Thomas Browne – Religio medici

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Per i suoi contemporanei, Thomas Browne fu un grande antiquario, un medico illustre e, soprattutto, un wit, definito volta a volta pedante o ironico, scienziato retrivo o promotore entusiasta della scienza nuova. Le sue opere sollevarono dispute teologiche e scientifiche, eruditi gli chiedevano consigli su disparate questioni. I lettori più moderni, a partire da Lamb, Coleridge, De Quincey, fino a Borges, scoprirono che Browne poteva essere considerato innanzitutto come letterato; che il fascino della sua prosa era, in certo modo, ineguagliato nella letteratura inglese; che l’astrusità delle sue preoccupazioni rendeva i suoi scritti ancor più rari e curiosi; che l’aura del remoto avvolgeva ogni pagina. Così Browne divenne uno scrittore per raffinati, una preziosità letteraria, una felice aberrazione. La sua opera – elusiva, fondata su di una cultura composita e scritta in una cadenza naturalmente religiosa e cerimoniale – si presenta come una complessa figura sul punto di disfarsi, come un mosaico le cui tessere stiano per essere separate e disperse.

Louis Althusser – Filosofia e filosofia spontanea degli scienziati

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Dedicate al rapporto tra filosofia e scienze e alla critica delle ideologie (dell’idealismo) che si connettono alla pratica scientifica, queste lezioni, tenute all’Ecole normale come introduzione ad un Cours de philosophie pour scientifiques alle soglie del Maggio parigino del ’68, si collocano in una fase di transizione della ricca e articolata riflessione teorica di Althusser. Con esse, infatti, viene avviato il processo di rettifica della « deviazione teoricista» di Per Marx e Leggere il Capitale, attraverso cui la definizione della filosofia come « Teoria della pratica teorica » si trasforma nel suo opposto: nella dominanza della funzione pratica sulla funzione teoretica all’interno della filosofia.

Pedro De alcantara Figueira – Nascita della scienza moderna. Descartes e il materialismo rivoluzionario

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Lo storico e filosofo brasiliano Pedro de Alcântara Figueira offre una prospettiva inedita sulla filosofia e la vita di Descartes dalla quale emerge la figura di un rivoluzionario capace di definire e difendere le idee della nuova classe borghese in ascesa nella lotta sempre più cruenta che si stava delineando contro gli assetti feudali, incamminati sulla strada del tramonto, ma ancora capaci di costituire un pericolo, non solo per le idee di chi si poneva a difesa del nuovo sistema sociale nascente, ma anche per la libertà e la vita stessa di questi coraggiosi al eri del nuovo mondo che andava affermandosi. Cartesio in questa lotta all’ultimo sangue fra due forme di civiltà incompatibili è un protagonista attivo. Il metodo cartesiano è nuovo perché nasce dall’azione e dalla lotta di classi sociali nuove e lo steso “dubbio” non è mero e innocuo espediente metodologico, ma esprime la necessità di dubitare delle verità espressione di un sistema di dominio che deve essere superato.

Paolo Rossi – La nascita della scienza moderna in Europa

La nascita della scienza moderna in Europa

Le idee, i drammi, i personaggi, le contraddizioni che coesistono nel secolo e mezzo in cui avviene il parto difficile della scienza.   «Un esempio mirabile di facilità, trasparenza, precisione nel dominare una materia immensa come quella del progressivo affermarsi, nei diversi paesi europei, dell’immagine del mondo impostasi a partire dalla “rivoluzione scientifica” del Seicento». Armando Massarenti “il Sole 24Ore”

Hans Jonas – Tecnica, medicina ed etica

Tecnica, medicina ed etica

Il “principio di responsabilità” esercita la sua giurisdizione tra i due estremi della condizione umana, la natalità e la mortalità. Ed è a questioni di nascita e di morte che viene qui applicata la macroetica per la civiltà tecnologica di Hans Jonas. In questi saggi il filosofo privilegia le tematiche inerenti all’ambito della bioetica medica, discutendo i problemi connessi alla sperimentazione su soggetti umani e alla manipolazione genetica, alla nuova definizione di morte e alle tecniche di fertilizzazione in vitro, al prolungamento artificiale della vita e al diritto di morire.

John Losee – Filosofia della scienza

Filosofia della scienza

Quali caratteristiche distinguono l’indagine scientifica da altri tipi di indagine? Quali procedure dovrebbero seguire gli scienziati quando indagano la natura? Quali condizioni devono essere soddisfatte perché una spiegazione scientifica possa essere ritenuta corretta? Qual è lo status cognitivo delle leggi e dei princìpi scientifici?Filosofia della scienza, tradotto in dodici lingue e ora proposto dal Saggiatore in una nuova edizione aggiornata, presenta al lettore non specialista, con rigore metodologico e chiarezza espositiva, le tappe principali attraverso cui si è snodata nei secoli la storia di questa disciplina. Il percorso comincia con Aristotele, che codificò il sillogismo ed elaborò il metodo induttivo-deduttivo, e prosegue con l’orientamento dei pitagorici, assertori dell’armonia matematica in natura, e con l’atomismo democriteo, per approdare al Medioevo e al rasoio di Ockham. Da lì apre alla scienza moderna – dominata dalla rivoluzione copernicana e dalle leggi di Keplero – e alle teorie fondanti come il Cogito cartesiano, lo scetticismo e l’empirismo di Hume, fino alla falsificabilità di Popper, alla morte dell’ortodossia secondo l’anarchico Feyerabend, al dibattitocontemporaneo sul realismo scientifico.Filosofia della scienza è il prontuario essenziale per chiunque voglia conoscere tutte le domande ele risposte dei più importanti filosofi e scienziati che negli ultimi tre millenni si sono pronunciati per la comprensione dell’universo.