Romano Benini – Il fattore umano. Perché è il lavoro che fa l’economia e non il contrario

Il fattore umano

Quali sono le ragioni dello storico ritardo italiano in tema di occupazione? Perché il tasso di occupazione italiano resta tra i più bassi d’Europa? Il nuovo libro di Romano Benini e Maurizio Sorcioni risponde in modo lucido e puntuale a questi interrogativi, proponendo la tesi che lo sviluppo umano sia il fattore di riferimento che crea le condizioni per lo sviluppo economico e che le difficoltà occupazionali italiane dipendano da mancati investimenti e da politiche sbagliate proprio in tale direzione. Il confronto con il panorama europeo, in particolare l’analisi del modello tedesco, è la chiave per chiarire le criticità del nostro paese. Un sistema in grado di creare opportunità parte dalla capacità di competere per promuovere il fattore umano e quindi il lavoro. Con la crisi, la Germania ha puntato decisamente sui servizi per il lavoro: un investimento puntuale ed efficace, che ha determinato risultati economici che la stessa Germania non aveva conosciuto anche in momenti del passato in cui aveva realizzato forti investimenti, ma in altri settori. Negli stessi anni l’Italia ha invece investito poco e male sulla connessione tra i fattori che creano lavoro: competitività, produttività e sviluppo umano. A frenare la situazione italiana non è solo la politica, ma anche i condizionamenti di dottrine economiche e sindacali spesso sbagliate, oltre che un eccesso di regionalismo che ha danneggiato negli ultimi anni la nostra economia. Il volume propone inoltre un’analisi delle recenti riforme del governo Renzi in materia di lavoro, tentando di chiarire cosa va nella direzione del cambiamento e cosa ancora manca per riuscire a invertire la rotta. La partita si gioca tutta sul terreno delle competenze e di un ambiente in grado di promuovere il fattore umano, una sfida per il nostro paese ancora in buona parte da vincere.

Federico Di Chio – American Storytelling. Le forme del racconto nel cinema e nelle serie tv

American storytelling

Come “sono fatte” e come “funzionano” le storie dei film e delle serie americane? Quali strutture narrative le sorreggono e come si sono evolute negli anni? Quali sono i temi, i valori e i profili di eroismo che le caratterizzano? Il volume intende rispondere a queste domande, indagando le forme del racconto hollywoodiano, dalle origini ad oggi, sullo sfondo del continuo e fitto dialogo fra produzione e consumo, industria culturale e società. Un’analisi originale della macchina mitopoietica di Hollywood che da sempre, mentre racconta una storia, e nel modo più avvincente, sa anche attivare delle operazioni simboliche profonde, capaci di interloquire con la parte più intima della collettività.

Luigi Manconi – La pena e i diritti. Il carcere nella crisi italiana

La pena e i diritti

Attraverso un’analisi socio-giuridica della penalità, il libro propone una riflessione su alcune questioni centrali: il rapporto tra strategie di acquisizione del consenso e allarme criminalità; l’incremento delle fattispecie penali e l’espansionismo penitenziario; la tutela dei diritti fondamentali dei reclusi e la dignità della condizione di privazione della libertà; l’autolesionismo e i suicidi in carcere; la recidiva e la reiterazione del reato; una possibile moralità della pena. Il volume è pensato per studenti e ricercatori, ma anche per gli operatori e chiunque sia interessato a confrontarsi con una delle contraddizioni più acute e dolenti della vita sociale e dello stato di diritto.

Marica Tolomelli – L’Italia dei movimenti. Politica e società nella Prima repubblica

L'Italia dei movimenti

A fronte di una storiografia orientata a fare del Sessantotto il movimento che più di ogni altro ha segnato sviluppi sociali, politici e culturali nella seconda metà del Novecento, l’autrice propone una lettura dei movimenti collettivi nell’Italia repubblicana in un più ampio orizzonte temporale, spaziando dalla seconda metà degli anni Cinquanta per giungere alla prima metà degli anni Ottanta. Ne risulta una ricostruzione che rivisita, ponendoli sotto una nuova luce, alcuni snodi fondamentali dei processi di mobilitazione della società civile e i rapporti che ne scaturirono con le istituzioni – partiti e sindacati in primis –, offrendo nuovi spunti di riflessione sul ruolo dei movimenti all’interno della “Repubblica dei partiti”.

Christine Gross-Loh, Michael Puett – La via. Un nuovo modo di pensare qualsiasi cosa

La Via

Tendiamo a credere che per cambiare la nostra vita si debba pensare in grande. Ma i pensatori della Cina classica direbbero: non dimenticare ciò che è piccolo. Iniziamo a cambiare veramente quando cominciamo con piccoli cambiamenti del nostro modo di vivere. Primo libro nel suo genere, La Via attinge alle opere dei grandi filosofi cinesi dell’età classica per offrirci una guida che ci aiuti a vivere bene. Nello spiegare ciò che i loro insegnamenti consigliano su argomenti come il prendere le decisioni o il migliorare le relazioni con gli altri, La Via sfida alcune assunzioni profondamente consolidate dentro di noi e che informano la nostra società. Il modo in cui pensiamo di vivere le nostre vite non è il modo in cui effettivamente le viviamo. Possiamo vivere bene non tanto «trovando» noi stessi, come vorrebbero farci credere, bensí coltivando noi stessi e vivendo in stretta relazione con il mondo. La Via, con l’aiuto del pensiero cinese classico, ci insegna «un nuovo modo di pensare qualsiasi cosa».

Gianluca Giansante – La comunicazione politica online

La comunicazione politica online

Come usare la rete per costruire un rapporto di fiducia con i cittadini, organizzare la partecipazione e costruire consenso? Come ampliare il pubblico che ti conosce e sostiene la tua causa? Il libro sfata una serie di luoghi comuni sul web: la rete non rende le campagne più automatizzate e distanti, ma fornisce gli strumenti per rimettere le persone e i rapporti diretti al centro del processo politico.

Selena Pellegrini – Il marketing del made in Italy

Questo è un manuale di istruzioni per l’uso rivolto a tutte le imprese del made in italy, agli imprenditori e manager, a chi intende fare una start up “italiana”, agli studenti di management e marketing. Spesso si adattano modalità e strumenti alla promozione del prodotto italiano, si copiano modelli stranieri per lo più anglosassoni, dimenticando che il Made in Italy è già un Brand, anzi un Valore che nessun altro al mondo può vantare di avere. Il problema è che in molti casi questo “valore” non è né percepito né utilizzato da chi fa e gestisce le imprese in Italia, lo è invece all’estero, motivo per cui molti investitori stanno comperando aziende italiane. Ma saranno capaci di valorizzarne l’italianità? Il Marketing del Made in Italy non è solo un titolo ma una “specializzazione” del Marketing stesso. Questo libro intende condividere Tecniche ed Esercizi per vincere su tutti i mercati senza esitazione, superando la globalizzazione perché “all’italiana” è necessariamente “local.