri, e illustrando i fondamenti mitologici, spesso apertamente reazionari, del fantasy, un genere letterario e spettacolare che conosce oggi una voga planetaria.

Wolf Bukowski – La danza delle mozzarelle. Slow food, Eataly, Coop e la loro narrazione

Wolf Bukowski spiega come il «sogno» di Gambero Rosso e Slow Food si sia tramutato in un incubo turbocapitalista fatto di ipermercati, gestione privatistica dei centri cittadini, precarietà per i lavoratori, cibo sano per i ricchi… e i poveri mangino merda. Il modello neoliberista di Eataly si allarga nelle città e cancella diritti, forte delle partnership con potentati come Lega Coop e il gruppo Benetton e grazie all’appoggio del Pd, agli endorsement di Matteo Renzi e alla copertura ideologica fornita da un’intellighenzia che, nonostante cedimenti e giravolte, conserva l’etichetta «di sinistra». È questo demi-monde di scrittori, elzeviristi e cantanti a far passare per «buoni» i nuovi padroni, che così non pagano dazio per il predicar bene e razzolar male: inneggiano alla «resistenza contadina» e fanno affari con un neolatifondista che occupa 900.000 ettari di terra Mapuche in Patagonia; parlano di «autenticità» e propongono per l’Italia futuri preconfezionati da «Disneyland del cibo» e «Grande Sharm el-Sheikh». Ma il sogno di ieri non era già, in nuce, l’incubo di oggi? Il «predicar bene» non aveva già in sé tutti gli elementi del «razzolar male»? Questa è la storia di come ce l’hanno data a bere parlando di mangiare.

Wilhelm Weischedel – Il coraggio della repsonsabilità

Il coraggio della responsabilità è il testo di una conferenza, mai tradotta in italiano, tenuta da Wilhelm Weischedel all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, nell’ambito di una serie di seminari organizzati dal Ministero dell’Interno del Baden-Württemberg. Richiamandosi allo spirito socratico dell’interrogazione filosofica, Weischedel costruisce un percorso ideale del rapporto tra il singolo e la propria responsabilità, che inizia con il tentativo di sfuggire al coinvolgimento personale e prosegue con l’apertura alla libertà di scegliere e impegnarsi. Rivolgendosi al pubblico tedesco appena uscito dalla terribile esperienza del nazionalsocialismo, ma usando parole e concetti che mantengono un valore universale, Weischedel afferma che il coraggio di essere responsabili si esprime nella scelta consapevole di seguire il proprio Dio o la propria coscienza, rifiutandosi di sottostare alla volontà di un capo o di un popolo.