Achille Occhetto – Pensieri di un ottuagenario. Alla ricerca della libertà nell’uomo

Un lungo viaggio tra politica e filosofia. Una riflessione sul tema della libertà e del determinismo attraverso la lezione dei filosofi letti da Achille Occhetto nel corso del tempo. Rilettura non accademica però, ma rivisitazione attraverso l’esperienza umana e politica che per più di cinquant’anni ha fatto Occhetto, il leader che impresse al Partito comunista italiano una svolta epocale quando nel 1989, durante una celebrazione di partigiani alla «Bolognina», sciolse il PCI di cui era segretario fondando il Partito Democratico della Sinistra.
Annunci

Almo Paita – Guido Gozzano. La breve vita di un grande poeta

L’opera poetica di Gozzano ha sempre rivelato una capacità di struggimento e di corrosione che non ha eguali nella poesia italiana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo. Almo Paita disegna la storia di uno dei nostri maggiori poeti, legando al rigore della ricostruzione l’affettuosa intensità della rievocazione. Ci restituisce le persone reali che si celano dietro i personaggi più conosciuti delle sue liriche, insieme al timbro di un’Italia borghese e crepuscolare e al volto di una Torino assorta e vivace, colta in uno dei suoi momenti più vitali.

Mircea Eliade – Le promesse dell’equinozio. Memorie I 1907-1937

cover

Presentiamo qui al lettore italiano la prima parte dei «ricordi» eliadiani, il periodo di formazione intellettuale, vero e proprio «percorso iniziatico», in cui appaiono rivelazioni, tentazioni, «ossessioni» e costanti: l’immaginazione fantastica a un tempo rifugio spirituale e riserva di creatività, il rischio dell’enciclopedismo erudito e quello dell’abbandono al successo letterario raggiunto, l’educazione della volontà attraverso una disciplina autoimposta di ascesi della conoscenza, la lotta contro la minaccia annichilente del Tempo. (Dall’Introduzione)

Reiner Stach – Questo è Kafka? 99 reperti

Questo è Kafka?

Nel corso del lavoro per la sua monumentale biografia di Kafka, Reiner Stach ha isolato novantanove «reperti» che corrispondono ad altrettanti momenti ed episodi, testimoniati dallo scrittore stesso o da suoi amici e contemporanei. Tale mosaico ci mostra un Kafka poco conosciuto: frequentatore di casinò e bordelli, o di un collezionista di foto osé, o in ufficio in preda al fou rire di fronte al sussiegoso superiore, o fra gli appassionati di nuoto e d’aeroplani, o seduto in giostra in mezzo a ragazzine vocianti, ma anche abile falsificatore della firma altrui – si tratti di Thomas Mann o di una sedicenne vagheggiata a Weimar… Fra le sorprese che ci riserva il libro vi è la prima “Lettera al padre”, rivolta ancora ai «Cari genitori», e la piantina dell’appartamento in cui Gregor Samsa si risveglia trasformato in un insetto. Se esilarante è la pubblica lettura della “Colonia penale” in una galleria di Monaco, dove gli astanti cadono in deliquio o fuggono, incapaci di reggere quell’«odore di sangue», mentre Kafka prosegue imperterrito, commovente è la storia delle lettere che lo scrittore attribuisce a una bambola persa in un parco di Berlino, per consolare una bambina in lacrime. Lettere perdute per sempre. Conservato è invece l’appello a Kafka di un infelice messo alle strette dalla cugina che non comprende il senso della “Metamorfosi”.

Benjamin Fondane – Rimbaud la canaglia

Rimbaud la canaglia

Biografia filosofica e spietata resa dei conti esistenziale, questo libro racconta una rivolta assoluta: contro la morale, contro la logica della scienza e delle religioni, contro l’ordine cosmico e contro la morte. Arthur Rimbaud – il veggente e il poeta maledetto, il vagabondo e il mercante d’armi, l’anarchico e il convertito – è il campo di battaglia di forze inconciliabili, diviso tra il rifiuto della vita e la tentazione di annullarsi in essa. È la canaglia che paga con l’abiezione il proprio lucido e insaziabile desiderio. Il pensiero di Benjamin Fondane, poeta e allievo di Šestov, è tutt’uno con la densità e l’urgenza espressiva della sua scrittura. In accesa polemica con le interpretazioni surrealiste e cattoliche, lo scrittore accosta l’esperienza di Rimbaud a quella di Nietzsche, di Kierkegaard e, più ancora, di Dostoevskij e Pascal.