David Harvey – La crisi della modernità

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In questo libro Harvey offre una panoramica della crisi della modernità vista attraverso l’analisi degli anni Ottanta, del “rampantismo” diffuso. È una indagine serrata, che accosta e attraversa il dibattito culturale, la mutata esperienza dello spazio e del tempo, l’arte e l’architettura postmoderna, le trasformazioni del modello fordista, l’internalizzazione delle attività finanziarie e la nuova stratificazione sociale.

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Joris Luyendijk – Nuotare con gli squali: Il mio viaggio nel mondo dei banchieri

Nuotare con gli squali

Joris Luyendijk, giornalista d’inchiesta, s’intendeva di finanza quanto un comune cittadino: poco e niente. Per lui i banchieri erano squali spietati, competitivi, ossessionati dai bonus. Poi ha iniziato a indagare sul loro mondo. Si immerge nella City di Londra, il centro della finanza mondiale, intervistando moltissime persone che gli raccontano la loro quotidianità, l’opinione che hanno di sé, le loro motivazioni. Rompendo il rigido codice del silenzio della finanza, parlano dei titoli tossici e della cultura dei licenziamenti, si confessano impotenti di fronte alla complessità tecnologica e matematica degli strumenti finanziari. E confermano che dalla grande crisi a oggi non è cambiato davvero nulla nelle modalità operative della finanza. Luyendijk ha un’intuizione spaventosa: e se i banchieri non fossero il vero nemico? E se la verità a proposito della finanza globale fosse ancora piú sinistra di quanto si è sempre pensato?

Diego Fusaro – Fichte e l’anarchia del commercio. Genesi e sviluppo del concetto di “Stato commerciale chiuso”

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A partire da una serrata analisi delle pagine dello Stato commerciale chiuso, lo scritto più difficilmente collocabile del percorso fichtiano, Fusaro sostiene, da un lato, la tesi per cui lo stato commercialmente chiuso e portatore di istanze etiche non è in contraddizione con la dottrina jenese dell’estinzione della forma Stato e, dall’altro, mostra come la filosofia ficthiana sia indispensabile per leggere la situazione di crisi politico-econmica globale. L’anarchia commerciale dell’oggi e le eventuali soluzioni possono essere fecondamente inquadrate e, di più, praticate a partire dalla prospettiva fichtiana. La compiuta peccaminosità della globalizzazione – è questo il nome pudico e anodino con cui si contrabbanda oggi l’anarchia commerciale – corrisponde a una inedita fase di sottomissione della politica all’economia a cui la prospettiva fichtiana (il ripristino dell’egemonia politica tramite lo strumento statale) può indubbiamente offrire spunti e suggestioni in vista dell’elaborazione di strategie oppositive.

Hosea Jaffe – Era necessario il capitalismo?

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Il capitalismo era così inevitabile come spesso si afferma e si suppone? Il modo di produzione capitalistico e la sua struttura sociale furono migliori o peggiori rispetto ad altri modi sperimentati dalle società umane? Jaffe cerca la risposta sul piano storico e su quello politico. Ripercorre a grandi tappe la storia delle maggiori aree del mondo e ne mostra le variate linee di sviluppo, interrotte tutte dall’impatto violento con il mondo dei soldati, degli amministratori, degli imprenditori, che dall’Europa e poi anche dagli Stati Uniti d’America si impadronirono dei loro commerci e della loro economia, determinandone le trasformazioni politiche e sociali. Questo dominio produsse innumerevoli vittime, distrusse città e opere d’arte, destrutturò economie e reti di commercio, con un bilancio che resta fortemente negativo per la maggior parte del mondo, che lo subì. Dall’inizio e fino ad oggi, prima il colonialismo, poi l’imperialismo alimentano in modo decisivo il capitalismo occidentale. Questo processo disegna la grande divisione tra i paesi che producono il plusvalore del mondo e i paesi che lo incassano. Marx capì l’importanza essenziale del colonialismo per la nascita del capitalismo, ma, contrariamente a Lenin, gli sfuggì il ruolo determinante che esso continuava ad avere, nella forma dell’imperialismo.

