Carlo Serra – La voce e lo spazio. Per un’estetica della voce.

La voce e lo spazio

I suoni hanno la capacità di permeare lo spazio che ci circonda, caratterizzando i paesaggi e gli stati d’animo. Sono alle origini delle prime forme di vocalità e influenzano anche gli esiti più rappresentativi della musica contemporanea. La voce e lo spazio è un libro sulla musica, che spiega come le intonazioni vocali possano descrivere un ambiente o un’atmosfera. Carlo Serra esamina le interazioni fra lo spazio e la voce, trasportando il lettore in un mondo di affascinanti sonorità. Il volume è corredato da numerosi esempi sonori commentati, scaricabili dalla rete.

Antonella Campanini – Il cibo e la storia

Il Cibo e la storia: Il Medioevo europeo

Tra la caduta dell’Impero romano d’Occidente e la scoperta dell’America intercorrono più di mille anni. In quel tempo lunghissimo le culture alimentari europee, dapprima distanti, inaugurano e sviluppano un dialogo destinato a trasformarle. Grazie alla circolazione di uomini, prodotti, parole e idee, il nostro continente raggiunge una sostanziale unità. Il libro propone un percorso tra ingredienti e ricette, usi e scelte, che vede coinvolti sovrani e contadini, personaggi altolocati – nobili, ambasciatori, vescovi e papi –, scienziati e uomini di cultura, cuochi e artigiani, semplici individui, donne (poche, in realtà), in altre parole la società nel suo insieme. Il cibo, voluto o negato, cercato o rifiutato, universale o locale, costituisce una chiave di lettura del lento processo verso la costruzione di un’Europa culturalmente unita.

Vito Teti – Storia del peperoncino. Cibi, simboli e culture tra Mediterraneo e mondo

Storia del peperoncino

Non esiste sapore più «globale»: Cristoforo Colombo, partito per cercare le Indie delle vecchie spezie, scoprì invece le Americhe del peperoncino; da quel momento, il nuovo re del gusto piccante non ha più smesso di viaggiare in lungo e in largo per i cinque continenti. Difficile, oggi, trovare un posto al mondo in cui non sia presente. Al tempo stesso, non esiste spezia più «locale», più geograficamente connotata, più legata all’identità dei luoghi. Per uno di quegli affascinanti paradossi della storia e della cultura del gusto, nei suoi interminabili viaggi, il peperoncino ha finito con lo scegliersi alcuni luoghi di residenza privilegiati. Tanto che questi luoghi non saprebbero più farne a meno. Tra le terre in cui è sbarcato in forza, conquistando un’indiscussa egemonia, ce n’è una che ne ha fatto il suo vessillo. Al centro del Mediterraneo, nel cuore del nostro Sud, la Calabria si è addirittura identificata, attraverso un plurisecolare processo di simbiosi, con le sue vere o presunte proprietà. Tentatore, erotico, dolce fino al deliquio, amaro fino alle lacrime; maschile; no, femminile; compagno dei digiuni; patrono degli stravizi. Cibo che più di altri si presta ad essere raccontato per la sua storia, materiale e simbolica. Quella delle ricette e quella dei sogni un po’ allucinati lungo i quali le identità si perdono per poi ricrearsi. Rigenerante, effimero, ironico e diabolico, tenero e infuocato Peperoncino.

Lucio Bianco, Paolo D’Anselmi – Il vantaggio dell’attaccante. Ricerca e innovazione nel futuro del Belpaese

