Lauren Groff – Fato e furia

Fato e furia

Per alcuni la vita è sogno. Lotto e Mathilde,il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità. Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore per diventare celebre come autore teatrale, e Mathilde si rivela la moglie ideale, la musa silenziosa: lui ama le luci della ribalta e lei sceglie il riparo delle quinte, lui è fiducioso e aperto verso le persone e il futuro, lei è più oscura e sfuggente. Ventiquattro anni di matrimonio per una coppia perfetta, quella che vedono – o credono di vedere – tutti da fuori: ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà; e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni.Con la sua scrittura intensa e luminosa Lauren Groff è riuscita a dare grande respiro narrativo a quella che si può leggere come una pièce teatrale, una tragedia animata da due personaggi folgoranti: perché ogni storia ha due facce, e la chiave di un matrimonio non è la verità, ma il segreto.

Zachar Prilepin – Sank’ja

San'kja

La mamma infermiera di notte, il padre morto alcolizzato, San’kja è uno degli innumerevoli figli della dimenticata periferia rurale russa. Sbandato, arrabbiato col mondo, indifferente e ostile a qualsiasi ideologia, San’kja sogna una patria inesistente. In un crescendo di disperata violenza tenterà, insieme ai giovanissimi compagni del partito rosso bruno – i suoi amici, il suo amore, la sua vera famiglia – di distruggere un ordine neoborghese che odia, di scatenare la rivoluzione…

Zachar Prilepin – Patologie

Patologie

Il giovane Egor appartiene ai corpi speciali russi, gli OMON, di stanza in una scuola abbandonata alla periferia di Groznyj con l’incarico di ripulire il territorio circostante. Lui e i suoi compagni, ragazzi un po’ cinici e un po’ sfrontati, combattono un nemico che li odia da secoli. Egor non è un eroe, non ama la guerra e lo scenario di devastazione che ha di fronte esaspera la sua propensione a vivere sentimenti e rapporti sempre sul crinale della patologia. Morbosamente possessivo è il legame con Daša, la ragazza che ama e a cui non perdona le precedenti relazioni, e altrettanto ossessivo è l’infantile attaccamento alla cagnetta Daisy… Sostenuto da una lingua forte, a tratti brutale pur mantenendo una sua leggerezza, Patologie è un romanzo difficile da dimenticare che scuote profondamente le coscienze dei lettori.

Zachar Prilepin – Il peccato

Il peccato

Un romanzo fatto di frammenti. Dieci storie ispirate alla vita di Zachar Prilepin prima che diventasse scrittore di successo. Zachar ragazzino, alle prese con i primi turbamenti erotici. Zachar che vive alla giornata. Zachar che cambia mille mestieri, scarica camion e scrive poesie. Zachar becchino e buttafuori. Zachar innamorato. Zachar padre. Zachar sergente in Cecenia. Zachar che trabocca d’amore per la vita, ma vive nel pensiero della morte, nell’idea che per sconfiggere la ripugnante, vergognosa paura della morte occorra sfidarla, andarle incontro, farne una scelta consapevole. Zachar ossessionato dalla paura dell’umiliazione. Zachar umiliato. Rifratta nelle tessere di un mosaico emerge la personalità di un eroe scisso, che ha fatto della virilità un epos, pur cogliendone l’intima fragilità, e finirà schiacciato sotto il peso di una visione acuta e tragica dei destini della Russia post-socialista.

Elena Rzevskaja – Memorie di una interprete di guerra

Memorie di un'interprete di guerra

Dal 1941 Elena Rževskaja è interprete militare al fronte per l’Armata Rossa. Segue l’esercito in tutte le battaglie che lo condurranno da Ržev, nei pressi di Mosca, a Berlino. Il suo compito è quello di tradurre i documenti del nemico e i loro interrogatori. Giunge nella capitale tedesca durante la capitolazione del Terzo Reich, partecipando così alle ricerche e all’identificazione del corpo di Hitler. Come interprete dello Stato Maggiore rimane quattro mesi nel quartier generale nella cittadina di Stendal per esaminare e archiviare i documenti trovati nel Reichskanzlei e nel bunker del Führer, diventando così testimone privilegiata di quella vicenda. Per ordine di Stalin, che voleva mantenere viva l’idea del pericolo nazista, tutta l’inchiesta a cui la Rževskaja ha lavorato viene messa a tacere. Solo dopo la morte del dittatore e l’apertura degli archivi segreti, l’autrice potrà finalmente riesaminare quei documenti, ricostruendo così fatti e episodi mai raccontati non solo della Seconda guerra mondiale ma anche della politica sovietica.

Philippe Djian – Oh…

"Oh..."

Un titolo enigmatico che ha il sapore di un’amara liberazione, o magari forse di una resa. Michele è una produttrice cinematografica di successo con un figlio, un matrimonio fallito alle spalle, una madre tutta rifatta e un padre che marcisce in galera. Una sera viene violentata da uno sconosciuto in passamontagna mentre rientra a casa e inizia così la sua lenta e inesorabile discesa agli inferi. Uno straordinario ritratto di donna, un romanzo politicamente scorretto, il racconto di una società che non merita salvezza.

Due comunicazioni più una proposta di dibattito.

Cari amici di Ladri di Biblioteche,

vi ringrazio per i commenti che avete lasciato al precedente post, mi avete fornito numerosi spunti di riflessione. Mi perdonerete se mi prendo ancora del tempo, ma proprio la vostra accorata partecipazione al dibattito sul futuro di questo blog mi ha fatto comprendere come ogni decisione debba essere attentamente ponderata.

Nel frattempo però, debbo fare due comunicazioni importanti e una proposta di dibattito:

1. Ho aperto il profilo ufficiale twitter di LDB a questo link: Profilo Twitter Questo profilo fungerà da segnalibro in caso di possibili futuri problemi con il blog. Pertanto vi invito a salvare l’indirizzo nei vostri preferiti (non è necessario crearsi un profilo twitter). Chi vuole potrà anche contattarmi tramite messaggio privato. Sono notoriamente diffidente dei social mainstream, ma ho notato che gli impenitenti di dasolo utilizzano con profitto facebook per tenere informati gli utenti dei loro numerosi cambi di residenza. Una volta tanto prendo io qualcosa da loro.

2. Ho letto solo ora il txt dove Zovvo ci informa della chiusura del suo primo blog. Fortunatamente ne ha subito aperto un altro, trovate l’indirizzo nella solita barra dei link in alto a destra. Non posso fare altro che solidarizzare con Zovvo per quanto gli è successo e pensare che, quasi quasi, il “nostro” multinick è preferibile rispetto a un certo genere di mafiosetti che girano sul web. Auguro a Zovvo di risolvere i suoi problemi, se ha bisogno di una mano sarò sempre lieto di dargliela. Non possiamo rischiare di perdere uno dei pionieri della condivisione in Italia, oltre che persona di ampi orizzonti culturali.

3. Il collettivo militant ha proposto una riflessione molto interessante sul rapporto tra innovazione, progresso e tecnologia,con particolare riguardo alla questione ebook/libro cartaceo: La trovate a questo LINK ARTICOLO MILITANT  Vi invito caldamente a leggere. E, se volete, a condividere con il blog cosa ne pensate a riguardo.

P.s. Ho avuto dei problemi con la nuova infornata che perciò tarderà un pochino.

Natjus