C.B. Macpherson – Libertà e proprietà alle origini del pensiero borghese

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Alle origini del pensiero borghese questo libro rintraccia i presupposti di una crisi che solo oggi viviamo in tutta la sua radicalità. Il concetto di libertà proprio del mondo moderno non è solo quantitativamente limitato dal suo tradizionale riferimento alle classi privilegiate. Esso è intrinsecamente segnato dal carattere possessivo dell’immagine dell’uomo che vi è implicita, prodotto di una ben concreta struttura sociale.

Fernand Braudel – La dinamica del capitalismo

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In una prosa agile ed effervescente, Fernand Braudel traccia in questo libro l’itinerario della lunga avventura che ha portato alla formazione del mondo moderno. Un affresco in cui compaiono tutti i temi dell’ultima grande impresa dello storico francese: i tre volumi di «Civilisation matérielle, économie et capitalisme». Alla luce di una riflessione retrospettiva, stimolante e spesso provocatoria, sul mestiere di storico e le forme della narrazione storica, Braudel costruisce un caleidoscopio di immagini, in cui compaiono insieme il più piccolo dettaglio dei mondi sommersi della vita quotidiana e il grande respiro della storia dell’universo. Dal piccolo mercato di villaggio all’attività delle borse nelle fiere, dalle regolarità dell’economia di mercato alle avventure eccezionali del commercio a Lunga distanza e alle regole del gioco capitalistico nei suoi complessi le gami con le strutture del potere e le gerarchie sociali, Braudel traccia l’evoluzione verticale dei livelli dell’economia e la storia orizzontale delle economie-mondo: nebulose che disegnano la geografia-spazio-temporale della storia mondiale.

John Plender – La verità sul capitalismo. Denaro, morale e mercato

La verità sul capitalismo

«La verità sul capitalismo riesce a mettere in luce i fattori fondamentali dell’attuale economia globalizzata più di qualsiasi altro libro io abbia mai letto… una meraviglia».Tim Montgomerie, «The Times»Storicamente, il capitalismo è stato oggetto di una diffusa e radicata ostilità. Eppure, nel corso della sua ormai lunga storia, ha indubbiamente sollevato dalla miseria molti milioni di persone: in Occidente, grazie alla deprecata economia di mercato, il benessere è costantemente cresciuto e, in Oriente, i paesi emergenti hanno conosciuto negli ultimi decenni uno straordinario sviluppo economico che ha finito per trascinare il mondo intero verso una sempre maggiore prosperità.Eppure, nonostante tutto, il capitalismo continua a essere messo in discussione. Ci sono gli insoddisfatti, gli oppositori moderati, i critici radicali e i nemici giurati, in tutte le molteplici declinazioni, ma in genere quando si pensa al capitalismo non si pensa certo a qualcosa di buono. Denaro e morale difficilmente vanno a braccetto nell’immaginario collettivo.John Plender, notissimo e stimatissimo giornalista del «Financial Times», esplora i paradossi e le insidie di questo sistema economico straordinariamente dinamico, e lo fa partendo da lontano, dalle sue origini nella Venezia mercantile medievale, fino alle bolle speculative del XXI secolo, nelle quali siamo tutt’ora immersi. Lungo il viaggio – scritto con prosa avvincente e facile da seguire –, incontriamo tutti i momenti chiave della storia del capitalismo, come ad esempio la strana vicenda della prima bolla finanziaria della storia – quella dei tulipani nell’Olanda del Seicento – le speculazioni nel mondo dell’arte contemporanea, fino alla complessa e recentissima crisi dei mutui subprime di cui ancora oggi i mercati mondiali pagano le conseguenze.