Michel Onfray – Le saggezze antiche. Controstoria della filosofia – Volume I

coverDa troppo tempo l’accademia ha deciso di destinare all’oblio interi continenti della storia della filosofia; da troppo tempo, continua ad incensare i protagonisti più seriosi e austeri della grande battaglia delle idee. Perché? Perché la storia della filosofia è stata scritta dai vincitori: i vincitori di una lotta che vede contrapposti idealisti e materialisti. Questo primo volume è dedicato all’antichità: gli eroi di questo libro sono dunque Democrito e Diogene, Aristippe ed Epicuro, Lucrezio e Filodemo, e non Paltone e Arostotele.

Consiglio ispirato da Eduardo58.

Michel Onfray – Il cristianesimo edonista. Controstoria della filosofia – Volume II

coverDemocrito e Diogene, Aristippo ed Epicuro non sono di solito considerati i “campioni” della filosofia greca. Eppure, nelle “Saggezze antiche”, Onfray ha dimostrato che non hanno niente da invidiare a Platone e Aristotele. Ora, in questo secondo volume della “Controstoria della filosofia”, Onfray, teorico per eccellenza dell’ateismo, non ha paura di andare a scoprire proprio il lato più nascosto della tradizione medievale: il cristianesimo edonista. In questa rassegna filosofica, pertanto, non si troveranno sant’Agostino né san Tommaso, ma personaggi dei quali non v’è quasi traccia nei manuali ufficiali, come gli gnostici Basilide e Carpocrate, accanto ai più famosi Lorenzo Valla, Marsilio Ficino, Erasmo da Rotterdam. Pensatori molto diversi fra loro, accomunati però dalla lontananza dall’ideale ascetico, da un progetto che rimanda la felicità alla sfera oltremondana; e tenaci propugnatori di un modello di vita che realizzi qui, su questa terra, quella “saggezza felice” che è la vera vocazione di un sapere capace di porsi come arte del “buon vivere”. Il cristianesimo edonista si chiude con l’analisi della figura di Michel de Montaigne, al quale sono riservate le ultime cento pagine.

Michel Onfray – L’età dei libertini. Controstoria della filosofia – Volume III

coverNel terzo volume della sua Controstoria, Michel Onfray affronta la filosofia del Seicento: il Grand Siècle, il secolo di Richelieu e dell’assolutismo, di Luigi IV e di Versailles. Dopo aver tentato di liberare la filosofia antica dall’egemonia platonica e persino quella cristiana da una lettura ascetica, qui Onfray riesce a sottrarre il Seicento all’ipoteca spiritualistica e moderata dei vari Descartes e Pascal, per mettere in luce la natura profondamente sovversiva – anticipatrice delle istanze rivoluzionarie poi realizzate dall’lluminismo e dall’89 – di un gruppo di teorici che del libero pensiero fecero la loro bandiera. Vengono così reinterpretate in una chiave originale non solo figure note alla storiografia ufficiale come Gassendi e Spinoza (ridimensionato il primo, snodo fondamentale della filosofia moderna il secondo), ma soprattutto ci vengono restituiti in tutta la loro grandezza personaggi di eccezionale significato finalmente salvati dalla condanna moralistica o addirittura dall’oblio come Charron, La Mothe Le Vayer, Saint-Evremond, Cyrano de Bergerac. Il lettore sarà sicuramente sorpreso proprio nello scoprire la potenza intellettuale di quest’ultimo: nel personaggio conosciuto per la commedia di Rostand, Onfray ritrova la forza dissacrante e liberatoria del riso, un riso che “apre abissi, spacca il mondo in due, libera una luce di cui si illumina tutto il pensiero progressista degno di questo nome”.

Michel Onfray – Illuminismo estremo. Controstoria della filosofia – Volume IV

coverIn questo nuovo volume della sua Controstoria, Onfray demolisce il mito di un Illuminismo razionalista e materialista, denunciando il carattere assai moderato o persino retrivo di alcuni fra i suoi più celebrati esponenti, e tracciando inedite demarcazioni fra i «buoni» materialisti e edonisti e i «cattivi» idealisti del secolo dei Lumi. Anche se messi all’Indice dal Sant’Uffizio, Voltaire e in fondo anche Diderot rimangono infatti deisti e antiatei, vincolati in maniera ambigua ai ricatti della trascendenza. Kant? Misogino e per di più razzista, come Diderot e Buffon. Sade? Un protofascista, che predica la sopraffazione, lo sfruttamento e il disgusto del corpo. Rousseau poi, oltre che criptoidealista, è un reazionario luddista, contrario alla scienza e favorevole alla cieca obbedienza e all’ignoranza del popolo. Chi è da salvare sono invece gli esponenti di una corrente minore e storicamente perdente dell’Illuminismo “estremista”: pensatori come Meslier, La Mettrie, Maupertuis, Helvétius, d’Holbach, di cui Onfray scrive: «L’immanenza, la terra, l’aldiquà: l’ateismo; la materia, la scienza, il mondo sensibile, l’universo visibile: il materialismo; la felicità, la voluttà, il piacere, il corpo, la carne: l’edonismo; il bene pubblico, il comunitarismo, il comunismo, il socialismo: la rivoluzione. Ecco i mattoni con cui gli ultrà dei Lumi costruiscono il loro edificio».

