Francesco Saverio Festa – Das ressentiment. Da Nietzsche a Scheler: quale edificazione della morale?

Dopo la comparsa nel 1913 di “Der Bourgeois” di Werner Sombart, in ambito mitteleuropeo si sviluppa un intenso dibattito sullo spirito della modernità. Per Sombart lo “spirito del capitalismo”, fenomeno complesso legato a un particolare “tipo biopsichico” d’uomo, ha assunto ormai una funzione decisiva. Nell’analisi della modernità, molti pensatori – da Nietzsche a Buber e Troeltsch, da Simmel a Max Weber e Max Scheler, da Bultmann a Leo Strauss vedono nell’etica protestante lo sfondo religioso della “secolarizzazione” del mondano, che avviene anche attraverso il cambiamento di alcuni “stati emozionali” della vita quotidiana. Scheler, in particolare, concorda con Nietzsche nella “scoperta del risentimento” quale fonte di giudizi morali, considerando che è dal risentimento che sorge un sistema di valori. E tuttavia, a differenza di Nietzsche, Scheler è convinto che il “Ressentiment” non stia alla base solo dell’ethos dei deboli e dei derelitti, ma anche e soprattutto di quello borghese. In questa prospettiva, è possibile che il “Ressentiment” riesca a dare un senso unitario all’intreccio di etica, politica ed economia della modernità?
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Karl Jaspers – Nietzsche. Introduzione alla comprensione del suo filosofare

Nietzsche

Jaspers affronta in quest’opera i “pensieri fondamentali” di Nietzsche (superuomo, eterno ritorno, volontà di potenza); i nodi problematici del rapporto negazione-affermazione, immanenza-trascendenza, ateismo-ricerca di Dio; e, in via preliminare, alcuni aspetti metodologico-interpretativi, a cominciare dal rapporto aforisma-sistema. Al centro dell’interpretazione jaspersiana – in antitesi a quella heideggeriana – vi è l’idea dell’indissolubile legame di pensiero e vita: bisogna partecipare intimamente al continuo “movimento” del pensiero nietzschiano nel suo concreto farsi, alla sua filosofia sperimentale, che è ad un tempo “pensata e vissuta”. Solo così si può pervenire a una vera e propria “assimilazione” di Nietzsche, cioè a un’autentica comprensione del suo filosofare, che implica al tempo stesso una sua appropriazione e rielaborazione personale. In tal senso Jaspers getta luce non solo sulla filosofia di Nietzsche, ma anche sulle idee centrali della propria filosofia: quelle di “situazioni-limite”, di “origine”, di “trascendenza”.

Lou Andreas-Salomé – Friedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche

“La presente edizione è stata realizzata sulla base dell’esemplare appartenuto al Nietzsche-Archiv di Weimar dell’edizione originale, pubblicata a Vienna nel 1894. L’esemplare è oggi conservato presso la Herzogin Anna Amalia Bibliotek di Weimar e reca alcune glosse di pugno di Elisabeth Forster-Nietzsche. Nel corso della traduzione, tuttavia, si è tenuta presente anche la precedente traduzione italiana ‘Nietzsche. Una biografia intellettuale’, traduzione di A. Barbaranelli e G. Maragliano, con un saggio introduttivo di M. Campa e N. Fusini, pubblicata a Roma dalla casa editrice Savelli nel 1979 e ormai da tempo fuori commercio.” (Enrico Donaggio, Domenico M. Fazio)

Georges Bataille – Su Nietzsche

Su Nietzsche

L’aspirazione estrema, incondizionata, dell’uomo è stata espressa per la prima volta da Nietzsche a prescindere da un fine morale e dal servizio di un Dio. Nietzsche non può definirla con precisione ma essa lo anima, egli la assume sotto tutti gli aspetti. Ardere senza rispondere a qualche imperativo morale, espresso drammaticamente, è certo un paradosso. È impossibile predicare o agire partendo da queste premesse. Ne deriva un risultato sconcertante. Se di uno stato d’ardore noi non facciamo più la condizione di un altro, successivo e dato come bene attingibile, lo stato proposto sembra una pura folgorazione, uno struggimento vuoto. […] Nietzsche non ebbe chiara coscienza di questa difficoltà. Dovette constatare il suo fallimento: seppe alla fine che aveva parlato al deserto. Eliminando l’obbligo, il bene, denunciando il vuoto e la falsità della morale, distruggeva il valore d’efficacia del linguaggio. La fama tardò e poi, quando venne, egli non potè più far nulla. Nessuno rispondeva alla sua attesa. Oggi credo di dover dire: quelli che lo leggono e lo ammirano, lo scherniscono, ed egli lo seppe, lo disse. Escluso me? (semplifico). Ma tentare di seguirlo come lui chiedeva significa abbandonarsi alla stessa prova, allo stesso suo smarrimento.” (Dallo scritto di Maurice Blanchot)

