Carlo Formenti – La variante populista. Lotta di classe nel neoliberismo

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Perché trincerarsi a difesa della democrazia, se viviamo in un regime postdemocratico costruito da decenni di guerra civile contro il lavoro? Prendere atto della sconfitta del movimento operaio non basta: occorre ammettere che tutte le sinistre (moderate, radicali e antagoniste) ne sono corresponsabili. Contro le ideologie partorite dalla “svolta linguistica” delle scienze sociali, che hanno sostituito la lotta per i diritti delle classi subordinate con l’impegno per i diritti individuali delle classi medie, occorre tornare alla parola “egemonia” di Antonio Gramsci. Dunque: occorre battersi per la sovranità popolare e nazionale contro le oligarchie transnazionali. E sconfiggere il populismo di destra con un nuovo populismo di sinistra.

John Holloway – Cambiare il mondo senza prendere il potere . Il significato della rivoluzione oggi

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Partendo dalla constatazione di diffusi movimenti di disobbedienza allo stato di cose presenti, John Halloway, professore e ricercatore presso l’Università Autonoma di Puebla, si sofferma ad analizzare come questo fenomeno diffuso – ad esempio il caso dell’Argentina, della Bolivia e l’esperienza zapatista – possa trasformarsi in un cambio sociale radicale della materialità dell’esistente.

Mark Thompson – La fine del dibattito pubblico. Come la retorica sta distruggendo la lingua della democrazia

La lingua dei mezzi d’informazione e della politica è ancora in grado di far funzionare la democrazia? L’amministratore delegato del “New York Times”, ed ex direttore generale della Bbc, ha una risposta. Un libro necessario per capire come salvare la nostra società dal populismo e dall’antipolitica.

Nicola Perugini, Neve Gordon – Il diritto umano di dominare

Che cosa sono, oggi, i diritti umani? Uno strumento di giustizia, garanzia del diritto e moderazione della violenza elaborato dalle democrazie liberali per tutelare i soggetti piú vulnerabili? In realtà, se guardiamo alla fisionomia di chi se ne occupa, accanto a istituzioni internazionali, corti di giustizia e ONG, troviamo anche agenzie di sicurezza nazionale, organismi militari e organizzazioni portatrici di interessi specifici e omogenei alle strutture di potere. Attraverso l’analisi di casi concreti che vanno dalla tutela dei diritti dei coloni israeliani alla guerra legalizzata con i droni, dagli omicidi mirati agli scudi umani, gli autori mostrano come le categorie di abuso, colpevole e vittima si scambino continuamente di posto, a seconda degli obiettivi di chi si appropria del discorso dei diritti umani: che possono essere anche una preziosa risorsa di legittimazione per rafforzare la dominazione, sancire gli squilibri consolidati e giustificare guerre e occupazioni – non uno strumento universale e neutrale di emancipazione. In questo saggio, emergono senza appello tutte le contraddizioni dell’ordine “morale” globale, insieme all’invito a ripensare l’odierno impoverimento dei diritti umani, rivitalizzandone la funzione antiegemonica, la reale rappresentatività e la forza di resistenza.

Yanis Varoufakis, Lorenzo Marsili – Il terzo spazio

Dobbiamo recuperare l’ambizione di mostrare la via verso un futuro di cui essere fieri e in cui la felicità di tutti sia un diritto. Ci troviamo a vivere un momento eccezionale. Un momento in cui le certezzevengono meno. Un momento carico di contraddizioni e di rischi. Non è il tempo della malinconia e dell’abbandono. È il tempo del coraggio e dell’impegno. Perché quando i nostri nipoti ci chiederanno dove eravamo, noi, in un momento come questo, dobbiamo essere in grado di poter rispondere: dal lato giusto, a fare la nostra parte. L’Europa è ormai un campo di battaglia diviso fra un establishment in bancarotta e nuovi nazionalismi reazionari. Da un lato, la politica tradizionale arroccata a difesa del fortino dello status quo, impegnata in un vano tentativo di proteggere un estremo centro che non può e non deve più reggere: il centro di una certa globalizzazione neoliberale, dell’austerità, quello che ha assunto come simboli le grandi coalizioni e la Troika. Dall’altro, l’emergere prepotente di nuove forze regressive che sfruttano un sentimento reale e dilagante di insicurezza sociale per promuovere una politica identitaria, reazionaria e autoritaria. È più urgente che mai creare un terzo spazio con una visione forte e ambiziosa. Uno spazio che tenga insieme quanti già lavorano per un’alternativa, costruendo un’alleanza popolare vincente in grado di rappresentare un punto di riferimento nel disordine europeo e di radunare quanti rifiutano di essere meri spettatori della disintegrazione del nostro continente. Uno spazio capace di mettere in campo un’alternativa concreta a un sistema economico fallito e a una democrazia corrotta, che finalmente superi la falsa opposizione fra Europa e Stato nazionale.

Bernie Sanders – Quando è troppo è troppo!

Un socialista alla Casa Bianca? Bernard «Bernie» Sanders sta sconvolgendo l’America e il mondo. Primo candidato nella storia Usa a rifiutare i finanziamenti dei grandi donatori, delle lobby e di Wall Street, Sanders ha presentato una selezione dei suoi maggiori discorsi, si ritrova, con chiarezza e completezza, il suo dirompente pensiero politico. un programma di cambiamento radicale, una vera e propria «rivoluzione politica», come lui stesso la definisce, dalla parte dei giovani, dei disoccupati, dei lavoratori, della classe media impoverita dalla crisi. Nel libro, attraverso una selezione dei suoi maggiori discorsi, si ritrova, con chiarezza e completezza, il suo dirompente pensiero politico

Jeremy Corbyn – La rivoluzione gentile

La trionfale vittoria di Jeremy Corbyn alle primarie del Partito Laburista è l’inizio di una nuova era nella storia della sinistra, non solo britannica. Archiviato definitivamente il “blairismo”, il nuovo leader della sinistra inglese propone una visione radicalmente diversa di società, sul piano economico (la corbynomics, lodata da premi Nobel come Joseph Stiglitz), sul piano dei valori, superando l’individualismo competitivo e mettendo al centro le idee di comunità e di cooperazione (la caring society), e infine proponendo un nuovo modo di fare politica, basato sulla sobrietà e sull’ascolto di tutti.