Michel Onfray – Politiche della felicità. Controstoria della filosofia – Volume V

coverCome rifondare la sinistra? Onfray non ha dubbi: ispirandosi ai coraggiosi filosofi che, nell’Ottocento, seppero ripensare la felicità umana e tradurla in programma politico. L’anarchico Bakunin, gli utopisti Fourier e Owen, il «liberalista radicale» John Stuart Mill, l’utilitarista Jeremy Bentham progettarono infatti nuove umanità liberate, basandosi sui principi della felicità materiale per il massimo numero di persone: un ideale anche oggi perseguibile e da perseguire a fondo. Proseguendo la sua opera di demistificazione di venticinque secoli di storiografia filosofica, Onfray dedica questo suo nuovo libro a mostrare la dimensione utopica degli edonismi liberali ottocenteschi e a sottolineare le potenzialità degli edonismi socialisti, comunisti, libertari e anarchici. Contro un aspetto importante della mitologia marxista, che relega nell’utopia ogni altro pensiero socialista, Onfray riabilita varie forme di socialismo che anticiparono acquisizioni moderne: un socialismo femminista con Flora Tristan, individualista con Stuart Mill, sperimentale con Owen, gnostico dionisiaco ed ecologico con Fourier, libertario con Bakunin. Un inno all’epoca filosofica che ha saputo immaginare futuri possibili forse più di ogni altra; una dimostrazione definitiva della validità e della fecondità del pensiero di tanti dei suoi filosofi cosiddetti minori.

Michel Onfray – Schopenhauer, Thoreau, Stirner: Le radicalità esistenziali. Controstoria della filosofia – Volume VI

coverTre modelli di costruzione filosofica dell’individuo per una resistenza alla massificazione dei nostri giorni: così Onfray intende questo volume, il sesto, della sua monumentale Controstoria della filosofia. Henry David Thoreau mostra che la natura può e deve darci lezioni: contro la tecnica, la modernità, il giornalismo, la società dei consumi, la città, la banca, l’industria, il filosofo propone l’amore del lago Walden, le passeggiate, la solitudine, la frugalità, l’ecologia, la ribellione libertaria, la costruzione di una casa con le proprie mani, l’autosussistenza; modelli: il boscaiolo, l’indiano, il selvaggio. Arthur Schopenhauer formula la filosofia pessimista più compiuta, ma vive secondo i principi di un epicureismo teorizzato nell’Arte di essere felici, opera che permette di scoprire un pensatore tutt’altro che cupo, innamorato della vita e… edonista! Infine, ne L’Unico e la sua proprietà, Max Stirner pone le basi di un uomo postcristiano affermandone la potenza e anticipando un certo Nietzsche… Fu Thoreau a scrivere la celebre frase: «Oggi esistono molti professori di filosofia, ma filosofi nessuno»: bene, è proprio questa la sfida che Onfray raccoglie con la propria opera: riportare la filosofia nella vita – e questo libro è un invito a ciascuno a creare e a condurre una vita pienamente filosofica.

Michel Onfray – Nietzsche e la costruzione del superuomo. Controstoria della filosofia – Volume VII

coverIl XIX è stato il secolo delle Masse e degli Individui: del movimento operaio e dei capitani d’industria, dei rivoluzionari e dei dandy, di Bakunin e Oscar Wilde, di Marx e Baudelaire. Ma è stato anche il secolo di Friedrich Nietzsche: l’epoca della morte di Dio e della nascita del Superuomo. Dopo Politiche della felicità e Le radicalità esistenziali, in quest’ultimo fra i volumi dedicati al XIX secolo, Michel Onfray ripercorre la vicenda di due pensatori che hanno rivolto tutte le energie del loro corpo sofferente al conseguimento di una esistenza sublime e di una morale post cristiana: Jean-Marie Guyau e soprattutto il suo più grande maestro, Friedrich Nietzsche. Una lettura vitalistica del mondo dirige il «dinamitardo di Röcken» nell’ostinata ricerca dell’espansione dell’essere, del puro piacere di esistere e di sperimentare la potenza dell’esistere. Da vitalista tragico, però, egli crede che la natura sia un caos di forze, un vortice di energie, in cui trionfa la guerra di tutti contro tutti. Per questo al padre del superuomo è stata spesso imputata l’apologia dell’assolutismo feudale, la difesa dell’imperialismo, nonché (a causa delle falsificazioni della sorella) la genesi del nazismo. Sotto la penna di Onfray, scopriamo invece un prosecutore della tradizione epicurea, un libertario che promuove una saggezza esistenziale personale, ma praticabile da tutti, senza distinzioni: abolire i dietromondi, dire di sì al proprio destino, fare della vita un’opera d’arte.