Lucio Bianco, Paolo D’Anselmi – Il vantaggio dell’attaccante. Ricerca e innovazione nel futuro del Belpaese

Il vantaggio dell'attaccante

«La capacità di competere delle nostre aziende dovrà fondarsi sempre più su innovazione e qualità dei prodotti. Occorre saper fare cose nuove o fare in modo nuovo cose tradizionali. E soprattutto occorre sfruttare il “vantaggio dell’attaccante”: vedere cosa fanno i migliori, per copiarne politiche e management. Prima di inventare cose nuove, conviene cercare di seguire gli altri con saggezza». In tempi di crisi economica, la discussione sulla ricerca scientifica langue. Eppure niente come la ricerca può rilanciare l’economia sul lungo periodo, conseguendo un miglioramento strutturale e duraturo: il modello dello «sviluppo senza ricerca», su cui si è basato prevalentemente il nostro paese nel passato, ha perso ormai validità. È su questi temi che riflette Lucio Bianco, insieme a Paolo D’Anselmi, con uno sguardo focalizzato sul contesto attuale della ricerca in Italia e nel mondo, attraverso un confronto dettagliato con alcuni paesi che è bene tenere sotto osservazione: questi costituiscono modelli vincenti, da seguire e fare nostri, tenendo conto non solo delle debolezze, ma anche dei tanti punti di forza di cui disponiamo. Ne emerge un quadro sorprendente, che ribalta diversi luoghi comuni – tra tutti quello della cosiddetta «fuga dei cervelli», che si rivela fenomeno mediatico più che specchio veritiero della situazione italiana – e consente di cogliere gli elementi da salvare e quelli su cui intervenire. Dall’analisi scaturisce una serie di proposte operative, anche eterodosse, rivolte alla politica e alla stessa comunità scientifica.

Romano Benini – Il fattore umano. Perché è il lavoro che fa l’economia e non il contrario

Il fattore umano

Quali sono le ragioni dello storico ritardo italiano in tema di occupazione? Perché il tasso di occupazione italiano resta tra i più bassi d’Europa? Il nuovo libro di Romano Benini e Maurizio Sorcioni risponde in modo lucido e puntuale a questi interrogativi, proponendo la tesi che lo sviluppo umano sia il fattore di riferimento che crea le condizioni per lo sviluppo economico e che le difficoltà occupazionali italiane dipendano da mancati investimenti e da politiche sbagliate proprio in tale direzione. Il confronto con il panorama europeo, in particolare l’analisi del modello tedesco, è la chiave per chiarire le criticità del nostro paese. Un sistema in grado di creare opportunità parte dalla capacità di competere per promuovere il fattore umano e quindi il lavoro. Con la crisi, la Germania ha puntato decisamente sui servizi per il lavoro: un investimento puntuale ed efficace, che ha determinato risultati economici che la stessa Germania non aveva conosciuto anche in momenti del passato in cui aveva realizzato forti investimenti, ma in altri settori. Negli stessi anni l’Italia ha invece investito poco e male sulla connessione tra i fattori che creano lavoro: competitività, produttività e sviluppo umano. A frenare la situazione italiana non è solo la politica, ma anche i condizionamenti di dottrine economiche e sindacali spesso sbagliate, oltre che un eccesso di regionalismo che ha danneggiato negli ultimi anni la nostra economia. Il volume propone inoltre un’analisi delle recenti riforme del governo Renzi in materia di lavoro, tentando di chiarire cosa va nella direzione del cambiamento e cosa ancora manca per riuscire a invertire la rotta. La partita si gioca tutta sul terreno delle competenze e di un ambiente in grado di promuovere il fattore umano, una sfida per il nostro paese ancora in buona parte da vincere.

