Achille Occhetto – Pensieri di un ottuagenario. Alla ricerca della libertà nell’uomo

Un lungo viaggio tra politica e filosofia. Una riflessione sul tema della libertà e del determinismo attraverso la lezione dei filosofi letti da Achille Occhetto nel corso del tempo. Rilettura non accademica però, ma rivisitazione attraverso l’esperienza umana e politica che per più di cinquant’anni ha fatto Occhetto, il leader che impresse al Partito comunista italiano una svolta epocale quando nel 1989, durante una celebrazione di partigiani alla «Bolognina», sciolse il PCI di cui era segretario fondando il Partito Democratico della Sinistra.
Annunci

Filippo Battaglia, Paolo Volterra – Bisogna saper perdere. Sconfitte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi

Si vince e si perde ovunque, non solo in Italia. Ma in Italia, più spesso che altrove, chi è vinto non accetta la sconfitta. Bisogna saper perdere racconta il declino, l’uscita di scena ma anche l’horror vacui di alcuni degli uomini più potenti del nostro Paese. Politici che sono stati alla guida di un partito, o che hanno governato l’Italia per anni. Che hanno avuto a disposizione soldi e voti. Che hanno regalato sogni e speranze, e attirato invidie e diffidenze. E che prima o poi, inevitabilmente, hanno fatto i conti con il fallimento di un progetto o la fine di una carriera.

Arnaldo Bagnasco – La questione del ceto medio

Verso la fine del secolo scorso si è manifestata nei paesi avanzati una crisi del ceto medio. Un segnale che gli assetti istituzionali del capitalismo industriale, con i suoi tipici meccanismi di regolazione, erano definitivamente superati. Osservare le fortune e le difficoltà del ceto medio fa comprendere come è progressivamente cambiata la società, mentre cambiavano i capitalismi nazionali e cresceva la globalizzazione. Mettendo a frutto l’esperienza teorica e di ricerca comparata di diversi ambiti disciplinari, il libro fornisce una originale ricostruzione del cambiamento in prospettiva sociologica di lungo periodo, facendo emergere i problemi del rischio e della regolazione nel capitalismo contemporaneo.

Giulio Azzolini – Dopo le classi dirigenti. La metamorofsi delle oligarchie nell’età globale

Da dieci anni non passa giorno senza che qualcuno invochi l’esigenza di una nuova classe dirigente. Eppure quasi nessuno sembra accorgersi che, se tale espressione suona ormai logora all’orecchio dei più, non è per l’inettitudine o la disonestà dei singoli, ma anche e soprattutto perché l’età globale ha inesorabilmente compromesso le condizioni d’esistenza di una classe dirigente in senso proprio. Le oligarchie si sono sgretolate, dunque, in una società liquida e trasparente? Nient’affatto. Il nostro è il tempo opaco dei gruppi di interesse privato, che premono sui decisori pubblici in vista di un tornaconto particolare. Che cosa resta, quindi, della democrazia? Finché si ignorerà che le élites politiche sono essenziali per una democrazia libera e pluralistica, partecipata e consapevole, i partiti soccomberanno ai movimenti e il potere scivolerà indisturbato nelle mani di pochi giganti transnazionali.

Lorella Cedroni – Il linguaggio politico della transizione. Tra populismo e anticultura

Questo saggio analizza la trasformazione del linguaggio politico avvenuta in Italia durante il lungo processo di transizione ancora in atto e che ha interessato le tre dimensioni della politica, “politics, polity e policy”, ossia: la sfera del potere, l’identità della comunità organizzata e i processi decisionali. Il linguaggio della transizione si configura, pertanto, come linguaggio dell’assoluta contingenza della politica, incapace di tradurre le “issues” politiche e sociali in formule programmatiche adeguate, e di effettuare una concreta politica di governo nell’interesse generale del paese.

Carlo Formenti – La variante populista. Lotta di classe nel neoliberismo

cover

Perché trincerarsi a difesa della democrazia, se viviamo in un regime postdemocratico costruito da decenni di guerra civile contro il lavoro? Prendere atto della sconfitta del movimento operaio non basta: occorre ammettere che tutte le sinistre (moderate, radicali e antagoniste) ne sono corresponsabili. Contro le ideologie partorite dalla “svolta linguistica” delle scienze sociali, che hanno sostituito la lotta per i diritti delle classi subordinate con l’impegno per i diritti individuali delle classi medie, occorre tornare alla parola “egemonia” di Antonio Gramsci. Dunque: occorre battersi per la sovranità popolare e nazionale contro le oligarchie transnazionali. E sconfiggere il populismo di destra con un nuovo populismo di sinistra.

John Holloway – Cambiare il mondo senza prendere il potere . Il significato della rivoluzione oggi

cover

Partendo dalla constatazione di diffusi movimenti di disobbedienza allo stato di cose presenti, John Halloway, professore e ricercatore presso l’Università Autonoma di Puebla, si sofferma ad analizzare come questo fenomeno diffuso – ad esempio il caso dell’Argentina, della Bolivia e l’esperienza zapatista – possa trasformarsi in un cambio sociale radicale della materialità dell’esistente.