Lytton Strachey – Voltaire

Voltaire

Lytton Strachey fu un profondo conoscitore dell’opera e del pensiero di François-Marie Arouet, meglio noto come Voltaire, di cui lo affascinava la capacità di evadere dal «labirinto dei fatti pratici», per giungere a una comprensione filosofica dei fondamenti politici e religiosi del mondo. In particolar modo ammirò le Lettres philosophiques, la «lente» con la quale Voltaire riuscì a raccogliere gli sparsi raggi delle impressioni maturate nel corso del suo soggiorno inglese «in un sole di splendida e ardente intensità» che avrebbe illuminato l’Inghilterra – e il mondo – di tolleranza e curiosità intellettuale. Questo libro riunisce per la prima volta in un unico volume i testi dedicati al grande illuminista francese: Le tragedie di Voltaire (1905), Voltaire e l’Inghilterra (1913), Voltaire e Federico il Grande (1915), poi raccolti nel 1922 all’interno del volume Books and Characters. Se nel primo Strachey non esita a esercitare la sua ironia sui limiti del Voltaire drammaturgo, gli ultimi due saggi – scritti a ridosso della Prima Guerra Mondiale – volevano essere anche una via di fuga da un’atmosfera cupa e maligna, uno sguardo al passato per dimenticare le meschinità del presente e ritrovare la speranza.