Mario Isnenghi – Garibaldi fu ferito. Il mito, le favole

La figura di Garibaldi ovvero l’incarnazione della contraddizione. Amato e odiato, celebrato e vilipeso, emulato e disprezzato; il susseguirsi e il sovrapporsi di opposti atteggiamenti testimoniano l’esistenza di diversi Garibaldi: c’è un Garibaldi “di destra” e un Garibaldi “di sinistra”, un Garibaldi “nazional-fascista” e un Garibaldi “brigatista ante litteram”. Ecco perché uno dei suoi più autorevoli e attenti studiosi prova oggi a rileggere la vicenda di Garibaldi alla luce del nostro contraddittorio e conflittuale presente. Il Garibaldi di Isnenghi, dunque, è innanzitutto il fondatore dello stato, capace di accettare pro tempore che lo stato sia monarchico pur non nascondendo di preferirlo repubblicano. E cento anni dopo, nel 1946, l’Assemblea costituente repubblicana segna la vittoria di Mazzini e di Garibaldi. In secondo luogo, Garibaldi è il fondatore dello stato con la partecipazione attiva e critica di cittadini non più sudditi, che si mobilitano e fanno politica. Garibaldi è infatti un grande internazionalista libertario, e non un semplice nazionalista. Ecco uno dei tanti lati in ombra che Isnenghi tratteggia in queste pagine: la portata internazionale e internazionalista di Garibaldi.

Arnaldo Bagnasco – La questione del ceto medio

Verso la fine del secolo scorso si è manifestata nei paesi avanzati una crisi del ceto medio. Un segnale che gli assetti istituzionali del capitalismo industriale, con i suoi tipici meccanismi di regolazione, erano definitivamente superati. Osservare le fortune e le difficoltà del ceto medio fa comprendere come è progressivamente cambiata la società, mentre cambiavano i capitalismi nazionali e cresceva la globalizzazione. Mettendo a frutto l’esperienza teorica e di ricerca comparata di diversi ambiti disciplinari, il libro fornisce una originale ricostruzione del cambiamento in prospettiva sociologica di lungo periodo, facendo emergere i problemi del rischio e della regolazione nel capitalismo contemporaneo.

Cesare De Seta – Venezia e Moby Dick

Ciascuno di noi ha in cuor suo un’idea di Venezia, proprio perché di questa straordinaria città non esiste e non può esistere una definizione esaustiva. Venezia è sgusciante e imprendibile, come un animale misterioso. L’idea di Cesare de Seta è che essa sia come Moby Dick, la balena bianca con cui Ahab mette in gioco il suo destino: un’inafferrabile città-destino, immersa nel Mediterraneo con i suoi tentacoli-isole. Un accostamento azzardato tra la magnifica città dei rii e dei campielli e il capolavoro di Melville? Provate allora a leggere – magari di notte, com’è accaduto all’autore di queste pagine – Moby Dick e a soffermarvi, nel capitolo intitolato “Sulle raffigurazioni mostruose delle balene”, sulle singolari righe in cui Melville descrive la balena dei legatori, “avvinta come un tralcio di vite al ceppo di un’ancora calante”, e cita Aldo Manuzio. Il logo di Manuzio, quel Leviatano che campeggia su ogni suo libro, vi apparirà allora come una raffigurazione simbolica di Venezia. Animato da quest’idea, de Seta si è mosso alla ricerca degli infiniti tesori che giacciono nel corpo di questo misterioso Leviatano: le opere che hanno segnato la storia dell’arte e sulle quali incombe una tale bibliografia da far tremare i solai di una biblioteca.

Paul Ekman – I volti della menzogna. Gli indizi dell’inganno nei rapporti interpersonali

Nei volti, nella voce, nei gesti e nelle parole ci sono gli indizi che rivelano la menzogna. Autorità riconosciuta nello studio della psicologia delle emozioni e della comunicazione non verbale, Paul Ekman illustra le tecniche per individuare ed esplorare gli impulsi più profondi del comportamento umano e delle relazioni interpersonali. Microespressioni e mimiche sottili, la menzogna nella vita pubblica, l’inganno della voce e dei gesti e i più svariati comportamenti non verbali sono al centro di una riflessione, inquietante e piena di fascino, che mette sotto una luce nuova le modalità della comunicazione e il vivere individuale e collettivo nella società contemporanea. La relazione tra emozioni e menzogna, come sottolinea Ekman, non investe soltanto l’atto del mentire. Riguarda soprattutto i sentimenti che questo atto provoca in noi: la vergogna di essere scoperti, il senso di colpa di aver compiuto un gesto disdicevole, la soddisfazione di essere riusciti nel proprio intento…

Francesco Saverio Festa – Das ressentiment. Da Nietzsche a Scheler: quale edificazione della morale?

Dopo la comparsa nel 1913 di “Der Bourgeois” di Werner Sombart, in ambito mitteleuropeo si sviluppa un intenso dibattito sullo spirito della modernità. Per Sombart lo “spirito del capitalismo”, fenomeno complesso legato a un particolare “tipo biopsichico” d’uomo, ha assunto ormai una funzione decisiva. Nell’analisi della modernità, molti pensatori – da Nietzsche a Buber e Troeltsch, da Simmel a Max Weber e Max Scheler, da Bultmann a Leo Strauss vedono nell’etica protestante lo sfondo religioso della “secolarizzazione” del mondano, che avviene anche attraverso il cambiamento di alcuni “stati emozionali” della vita quotidiana. Scheler, in particolare, concorda con Nietzsche nella “scoperta del risentimento” quale fonte di giudizi morali, considerando che è dal risentimento che sorge un sistema di valori. E tuttavia, a differenza di Nietzsche, Scheler è convinto che il “Ressentiment” non stia alla base solo dell’ethos dei deboli e dei derelitti, ma anche e soprattutto di quello borghese. In questa prospettiva, è possibile che il “Ressentiment” riesca a dare un senso unitario all’intreccio di etica, politica ed economia della modernità?

Donatien Alphonse François de Sade – Dialogo tra un prete e un moribondo. E altri testi politici e letterari

Aristocratico e giacobino, erotomane dai risvolti perversi e grande erudito, scrittore condannato dalla censura e filosofo rivalutato dal pensiero novecentesco: esistono molti Sade, e la sua verità più profonda, a due secoli dalla morte, rimane ancora sfuggente. Se la prima rivalutazione critica del divin marchese è inevitabilmente passata attraverso il tema dell’erotismo, resta meno noto – soprattutto in Italia – l’altro Sade, l’autore di testi di carattere polemico, politico e letterario. Questo libro propone tre scritti che corrispondono a forme letterarie e momenti diversi: al Dialogo tra un prete e un moribondo, professione di ateismo radicale, seguono il discorso Idea sulla modalità della sanzione delle leggi e il saggio Idea sul romanzo, una ricostruzione dell’origine e della natura del genere romanzesco oltre a una riflessione sul ruolo dello scrittore. Si succedono così il libertino aristocratico che espone con arroganza il suo credo; il citoyen rivoluzionario che esalta la sovranità popolare; e infine il recluso, vittima sia dell’Ancien Régime sia del Terrore, che nella scrittura trova una compensazione e un’ultima speranza di libertà. In appendice, con l’intento di riprendere in considerazione la vicenda biografica di Sade e illuminarne gli sviluppi del pensiero, il volume presenta il Testamento redatto nel 1806 e un carteggio relativo alla sua detenzione nell’ospizio per condannati e insani di mente di Charenton.