Nota post-Infornata 17 marzo 2017 (con avviso importante)

Cari amici di Ladri di Biblioteche,

dopo un po’ di tempo rieccoci con le nostre amate infornate. Una silloge narrativa, il secondo tassello di un trittico cominciato a fine gennaio e che terminerà in un prossimo futuro. Ringrazio l’amico che ha ispirato alcuni di questi consigli (Come è, Leviatan, Passing), e cioè elle lomi.

Come forse avrete notato dagli header del blog, anche Ladri di Biblioteche si sta preparando a celebrare adeguatamente il centenario della Rivoluzione d’Ottobre. E per farlo avrà bisogno anche del vostro aiuto. Ma di questo parleremo tra qualche giorno in un post dedicato solo all’argomento.

Chiudo questa comunicazione con una novità importante: da questo post in poi il contenuto dei link diretti nei commenti verrà spostato nella cartella amici di LDB, dopo di che gli stessi link verranno eliminati. Ovviamente verranno cassati solo i link, non i commenti.

P.S. ho aggiornato le istruzioni (Come accedere ai consigli di LDB) si prega di leggere TUTTI, novizi e non. Grazie

Potete sostenere questo blog, progetto unico nel panorama della condivisione italiana, in due modi:

1. Con un contributo in denaro, cliccando sul banner qui sotto:

(ricordo, per inciso, che non è necessario possedere un account paypal per donare, ma basta anche solo una postepay). La donazione è libera e non è vincolata all’accesso ai consigli.

2. Condividendo a vostra volta materiale con gli utenti del blog.

Chi dona aiuta a preservare una delle poche fonti originali del web italiano: in questi tempi, in cui si moltiplicano pescecani e piccole cricche sfruttatrici che addirittura fanno pagare il materiale di cui si appropriano, ciò non è poco.

Grazie

Julien Green – Leviatan

cover

“Era sempre avvertita del mistero che, d’altra parte, non sarebbe mai riuscita a penetrare da sola. Ciò assomigliava a una beffa del destino, poiché una completa oscurità le avrebbe concesso, se non la felicità, almeno la tranquillità dell’ignoranza. Così invece non era permesso alla sua passione di assopirsi.” Questa frase, detta a proposito della signora Londe, si può adattare a tutti i personaggi del Leviatan, nessuno dei quali sfugge alla propria personale passione: Guéret è preda di un amore che non gli da requie per Angele, giovane lavandaia e stiratrice; la signora Londe è posseduta da un irrefrenabile e divorante curiosità; la signora Grosgeorge, ricca ma ormai avviata alla vecchiaia, da un demoniaca frenesia di rivalsa. Tutti sono dei prigionieri, dei sepolti vivi.

Samuel Beckett – Come è

cover

Dopo le prime venti pagine, incontriamo un personaggio che è evocato come in filigrana in quasi tutti i libri di Beckett, e in forma piu diretta in certe novelle giovanili: Belacqua. Nel Purgatorio «sedeva e abbracciava le ginocchia, | tenendo ’l viso giu tra esse basso» (IV, 107-8); qui è diventato un essere che striscia in una distesa di fango e di tenebre, aggrappato a un sacco pieno di scatole di pesce in conserva, afflitto da misteriose amputazioni, persuaso che l’agonia non avrà mai fine, occupato a parlare a se stesso (o ad ascoltare e trasmettere una voce che non sa neppure se sia la propria), a evocare da un presunto passato vaghi frammenti di immagini, intento quasi esclusivamente a durare, a acclimatarsi nel terrore. L’incontro con un altro essere, ugualmente mutilato e solitario, vale a scandire la dimensione temporale; «prima di Pim, con Pim, dopo Pim». Sono i modi in cui si dispone l’ansia di comunicare: di tormentare e di soccorrere.

Julien Green – Il visionario

Il visionario

In una provincia identificabile come l’Alvernia, il diciottenne Manuel si trasferisce dalla zia materna, la signora Plasse, dopo la morte dei genitori. Nella casa della zia vive anche la figlia di lei, Marie-Thérèse, di quattordici anni, per la quale il cugino sembra nutrire un’attrazione morbosa, non ricambiata dalla ragazza. La signora Plasse tanto è dura e algida con la figlia, quanto riversa sul nipote amore e attenzioni, in assoluto contrasto con il suo carattere chiuso e incapace di slanci. Ma neanche l’amore della zia può proteggere Manuel dalle inquietanti accuse mosse da un’amica di Marie-Thérèse. Il ragazzo viene per questo allontanato e mandato a lavorare nel castello non lontano dal paese, dove vivono un anziano conte ormai in punto di morte e la figlia, una donna bellissima e misteriosa… Uscito in Francia nel 1934 e fino a oggi inedito in Italia, questo romanzo a due voci rivela più che mai, in tutta la sua potenza, la forza visionaria di Julien Green. Una storia di un erotismo silenzioso che sconfina nel sogno, nell’irrealtà, perché solo il sogno può servire a raccontare, e forse spiegare, l’assurdo in cui viviamo immersi.