Jan Patocka – Platone e l’Europa

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Il presente volume, frutto di un seminario privato tenuto da Patocka nel 1973, è un saggio particolarmente significativo del suo pensiero filosofico che si muove nel solco della fenomenologia per spaziare a una più vasta riflessione sul destino dell’Europa. Lo squilibrio del mondo attuale è, secondo Patocka, da attribuire all’Europa, al suo dominio mondiale prima e alla sua autodistruzione con le due guerre mondiali poi. Ma la fine dell’Europa diventa l’occasione per interrogarsi sull’origine di questa realtà storica e anche per verificare se da essa sia possibile trarre qualcosa di valido anche per noi “in modo da farci concepire nuove speranze, in modo da permetterci di non disperare del futuro”.

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Paolo Viola – L’Europa moderna. Storia di un’identità

L'Europa moderna. Storia di un'identità

In età moderna gli europei conquistarono, e persero poi, l’intero pianeta, non prima di averlo trasformato irreversibilmente, e avergli trasmesso alcuni dei loro valori fondamentali, che furono anche le armi di quella conquista, e cioè il capitalismo, lo Stato complesso e il pluralismo.Armi e caratteri che definiscono le società europee come generalmente più flessibili di altre. Partendo da questa constatazione Paolo Viola sviluppa alcune considerazioni. La prima è che per intraprendere quella conquista gli europei disponevano di alcuni elementi che, apparentemente deboli, si sarebbero rivelati punti di forza: una Chiesa rivale della politica, in continua competizione per il potere; un ceto dirigente militare fondato sulla nascita e la proprietà terriera quasi sempre ribelle; una straordinaria pluralità di tessuti urbani, di ordinamenti giuridici, di parti politiche in confitto fra loro. La seconda è che questi prodotti culturali disordinati, plurali, e complessi rafforzarono in gran parte dell’Europa la cosiddetta società civile come contrappeso all’inevitabile rigida fragilità della politica. La terza è che l’età moderna culmina alla fine dell’Ottocento, nella cosiddetta età dell’imperialismo, prima dell’incredibile suicidio europeo della Grande Guerra. Di conseguenza, non è più molto interessante definire l’età contemporanea come completamento del moderno, ma semmai distinguere la modernità da un tempo postmoderno che si apre con le due guerre mondiali e coincide col relativo tramonto dell’Europa e col parziale fallimento della sua identità.

Jan Zielonka – Disintegrazione. Come salvare l’Europa dall’Unione europea

Disintegrazione

Bruxelles non pare capace di guidare l’Europa verso un futuro migliore. Berlino non sembra disposta a farlo. L’alternativa alla disintegrazione è un’Europa ricostruita dal basso. L’Unione Europea prometteva di assicurare la prosperità attraverso l’integrazione, ma è diventata simbolo di austerità, di conflitto, di perturbazioni sociali e politiche scaturite dalla crisi economica che non è riuscita ad arginare. Pensare un nuovo modello di integrazione che guardi oltre le regole di bilancio e i problemi di leadership è un’esigenza che non possiamo più rinviare. Se l’Unione Europea può fallire, l’integrazione deve proseguire. Zielonka ci incita a pensare con coraggio e creatività un’unità radicalmente diversa da quella attuale. La sua proposta è un nuovo modello di integrazione: funzionale, polifonico, democratico, efficace. Zielonka offre una nuova e rigenerante visione del futuro dell’Europa, in linea con il motto dell’Unione Europea: uniti nella diversità. Giuliano Amato Un libro provocatorio, ricco di idee, che arriva nel momento cruciale per il futuro dell’integrazione europea. Lionel Barber, “Financial Times” Un libro affascinante, che fa pensare. Cambierà la nostra visione dell’Unione Europea. Josef Joffe, “Die Zeit”

Jack Goody – Eurasia. Storia di un miracolo

coverL’idea di un predominio europeo nella storia mondiale ha ispirato molte teorie della società e della cultura. Si riteneva che dall’antichità al capitalismo, attraverso feudalesimo e Rinascimento, vi fosse una progressione lineare che in Europa aveva trovato compimento. Ancora oggi molti credono in un “miracolo” europeo cui sarebbe dovuta la supremazia globale dell’Occidente. Goody smantella sistematicamente questa visione eurocentrica. Se un miracolo si è davvero dato, ha avuto per protagonista non l’Europa, ma l’Eurasia, a partire dalla rivoluzione urbana e dall’invenzione della scrittura, che interessarono Medio Oriente, Cina e India ben prima del nostro continente. Iniziò così uno scambio di esperienze e conoscenze tra Oriente e Occidente che li ha visti alternarsi nel ruolo di leadership. Se con il Rinascimento l’Europa avviò, grazie soprattutto alla secolarizzazione della cultura, un lungo ciclo di crescita, questa supremazia sembra oggi giunta ad esaurimento, con il ritorno del testimone nelle mani dell’Oriente.

Consiglio ispirato da jgcarb.

Richard J. Overy – Crisi tra le due guerre mondiali (1919-1938) [Epub – Mobi]

coverIl ventennio fra le due guerre è un periodo di profonda crisi, contrassegnato da dispute irrisolte e da un diffuso caos economico e politico. Il riacutizzarsi delle tensioni internazionali con gli assetti della pace di Versailles; la rivoluzione russa e le sue conseguenze sulla lotta politica negli altri paesi; la modernizzazione e le spinte reazionarie che essa generò in tutta Europa; il grande crollo finanziario del 1929; la diffusione di regimi totalitari: il volume ricapitola le componenti storico-politiche di tale crisi e ne indica con chiarezza le conseguenze sulla successiva storia mondiale.

Grazie a Julio per la scan di partenza.