Sossio Giametta – Saggi nietzscheani

Saggi nietzschiani

Con questo sesto libro su Nietzsche, Sossio Giametta, collaboratore all’edizione critica delle opere di Nietzsche di Colli e Montinari e autore di 12 traduzioni da Nietzsche (8 Adelphi e 4 Rizzoli), apporta i tocchi finali alla sua interpretazione di questo tormentato e tormentoso Autore. Distante da quanti considerano Nietzsche solo un filosofo o solo un poeta o profeta o psicologo o politico o moralista, questa interpretazione articola dall’interno i legami organici tra le varie manifestazioni del genio nietzschiano, ne esalta le conquiste, ne mostra le contraddizioni reali o apparenti, ne spiega l’autonomia-dipendenza dalla crisi storica europea. Lumeggiando anzitutto lo Zarathustra, come opera centrale che illumina le precedenti e seguenti come il sole i suoi pianeti, e gettando un arco dalla crisi sorrentina di Nietzsche fino alle opere del nichilismo tutto spiegato: il V libro della Gaia scienza, la Genealogia della morale e il Crepuscolo degli idoli, essa abbraccia in una visione unitaria la personalità e l’opera di Nietzsche, del cui pensiero sintetizza la struttura fondamentale. Non senza chiarire lateralmente i rapporti di Nietzsche con Hölderlin e Leopardi, della filosofia con la scienza e pagare un debito critico al grande filologo nietzschiano Mazzino Montinari, il tutto completato da un saggio in appendice su J.G. Hamann, il più ignorato dei precursori di Nietzsche.

Giuliano Campioni – Nietzsche La morale dell’eroe

Nietzsche. La morale dell'eroe

A partire da Umano, troppo umano, nella filosofia di Nietzsche, accanto al genio e al santo, si “congela l’eroe” esaltato nella metafisica dell’arte della Nascita della tragedia. Questo contrasta certamente con la figura consolidata del mito eroico di Nietzsche che ha comunque caratterizzato, in più modi e direzioni, la fortuna e talvolta perfino il culto del filosofo. Il tema dell’eroismo appare un termine di confronto continuo e centrale che permette al filosofo di differenziare la propria posizione dalle molte “morali eroiche” dell’epoca (da Carlyle a Gobineau, da Wagner a Baudelaire). La prima parte di questo lavoro percorre il tema dell’eroismo in Nietzsche cogliendone – fino alla radicale critica – i significativi mutamenti: la filosofia dello spirito libero dissolve, con le certezze metafisiche, ogni propensione verso una morale eroica che può arrivare all’estremo ascetico sacrificio di sé. La seconda parte è dedicata alla complessa figura di Socrate, “eroe” della decadenza, la cui scelta di morte rivela il vero senso della sua filosofia. La terza parte analizza la lotta di Nietzsche contro le “ombre di Dio” che offuscano l’orizzonte, le diverse figure ed atteggiamenti che il grande avvenimento della morte di Dio produce. L'”uomo superiore” della quarta parte di Zarathustra ha in sé i caratteri dell’eroismo: dalla lotta contro il movimento di Verkleinerung che porta al dominio dell'”ultimo uomo”, alla necessità del proprio tramonto per il sorgere di una forma di esistenza legata a nuovi valori.

Giuliano Campioni & Sandro Barbera – Il genio tiranno. Ragione e dominio nell’ideologia dell’Ottocento. Wagner, Nietzsche, Renan

Il genio tiranno

La filosofia di Nietzsche si colloca, nell’analisi proposta in questo volume, in un contesto di discussione che coinvolge Schopenhauer e Burckhardt, e, soprattutto, Wagner e Renan. Il tragitto di Nietzsche viene seguito in relazione, innanzi tutto, all’evoluzione teorica di Wagner e, in particolare, alla svolta da “Opera e dramma” alla metafisica della musica assoluta, intesa come “sogno vero” e possibilità di mitizzazione totale della realtà. Inoltre si vede come, insieme al mito wagneriano, incentrato intorno alla magia tirannica del genio, Nietzsche smonti il mito renaniano di un’aristocrazia scientifica, élite che sostiene un rigoroso progetto signorile, costringendo i linguaggi sociali entro un’oppressiva teleologia laica, segnata da una forte commistione di positivismo e romanticismo. La filosofia nietzscheana acquisisce, nel confronto, il valore di una radicale demitizzazione, che lavora a sottrarre all’ideologia romantica il suo fondamento metafisico. Liberato dalle risoluzioni mitiche, il moderno si apre in essa al riconoscimento di una pluralità di forze che richiedono forma e senso e che giungono ad esprimersi in una forma non costrittiva. Essa raccoglie i vari sensi parziali e diviene una relazione di contrari i quali, pur non tendendo alla conciliazione, non hanno valore reciprocamente distruttivo. La “volontà di potenza” è attraversata nel profondo da questa intenzione liberatoria che Musil ha indicato per primo tra i lettori novecenteschi enunciando, attraverso Nietzsche, una nozione di forma come sintesi di nuove possibilità.