Il vantaggio dell'attaccante

«La capacità di competere delle nostre aziende dovrà fondarsi sempre più su innovazione e qualità dei prodotti. Occorre saper fare cose nuove o fare in modo nuovo cose tradizionali. E soprattutto occorre sfruttare il “vantaggio dell’attaccante”: vedere cosa fanno i migliori, per copiarne politiche e management. Prima di inventare cose nuove, conviene cercare di seguire gli altri con saggezza». In tempi di crisi economica, la discussione sulla ricerca scientifica langue. Eppure niente come la ricerca può rilanciare l’economia sul lungo periodo, conseguendo un miglioramento strutturale e duraturo: il modello dello «sviluppo senza ricerca», su cui si è basato prevalentemente il nostro paese nel passato, ha perso ormai validità. È su questi temi che riflette Lucio Bianco, insieme a Paolo D’Anselmi, con uno sguardo focalizzato sul contesto attuale della ricerca in Italia e nel mondo, attraverso un confronto dettagliato con alcuni paesi che è bene tenere sotto osservazione: questi costituiscono modelli vincenti, da seguire e fare nostri, tenendo conto non solo delle debolezze, ma anche dei tanti punti di forza di cui disponiamo. Ne emerge un quadro sorprendente, che ribalta diversi luoghi comuni – tra tutti quello della cosiddetta «fuga dei cervelli», che si rivela fenomeno mediatico più che specchio veritiero della situazione italiana – e consente di cogliere gli elementi da salvare e quelli su cui intervenire. Dall’analisi scaturisce una serie di proposte operative, anche eterodosse, rivolte alla politica e alla stessa comunità scientifica.

Romano Benini – Il fattore umano. Perché è il lavoro che fa l’economia e non il contrario

Il fattore umano

Quali sono le ragioni dello storico ritardo italiano in tema di occupazione? Perché il tasso di occupazione italiano resta tra i più bassi d’Europa? Il nuovo libro di Romano Benini e Maurizio Sorcioni risponde in modo lucido e puntuale a questi interrogativi, proponendo la tesi che lo sviluppo umano sia il fattore di riferimento che crea le condizioni per lo sviluppo economico e che le difficoltà occupazionali italiane dipendano da mancati investimenti e da politiche sbagliate proprio in tale direzione. Il confronto con il panorama europeo, in particolare l’analisi del modello tedesco, è la chiave per chiarire le criticità del nostro paese. Un sistema in grado di creare opportunità parte dalla capacità di competere per promuovere il fattore umano e quindi il lavoro. Con la crisi, la Germania ha puntato decisamente sui servizi per il lavoro: un investimento puntuale ed efficace, che ha determinato risultati economici che la stessa Germania non aveva conosciuto anche in momenti del passato in cui aveva realizzato forti investimenti, ma in altri settori. Negli stessi anni l’Italia ha invece investito poco e male sulla connessione tra i fattori che creano lavoro: competitività, produttività e sviluppo umano. A frenare la situazione italiana non è solo la politica, ma anche i condizionamenti di dottrine economiche e sindacali spesso sbagliate, oltre che un eccesso di regionalismo che ha danneggiato negli ultimi anni la nostra economia. Il volume propone inoltre un’analisi delle recenti riforme del governo Renzi in materia di lavoro, tentando di chiarire cosa va nella direzione del cambiamento e cosa ancora manca per riuscire a invertire la rotta. La partita si gioca tutta sul terreno delle competenze e di un ambiente in grado di promuovere il fattore umano, una sfida per il nostro paese ancora in buona parte da vincere.

Federico Di Chio – American Storytelling. Le forme del racconto nel cinema e nelle serie tv

American storytelling

Come “sono fatte” e come “funzionano” le storie dei film e delle serie americane? Quali strutture narrative le sorreggono e come si sono evolute negli anni? Quali sono i temi, i valori e i profili di eroismo che le caratterizzano? Il volume intende rispondere a queste domande, indagando le forme del racconto hollywoodiano, dalle origini ad oggi, sullo sfondo del continuo e fitto dialogo fra produzione e consumo, industria culturale e società. Un’analisi originale della macchina mitopoietica di Hollywood che da sempre, mentre racconta una storia, e nel modo più avvincente, sa anche attivare delle operazioni simboliche profonde, capaci di interloquire con la parte più intima della collettività.

Luigi Manconi – La pena e i diritti. Il carcere nella crisi italiana

La pena e i diritti

Attraverso un’analisi socio-giuridica della penalità, il libro propone una riflessione su alcune questioni centrali: il rapporto tra strategie di acquisizione del consenso e allarme criminalità; l’incremento delle fattispecie penali e l’espansionismo penitenziario; la tutela dei diritti fondamentali dei reclusi e la dignità della condizione di privazione della libertà; l’autolesionismo e i suicidi in carcere; la recidiva e la reiterazione del reato; una possibile moralità della pena. Il volume è pensato per studenti e ricercatori, ma anche per gli operatori e chiunque sia interessato a confrontarsi con una delle contraddizioni più acute e dolenti della vita sociale e dello stato di diritto.