Carlo Serra – La voce e lo spazio. Per un’estetica della voce.

La voce e lo spazio

I suoni hanno la capacità di permeare lo spazio che ci circonda, caratterizzando i paesaggi e gli stati d’animo. Sono alle origini delle prime forme di vocalità e influenzano anche gli esiti più rappresentativi della musica contemporanea. La voce e lo spazio è un libro sulla musica, che spiega come le intonazioni vocali possano descrivere un ambiente o un’atmosfera. Carlo Serra esamina le interazioni fra lo spazio e la voce, trasportando il lettore in un mondo di affascinanti sonorità. Il volume è corredato da numerosi esempi sonori commentati, scaricabili dalla rete.

Annunci

Benjamin Fondane – Falso Trattato di estetica. Saggio sulla crisi del reale

Falso Trattato di estetica

Apparso per la prima volta nel 1938 e rimasto per molto tempo inosservato, il Falso Trattato di estetica di Benjamin Fondane fu ripubblicato in Francia nel 1998, a cento anni dalla nascita dell’Autore. Non senza subire l’influsso del pensiero di Lev Šestov (che Fondane aveva conosciuto a Parigi nel 1924), quest’opera brillante e anticonformista intende reagire all’estetica istituzionale che, sottoponendo la poesia al controllo della ragione, la sradica dalla concreta e palpitante realtà dell’esistenza. Un progetto simile doveva inevitabilmente dare luogo a un trattato che suonava “falso” per più d’una ragione. Falso perché parlava della poesia come di un atto di forte partecipazione alla vita e ne proponeva una visione per l’appunto “falsa” dal punto di vista delle codificazioni ufficiali. Falso perché era scritto in uno stile che falsificava e vanificava tutte le aspettative della trattatistica convenzionale. Falso perché, attraverso un’innovativa esaltazione della poesia, mostrava che «il falso è ontologicamente piú ricco del vero». Traduzione dal francese di Luca Orlandini Prefazione di Olivier Salazar-Ferrer vice presidente dell’Association Benjamin Fondane

Alessandro Dal Lago, Serena Giordano – Fuori cornice. L’arte oltre l’arte

coverIl mondo dell’arte è circondato da esperienze artistiche non ufficiali, popolari, religiose, marginali di cui raramente la critica e la storia dell’arte si interessano. In questo libro si analizzano opere ed esperienze creative che potrebbero tranquillamente essere collocate in quel mondo. Tre sono i casi studiati: l’arte votiva, l’outsider art e la street art, a ognuno dei quali è dedicato un capitolo. L’arte votiva è ignorata negli aspetti più contemporanei, ma visitando un qualsiasi santuario in Italia ci si può imbattere anche in linguaggi diversi dalla pittura figurativa: fotografia, installazioni, ready made, opere concettuali. All’arte degli outsider è sempre negata la consapevolezza del loro lavoro, e questo li separa definitivamente dai colleghi cosiddetti sani e liberi. La street art è spesso compromessa con la dimensione dell’arte ufficiale quando smette di essere tale ed è trasferita sulle pareti di una galleria d’arte. Il volume riconosce e discute le potenzialità di questi tre campi limitrofi, al fine di rendere più ricca la discussione del rapporto tra arte ed espressione umana.

Consiglio ispirato da U.s.A.

William Hogarth – L’analisi della bellezza

cover._William Hogarth (1697-1764), pittore e incisore, autore di stampe satiriche, dipinti di “storia comica” e “moderni soggetti morali”, è uno dei rappresentanti della cultura artistica del Settecento. Scritto in simbiosi con il suo polemico lavoro artistico, il suo saggio ha esercitato un grande influsso nell’estetica moderna ed ha ottenuto il favore costante di generazioni di studiosi. Le ragioni del succeso consistono nel fatto che Hogart decostruisce i modelli teorici che la tradizione aveva assegnato al concetto di bello e li sostituisce con gli esiti di un’analisi formale, coniugando teoria e pratica e affidando la convalida a centinaia di icone esemplificatrici racchiuse in due illustrazioni.

Giangiorgio Pasqualotto – Estetica del vuoto. Arte e meditazione nelle culture d’Oriente [Pdf scan]

coverL’Occidente rimane spesso sconcertato di fronte alle forme prodotte dalle arti tradizionali di Cina e Giappone. La ricerca di Giangiorgio Pasqualotto intende superare questa sorta di smarrimento delineando l’esperienza del vuoto come fonte primaria di alcune fondamentali forme d’arte che hanno reso celebri e del tutto originali quelle tradizioni: la cerimonia del tè, la pittura ad inchiostro, la poesia haiku, l’ikebana, l’arte dei giardini secchi, il teatro no. Andando alle radici dell’esperienza del vuoto si scopre che essa emerge, ancora prima che da riflessioni teoriche, da una pratica di meditazione che può realizzare condizioni di vuoto produttivo nella mente, nel cuore e nel corpo non solo dell’artista ma anche di chi ne apprezza le opere.

Autori Vari ( a cura di Carboni M., Montani P.) – Lo stato dell’arte. L’esperienza estetica nell’era della tecnica [Epub – Mobi]

coverL’impatto tra l’arte e le nuove tecnologie elettroniche (dalla computer graphics alla realtà virtuale) è attualmente oggetto di un dibattito esteso a una quantità di saperi e discipline. Ma come è cambiata la natura stessa dell’arte? Come è cambiata la nostra percezione della sua tradizionale funzione di “produzione del nuovo”? La pratica artistica può ancora considerarsi come in passato l’esempio più eminente della creatività umana? Massimo Carboni e Pietro Montani hanno raccolto le pagine di venti maestri sul tema del rapporto tra arte e tecnica. Tra questi: Valéry, Brecht, McLuhan, Heidegger, Adorno, Baudrillard, Maldonado, Lévy.

Grazie a LNDDQNLD per la scansione di partenza.