Laura Corradi – Nel ventre di un’altra. Una critica femminista della tecnologia riproduttiva

Donatrici/venditrici di ovociti, fecondazione in vitro, madri surroganti che conducono gestazioni e partoriscono su commissione, bambini e bambine che nascono con problemi di salute. Davanti al cieco entusiasmo del mondo scientifico e di parte del femminismo Laura Corradi smaschera il fervore neoliberista che indica come “diritti di riproduzione” quelli che in realtà sono privilegi geo-politici ed economici. Una profonda riflessione sulle implicazioni etiche, biologiche e psicosociali delle nuove tecniche di riproduzione e sulla mercificazione dei corpi, in un’originale prospettiva femminista.

Judith Butler – L’alleanza dei corpi

Al centro di questo libro di Judith Butler è l’indagine sulla “politica della strada” e sul diritto plurale e performativo di apparizione del corpo all’interno del campo politico, attraverso l’esperienza del raduno collettivo. Dal movimento Occupy alle proteste di Atene, dalle cosiddette “primavere arabe” al Parco Gezi di Istanbul, dalle mobilitazioni queer a quelle degli immigrati irregolari, negli ultimi anni abbiamo assistito al moltiplicarsi delle manifestazioni di dissenso contro le logiche neoliberiste o contro governi e poteri repressivi. Al di là delle differenze, l’alleanza dei corpi in queste azioni collettive affronta ed “espone” all’attenzione di tutti una serie di temi interconnessi come la precarietà, la vulnerabilità, la rivendicazione di una vita vivibile e l’esclusione dalla sfera pubblica di apparizione. La tesi di Butler è che, nelle lotte democratiche, questi raduni possano esprimere forme di resistenza e solidarietà radicali da cui emerge una nuova idea di “popolo” – un popolo che sperimenta una ricomposizione contro la frammentazione e le disuguaglianze indotte, interrogando in modo inaggirabile le frontiere dell’etica.

Francesco Remotti – L’ossessione identitaria

È doveroso richiamare l’attenzione sulle conseguenze pericolose e sui guasti ai quali si va incontro quando a essere rivendicate sono le identità – religiose, etniche o culturali – e le loro pretese di conservazione e purezza. È ciò che fa Remotti in questo libro, mettendo in discussione non solo l’utilità, ma anche la stessa coerenza logica del concetto di identità. Alessandro Cavalli, “L’Indice” «Identità è una parola avvelenata. Il veleno contenuto in questa parola così nitida e bella, così fiduciosamente condivisa, di uso pressoché universale, può essere tanto oppure poco, talvolta persino impercettibile e quasi innocuo. Ma anche quando è impercettibile, la tossicità è presente in numerose idee che la parola contiene e, accumulandosi, può manifestarsi alla lunga, in maniera inattesa e imprevista. Perché e in che senso identità è una parola avvelenata? Semplicemente perché promette ciò che non c’è; perché ci illude su ciò che non siamo; perché fa passare per reale ciò che invece è una finzione o, al massimo, un’aspirazione. Diciamo allora che l’identità è un mito, un grande mito del nostro tempo.»

Pierluigi Fagan – Verso un mondo multipolare

Quello in cui viviamo è un mondo sempre più complesso; in poco più di un secolo la popolazione è passata da 1,5 miliardi a più di 7 e secondo le stime demografiche entro il 2050 arriverà a 10. Anche gli Stati nel giro di cinquant’anni sono quadruplicati, passando da 50 a oltre 200. Il nostro establishment politico, economico e finanziario, come nella Francia di Maria Antonietta, pare avulso dalla realtà dei popoli e inadeguato ad affrontare i profondi cambiamenti che stanno investendo il pianeta. All’aumentare della complessità del mondo corrisponde una progressiva perdita di credibilità dei piloti, quell’élite occidentale a cui nessuno riconosce più il suo ruolo di guida. Allo stesso tempo, con la crisi della globalizzazione acquisiscono nuova importanza gli Stati, le unioni, gli accordi bilaterali, il giusto mix di hard e soft power, l’equilibrio tra i diversi attori. Verso un mondo multipolare esamina lo scacchiere internazionale attingendo alle forme di pensiero della cultura della complessità e dei sistemi. Il risultato è un’analisi condotta su diversi livelli dei punti di forza e debolezza sia degli attori tradizionali (USA, Cina, Russia ed Europa), sia dei nuovi centri emergenti, tutti impegnati nel grande gioco di tutti i giochi: assicurarsi le migliori condizioni di possibilità per accedere a un futuro in cui cambieranno molte cose. Un mondo in cui se l’Europa non troverà in fretta una sua chiara collocazione finirà per essere una pedina all’interno di un gioco a tre: Cina, Russia e America. Un mondo nuovo per il quale sono necessari un agire e un pensare inediti.

Luca Ricolfi – Sinistra e popolo. Il conflitto politico nell’era dei populismi

Dodici anni dopo la pubblicazione di Perché siamo antipatici? Luca Ricolfi torna sui temi che hanno fatto unanimemente apprezzare la sua ricerca, ripercorrendo i cambiamenti sociopolitici degli ultimi quarant’anni, dalle origini della globalizzazione alla crisi delle economie avanzate, per arrivare a una dolorosa, stringente riflessione: ovunque in Occidente il popolo cerca protezione dalle conseguenze della crisi e dalle fragilità dello scenario globale, ma la sinistra inevitabilmente impegna le sue energie per sminuire i problemi che gli elettori percepiscono come principali: disoccupazione, politiche di austerità, immigrazione, terrorismo. Se dunque, al di qua quanto al di là dell’Atlantico, i cittadini alzano aggressivamente la testa nei confronti di una sinistra impotente quando non addirittura cieca di fronte all’onda montante di paura che li travolge, non è così strano che il populismo si proponga come risposta, per quanto sommaria e inadeguata, alle angosce del presente.

Jakob Schworer – Populismi

Un libro che analizza analogie e differenze del Movimento 5 Stelle e dell’Alternativa per la Germania, i due partiti populisti che stanno tenendo banco sulla scena politica italiana e tedesca. Jakob Schwörer evidenzia i motivi che li hanno portato alla ribalta politica, spiegando i punti di forza (nelle loro varianti di destra e sinistra) che hanno fatto presa sull’elettorato: l’attacco frontale all’establishment, la critica feroce alla classe politica e alle oligarchie economiche, il pericolo derivante della massiccia emigrazione.

Damiano Palano – Populismo

Al principio del Ventunesimo secolo il populismo sembra essere l’unica opzione politica capace di mietere successi. Ma cosa è davvero il populismo? Può essere considerato un’ideologia, con un contenuto ben preciso, oppure si tratta semplicemente di un insieme di efficaci dispositivi retorici? È un fenomeno nuovo o solo un termine diverso per definire l’antica demagogia? Deve essere inteso come un pericolo o può rappresentare una risorsa per il rinnovamento delle istituzioni democratiche? Facendo il punto sulla discussione contemporanea, questo saggio propone una ricostruzione puntuale dei diversi volti che il populismo ha mostrato a partire dalla fine dell’Ottocento a oggi e cerca di spiegare quali sono le ragioni che negli ultimi due decenni hanno favorito l’ascesa di leader, movimenti e partiti definiti populisti.