Almo Paita – Guido Gozzano. La breve vita di un grande poeta

L’opera poetica di Gozzano ha sempre rivelato una capacità di struggimento e di corrosione che non ha eguali nella poesia italiana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo. Almo Paita disegna la storia di uno dei nostri maggiori poeti, legando al rigore della ricostruzione l’affettuosa intensità della rievocazione. Ci restituisce le persone reali che si celano dietro i personaggi più conosciuti delle sue liriche, insieme al timbro di un’Italia borghese e crepuscolare e al volto di una Torino assorta e vivace, colta in uno dei suoi momenti più vitali.
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Guido Gozzano – Poesie

Negli anni del dominio letterario di D’Annunzio, due piccoli libri portavano ai lettori una nuova idea di poesia. Erano opera di Guido Gozzano, morto prematuramente a trentatré anni, e illustravano un mondo popolato da personaggi comuni e «buone cose di pessimo gusto». Ma dietro l’apparente semplicità di quel linguaggio così diretto sino a essere prosaico si percepiva la raffinatezza di uno stile aggiornato alla luce delle esperienze francesi più innovative. E, su tutto, una sottile e persino affettuosa ironia. Questa edizione, magistralmente annotata e introdotta da unodei maggiori studiosi italiani, Giorgio Bárberi Squarotti, presenta entrambe le raccolte edite da Gozzano e una scelta amplissima delle poesie rimaste inedite, a partire dall’incompiuto poemetto Le farfalle.

Guido Gozzano – Opere

Il poeta crepuscolare, cantore delle «buone cose di pessimo gusto», nasce a Torino, nel 1883, e vi muore solo 32 anni dopo per tubercolosi. Del 1907 la sua prima raccolta poetica, La via del rifugio, a cui segue, nel 1911 la sua seconda e più importante opera, I colloqui.
La sua bibliografia non manca inoltre di scritti in prosa, resoconti di viaggio (Verso la cuna del mondo, 1917) e racconti epistolari.

Di ritorno

…da un periodo di pausa dal blog. Per prima cosa ho aggiunto le parecchie persone che richiedevano l’accesso alla sacra fons di Ladri di Biblioteche. Benvenuti a tutti i nuovi.

Oggi non vi porto una nuova infornata, voglio invece ricordarvi che la cartella amici di LDB è in perpetuo aggiornamento. Purtroppo a quanto pare ci sono dei problemi con la funzione di ricerca, la qual funzione accedendo da link diretto sembra non fare fino in fondo il suo dovere. Non resta che la ricerca manuale, per quanto difficoltosa, e per le nuove release, la lettura certosina dei commenti.

Come ben diceva aletinus in un commento le donazioni non vanno in vacanza. Ci sono ancora tanti e tanti libri da consigliare e il vostro aiuto è, e sarà, fondamentale per tenere in piedi questo progetto la cui attività va avanti da ormai ben 5 anni.

Grazie, vi auguro un buon fine estate. A Diego Fusaro invece tanti gattini e tante sorsate di italico ananasso.

Natjus

Nota post infornata 30 luglio 2017

Cari amici di Ladri di Biblioteche,

oggi cercherò di rinfrescare un pochetto la vostra estate con una bella infornata narrativa. Non vi propongo certo letture “leggere”: mai l’ho fatto e mai lo farò, perché non è nello stile di questo blog.

Le attività di questo blog riprenderanno a settembre. Per i nuovi iscritti ci vorrà un po’ più di tempo per accedere alla biblioteca, ma non temete: come ripeto sempre, il gioco vale la candela.

Se volete contribuire a questo progetto potete farlo con una donazione in denaro (c’è l’apposito link in alto a destra) oppure condividendo a vostra volta materiale, se possibile inedito.
Le donazioni sono essenziali per arricchire e mantenere in vita questo progetto: ldb non fa uso di pubblicità e non ha dietro mafiette internazionali come un dasolo, ma fa affidamento solo sulla passione di chi aspira a una cultura universale e accessibile a tutti. Grazie.

Auguro a tutti buone vacanze e buone letture.

Peter Weiss – Congedo dai genitori

cover

Questo volume raccoglie i due libri autobiografici in cui Peter Weiss dà conto della tormentata educazione artistica e sentimentale che lo ha visto affermarsi come scrittore, e come interprete sensibile dell’inquietudine contemporanea alle prese — dopo il trauma del nazismo e della guerra – con nuovi dilemmi, con realtà non meno drammatiche. Estraniato all’ambiente naturale, sia perché come ebreo aveva dovuto emigrare dopo il 1933, sia perché aveva rotto con la famiglia borghese, dopo un lungo travaglio Weiss ha trovato nella propria lingua le sue uniche radici, la sua unica patria.

Peter Weiss – Punto di fuga

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Questo volume raccoglie i due libri autobiografici in cui Peter Weiss dà conto della tormentata educazione artistica e sentimentale che lo ha visto affermarsi come scrittore, e come interprete sensibile dell’inquietudine contemporanea alle prese — dopo il trauma del nazismo e della guerra – con nuovi dilemmi, con realtà non meno drammatiche. Estraniato all’ambiente naturale, sia perché come ebreo aveva dovuto emigrare dopo il 1933, sia perché aveva rotto con la famiglia borghese, dopo un lungo travaglio Weiss ha trovato nella propria lingua le sue uniche radici, la sua unica patria.