Sergio Cesaratto – Sei lezioni di economia: Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne)

Sei lezioni di economia

Questo libro si rivolge a chi in questi anni non ha accettato le spiegazioni convenzionali di una crisi devastante e l’idea che «siamo un Paese corrotto, fortuna che Europa ed euro ci fan rigare dritti». Da Adam Smith a Schäuble, l’ambizione del volume è di intrecciare la teoria economica alle drammatiche vicende della crisi europea, dell’euro, del declino del nostro Paese. Non basta prendersela col “neoliberismo”, le “banche malvagie”, la “finanza speculativa” o la “corruzione”. Si deve scavare nelle fondamenta della teoria convenzionale che è dietro le politiche monetarie e fiscali europee, la deregolamentazione finanziaria, lo smantellamento dei diritti sociali (le cosiddette “riforme strutturali”), il mercantilismo tedesco.Muovendo dalle teorie di Sraffa e Keynes e dalla letteratura eterodossa, il volume mostra la debolezza di quelle fondamenta e la natura conservatrice della costruzione europea. Analisi economica critica e realismo politico ci suggeriscono che, sfortunatamente, un’“altra Europa” non è possibile in quanto le entità politiche e monetarie sovranazionali hanno un’insopprimibile impronta liberista, e sono funzionali a smantellare gli spazi nazionali in cui si esprime il conflitto sociale che, se regolato, è il sale della democrazia.

Aldo Geuna, Federica Rossi – L’università e il sistema economico

L'università e il sistema economico

L’obiettivo principale di questa originale ricerca è quello di offrire fondamenta concettuali e statistiche al dibattito sui molteplici contributi che il sistema universitario può fornire al sistema economico. La novità sta nell’affrontare questo tema in maniera integrata, considerando l’intero spettro delle attività svolte dagli atenei (didattica, ricerca e trasferimento di conoscenze), e nell’adottare un approccio secondo il quale gli atenei, così come gli individui che vi lavorano e studiano, rispondono a incentivi analizzabili all’interno di un modello di tipo economico.

Luigi Spaventa – Contro gli opposti pessimismi. Per uscire dal declino e dalla crisi

Contro gli opposti pessimismi. Per uscire dal declino e dalla crisi

“Contro gli opposti pessimismi” raccoglie i saggi di Luigi Spaventa pubblicati tra il 2002 e il 2011. Accanto ai fondamenti teorici ed empirici delle sue idee, il grande economista espone con estrema chiarezza le linee guida, i criteri e gli strumenti con cui si sarebbero dovute e potute affrontare le questioni cruciali di fronte alle quali si è trovata e si trova tuttora la politica economica italiana ed europea. Le sue critiche pungenti permettono di maturare una migliore comprensione delle ragioni del declino non solo economico, ma anche sociale e culturale, che affligge il nostro Paese. Sempre accompagnate da proposte concrete e dalla continua ricerca di soluzioni praticabili, le analisi di Spaventa sono vitali per capire le trasformazioni profonde vissute dal capitalismo italiano e le principali sfide che dovremo affrontare nel prossimo futuro.

Tancredi Bianchi – Attacco all’Occidente

Attacco all'Occidente

Le crisi finanziarie si trasformano in crisi dell’economia reale. Ed è esattamente ciò che è accaduto con quella iniziata nel 2007 con gli ormai famosi mutui subprime. Una crisi che è andata complicandosi per diversi motivi, geopolitici e geoeconomici. Al punto che oggi tanti accadimenti inducono a pensare a un attacco al mondo occidentale. Al tentativo di ridimensionarne il peso. Come rispondere a questo stato di cose? Le politiche, soprattutto monetarie, messe in atto finora sono d’aiuto o potrebbero nel tempo avere ripercussioni negative superiori ai benefici? In questa splendida lezione – destinata soprattutto, ma non solo, alle generazioni troppo giovani oggi per comprendere appieno la situazione che stiamo vivendo – l’Autore ripercorre gli avvenimenti dell’ultimo decennio e li analizza nel più ampio contesto di un mondo che nel frattempo si è globalizzato – fors’anche troppo velocemente – e sta vivendo una vera e propria rivoluzione tecnologica.