Arthur C. Danto – Che cos’e l’arte

Che cos'è l'arte?

In questo suo ultimo volume, uscito pochi mesi prima della sua scomparsa, il famoso critico Arthur C. Danto risponde alla fondamentale e complessa domanda “Che cos’è l’arte?”. Monografia filosofica e riflessione biografica allo stesso tempo, la raccolta di saggi che compongono il volume vuole confutare la diffusa interpretazione di arte come “concetto indefinibile” per individuarne invece le proprietà e i significati universali. Rifacendosi al pensiero filosofico di Descartes, Kant e Hegel, Danto supera il concetto estetico e conclude che l’opera d’arte è sempre definita da due elementi fondamentali, il significato e la sua rappresentazione materica, a cui si aggiunge il contributo dello spettatore, l’interpretazione. Le argomentazioni di Danto, quanto mai attuali nello scenario artistico internazionale dei giorni nostri, spaziano tra generi ed epoche – Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol – in un’estesa disamina della produzione artistica: partendo dalla definizione di arte che Platone fornisce nella Repubblica, il critico si addentra nell’evoluzione artistica vista come una serie di scoperte che includono la prospettiva, il chiaroscuro e la fisiognomica, per giungere all’affascinante trattazione delle famose scatole di Andy Warhol, visivamente indistinguibili dagli oggetti quotidiani che rappresentavano.

Tomaso Montanari – A cosa serve Michelangelo?

DocumentoC’è un’idea – di casa persino al ministero dei Beni culturali italiano in questi anni – secondo cui l’Italia potrebbe diventare una grande “Disneyland culturale”: ma è davvero a questo che serve il tessuto artistico e paesaggistico che abbiamo ereditato e che stiamo rovinando? Per rispondere, si può partire dalla storia di un crocifisso attribuito a Michelangelo e acquistato dal governo Berlusconi per più di tre milioni di euro: raccontarla significa parlare del potere del mercato, dell’inadeguatezza degli storici dell’arte, della cinica manipolazione dei politici e delle gerarchie ecclesiastiche, del perverso sistema delle mostre, del miope opportunismo dell’università e della complice superficialità dei mezzi di comunicazione. Il degrado del ruolo della storia dell’arte nel discorso pubblico accompagna la metamorfosi del ruolo del patrimonio storico e artistico: da gratuito strumento di crescita culturale garantito dalla Costituzione, a parco dei divertimenti a pagamento.

Tomaso Montanari – Le pietre e il popolo

CoverPerché il valore civico dei monumenti è stato negato a favore del loro potenziale turistico, e quindi economico? Perché la «valorizzazione» del patrimonio culturale ci ha indotti a trasformare le nostre città storiche in «luna park» gestiti da avidi usufruttuari? Lo storico dell’arte Tomaso Montanari ci accompagna in una visita critica del nostro paese: dallo showroom Venezia, a una Roma dove si delira di piste di sci al Circo Massimo, a una Firenze dove si affittano gli Uffizi per sfilate di moda e si traforano gli affreschi di Vasari alla ricerca di un Leonardo inesistente, a una Napoli dove si progettano megaeventi mentre le chiese crollano e le biblioteche vengono razziate, all’Aquila che giace ancora in rovina mentre i cittadini sono deportati nelle new town, scopriamo che l’idea stessa di comunità è stata corrotta da una nuova politica che ci vuole non cittadini partecipi ma consumatori passivi. Le pietre e il popolo non è solo un durissimo pamphlet contro la retorica del Bello che copre lo sfruttamento delle città d’arte, ma è un manuale di resistenza capace di ricordarci che la funzione civile del patrimonio storico e artistico è uno dei principi fondanti della nostra democrazia, e che l’Italia può risorgere solo se si pensa come una «Repubblica basata sul lavoro e sulla conoscenza».

Stefano Poggi – L’anima e il cristallo. Alle radici dell’arte astratta

cover01Nei primi vent’anni del Novecento si producono in Europa mutamenti culturali radicali, i cui effetti giungono sino ai nostri giorni. Decisiva in quella fase appare l’influenza di due personaggi come Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche, un’influenza profonda e diffusa perché si esercita soprattutto al di fuori dell’arena filosofica. Nella scia del loro pensiero si forma la convinzione che sia necessario ripensare nei suoi stessi fondamenti il rapporto tra l’uomo e la natura, tra la scienza e l’arte. Il libro racconta una stagione culturale in pieno fermento, che vede accomunati nella stessa visione utopica e ansia di rinascita personaggi come Lukàcs, Bloch, Simmel, Rilke, Wittgenstein, Schònberg, Klee: tutti in varia misura segnati dalla consapevolezza di un mutamento epocale che ebbe il suo avvio decisivo negli anni Dieci, con la nascita dell’arte astratta.

Consiglio a cura di U.s.A.

Maurizio Lazzarato – Marcel Duchamp e il rifiuto del lavoro

cover._Nella storia dell’umanità nessuna generazione ha sacrificato più tempo al lavoro quanto quelle che hanno avuto la sfortuna di nascere sotto il capitale. Ogni invenzione tecnica, sociale e scientifica, anziché liberare del tempo, non fa che estendere l’impresa del capitale sulle nostre temporalità. L’arte è dentro la divisione sociale del lavoro come ogni altra attività. Da questo punto di vista essere artista è una professione o una specializzazione come un’altra, ed è proprio questa ingiunzione a occupare, con il corpo e con l’anima, una posizione, un ruolo, un’identità, l’oggetto del rifiuto categorico e permanente di Marcel Duchamp.

Consiglio a cura di U.s.A.

Boris Groys – Art power

cov_La gamma di argomenti affrontati in “Art Power” è impressionante. In saggi e conferenze degli ultimi dieci anni Groys affronta il passaggio del potere dal critico al curatore, la sostituzione dell’opera d’arte con la sua documentazione, il modo in cui i media non confermano la visione di Walter Benjamin di un mondo-specchio di copie ideali ma hanno sepolto il simulacro postmoderno con una profusione di originali. Si tratta di temi già trattati altrove, ma raramente si arriva alle penetranti conclusioni alle quali giunge Groys.

Consiglio a cura di U.s.A.

Salvatore Settis – La Tempesta interpretata. Giorgione, i committenti, il soggetto

covPubblicato nel 1978, più volte ristampato e tradotto in sei lingue, questo libro diventò e resta un riferimento obbligato nei dibattito sui metodi della storia dell’arte. Attraverso un esperimento di lettura dei due quadri più famosi e più controversi di Giorgione, la Tempesta e i Tre Filosofi, esso propone una riflessione sul carattere dell’argomentazione, le oscillazioni interpretative e lo statuto della prova nell’analisi iconografica, ma anche nello studio delle letture precedenti di quei dipinti e dei rispettivi approcci critici.

Consiglio a cura di Devozioneperpetua.